Il MoMA di New York mette online l’archivio delle stampe di Louise Bourgeois

Dopo otto anni di lavoro, il sito web dedicato alle opere a stampa e ai libri di Louise Bourgeois è finalmente completo. Lo ha annunciato il dipartimento di ricerca del MoMA.

Louise Bourgeois at the printing press in the lower level of her home_studio on 20th Street, New York, 1995. © Mathias Johansson
Louise Bourgeois at the printing press in the lower level of her home_studio on 20th Street, New York, 1995. © Mathias Johansson

Un lavoro di ricerca e studio monumentale, durato oltre otto anni, ha prodotto una nuova risorsa online per gli storici dell’arte. Stiamo parlando di Louise Bourgeois: The Complete Prints & Books catalogo ragionato online che comprende tutti i lavori a stampa dell’artista francese, scomparsa a New York nel 2010. Il MoMA di New York, che firma il progetto, ha rilasciato negli scorsi anni diverse versioni intermedie del sito web, ma solo in questi giorni ha annunciato l’avvenuto completamento della documentazione, che comprende ben 5,410 fogli, e la sua messa online integrale. 

LE ORIGINI DEL PROGETTO

La relazione tra Louise Bourgeois (1911–2010) e il museo newyorkese è di vecchia data: Alfred H. Barr, fondatore e primo direttore dell’istituzione, acquistò nel 1947 il libro di incisioni He Disappeared into Complete Silence e, quattro anni dopo, anche la scultura Sleeping Figure. Risale al 1982, invece, la prima retrospettiva di scultura della Bourgeois negli spazi del MoMA, organizzata da Deborah Wye, la stessa curatrice che avrebbe poi guidato il progetto di digitalizzazione e catalogazione delle opere a stampa. Nel 1990 l’artista donò al museo una parte del suo archivio, con la promessa di ampliarlo negli anni successivi, e nel 1994 questi lavori furono mostrati al pubblico. La collezione di stampe del museo ammonta oggi a 3,271 esemplari, tra incisioni e libri.

L’AMORE PER LA STAMPA

Non tutti conoscono questa parte della produzione di Louise Bourgeois, ma in realtà la stampa, insieme, alla pittura, fu il suo primo amore, messo da parte poi per la scultura alla fine degli Anni Quaranta e ripreso negli Anni Ottanta. Da allora, e fino alla sua morte, la Bourgeois non smise mai di usare le tecniche di incisione e di stampa, installando un torchio nel suo studio e avviando una serie di collaborazioni con stampatori ed editori. L’arte di Louise Bourgeois nasceva dalle sue emozioni e funzionava come uno strumento per esprimere e comprendere i sentimenti più problematici che l’hanno afflitta per tutta la vita. Soffriva per via dei ricordi dolorosi, ma anche per la solitudine, la rabbia, la gelosia e la disperazione – tutti stati emotivi che sembrano emanare dai suoi lavori. Lavorare con la stampa le permise di rimaneggiare costantemente le sue composizioni”, spiegano i curatori del catalogo. La struttura del sito web, che si trova all’interno di quello del museo, ricalca l’evoluzione del rapporto della Bourgeois con la stampa e rappresenta uno strumento prezioso per gli studiosi ma anche un’esperienza interessante per il pubblico in generale grazie all’implementazione di funzioni interattive che permettono di zoommare sulle opere e di confrontarle tra di loro, oltre che di navigare l’archivio secondo diversi criteri: temi, tecniche, portfoli e serie, editori e stampatori. 

Valentina Tanni 

www.moma.org/bourgeoisprints

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.