Arte e musica. Intervista a Zola Jesus

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Il diciassettesimo appuntamento con la rubrica curata dall’artista Samantha Stella presenta il ritratto della cantautrice statunitense Zola Jesus

Zola Jesus è lo pseudonimo di Nika Roza Danilova, nata Nicola Rose Hummel (Phoenix, 1989), cantautrice statunitense di origini russa, tedesca, slovena e ucraina. I suoi nonni emigrarono negli Stati Uniti partendo da Odessa, Nika è cresciuta a Phoenix e poi a Merril, in una proprietà rurale all’interno di una foresta. Il nome d’arte viene dall’unione di due personalità storiche che ritiene importanti punti di riferimento, lo scrittore francese Émile Zola e Gesù Cristo.
Il suo stile musicale combina elementi di musica elettronica, industrial, classica e dark/goth. Nika ha preso lezioni di canto e lirica sin dall’età di sette anni, ha iniziato a registrarsi da sola in casa usando tastiere e drum machine durante gli anni del college, periodo in cui ha debuttato con due singoli e poi un album nel 2009 con l’etichetta indipendente newyorkese Sacred Bones. Ispirata da musicisti oscuri come i britannici Ian Curtis, cantante della band post-punk Joy Division, e la band industrial Throbbing Gristle, e dagli statunitensi Lydia Lunch, poetessa e cantante, Diamanda Galas, pianista e cantante, e Swans, band di rock sperimentale, Nika si è fatta subito notare con un’intensa attività di tour e collaborazioni, inclusa quella con la cantante svedese Fever Ray del gruppo The Knife, con la cantante dark statunitense LA Vampires e con la band Former Ghosts insieme a Freddy Ruppert e James Stewart degli Xiu Xiu.

LA CARRIERA DI ZOLA JESUS

Ha partecipato due volte al famoso festival statunitense SXSW, sino alla pubblicazione del suo secondo album, considerato un capolavoro di musica dark da riviste specializzate importanti come NME. Negli anni lo stile della cantautrice ha toccato sonorità più pop, soprattutto nella pubblicazione con l’etichetta britannica Mute Records, per poi ritornare alle sue radici più oniriche e lisergiche dopo un periodo di depressione. Il suo timbro vocale è stato accostato a grandi nomi come la cantante britannica Siouxsie Sioux della band post-punk/new wave Siouxsie and the Banshees, e Lisa Gerrard, cantante del gruppo musicale etno-gotico anglo-australiano Dead Can Dance. In uscita il suo nuovo album Arkhon, sempre per Sacred Bones, anticipato da un video suggestivo girato in Cappadocia, regione della Turchia, dove l’artista ha trovato l’ambientazione più appropriata per sottolineare l’aspetto spirituale del brano. Il tutto in un labirinto di caverne e siti rupestri risalenti a 60 milioni di anni fa. Zola Jesus sarà in tour a luglio negli Stati Uniti insieme alla storica band inglese rock gotica The Cult e alla band americana di rock alternativo Black Rebel Motorcycle Club.

Zola Jesus. Photo Shervin Lainez
Zola Jesus. Photo Shervin Lainez

INTERVISTA A ZOLA JESUS

La tua definizione di arte.
L’arte è qualcosa che esiste per se stessa.

La tua definizione di musica.
La musica è la manipolazione mentale o emotiva del suono.

Ti definisci un’“artista”?
In mancanza di un termine migliore, a volte mi sento costretta a definirmi un’artista. Ma non sono sicura che sia la giusta definizione per me stessa.

L’opera di arte visiva che più ami.
Il lavoro di Odilon Redon.

La canzone che più ami.
L’usignolo e la rosa di Nikolai Rimsky-Korsakov.

I tuoi recenti progetti.
Il mio nuovo album intitolato Arkhon!

Un ricordo della tua vita.
Mi vedo seduta su una canoa in un lago calmo al tramonto.

Samantha Stella

https://www.zolajesus.com

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.