Arte e musica. Intervista ad Anton Newcombe ‒ The Brian Jonestown Massacre

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La rubrica Walk of Muses dell’artista Samantha Stella, che per sette mesi ha proposto ogni settimana interviste a musicisti internazionali e italiani, assume nuova forma con gli appuntamenti di Golden Walk of Muses, che propongono un ritratto più completo di un musicista, con sette domande fisse per approfondire la sua concezione di arte, musica e i suoi attuali progetti creativi. Il primo appuntamento è con Anton Newcombe, fondatore della band americana The Brian Jonestown Massacre.

Anton Newcombe (Newport Beach, 1967) è un cantante, polistrumentista e produttore statunitense, leader del gruppo di neopsichedelia The Brian Jonestown Massacre fondato a San Francisco nel 1990. Il nome è un mix tra Brian Jones, fondatore della storica band rock inglese dei Rolling Stones, e il massacro di Jonestown, suicidio collettivo avvenuto in Guyana nel 1978, dove si tolsero la vita più di 900 membri di una setta religiosa guidata dal predicatore statunitense Jim Jones.
Band di riferimento e culto per moltissimi musicisti e fan, BJM ha cambiato più volte line up, ruotando sempre attorno alla prolifica e carismatica figura di Newcombe, che ne è anche il produttore, con un vastissimo numero di album ed EP pubblicati su diverse etichette e, dal 2007, dalla label A Records fondata dallo stesso Newcombe, sino all’ultimo album The Brian Jonestown Massacre pubblicato nel 2019. The Brian Jonestown Massacre è protagonista, insieme alla band rock alternativa americana The Dandy Warhols, del documentario Dig! (Gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2004, nonché acquisito nella collezione permanente del MoMA di New York), diretto dalla regista statunitense Ondi Timoner, ricavato da sette anni di riprese che testimoniano le rispettive carriere delle due band e il loro rapporto amore-odio.
Anton Newcombe, che ha combattuto a lungo contro la dipendenza da droghe e alcool, vive attualmente a Berlino, dove ha un proprio studio di registrazione. Due album e un EP pubblicati insieme alla giovane songwriter canadese Tess Parks, numerosi remix fatti per note band, inclusi The Dandy Warhols, le band di rock alternativo britanniche The Charlatans e Primal Scream, il duo newyorkese Sqürl fondato dal regista Jim Jarmusch, e il duo post-punk americano The Vacant Lots, nonché produttore tra gli altri della band L’Épée da lui fondata con l’attrice e cantante Emmanuelle Seigner (moglie del regista franco polacco Roman Polanski) e Lionel & Marie Limiñana (The Limiñanas), di cui è stato pubblicato nel 2019 l’album Diabolique. Nell’attuale line up di The Brian Jonestown Massacre, di cui Newcombe sta registrando e mettendo online in questi mesi nuovi brani, appare anche il chitarrista Hákon Aðalsteinsson (The Third Sound).

The Brian Jonestown Massacre. Photo credit Bradley Garner
The Brian Jonestown Massacre. Photo credit Bradley Garner

INTERVISTA AD ANTON NEWCOMBE

La tua definizione di arte.
Arte è tutto ciò che un artista dice essere arte, tuttavia il trucco sta nel far concordare le persone con quanto l’artista sostiene. La grande arte è diversa in quanto gioca con il sottometterti pur tenendoti informato, col renderti schiavo e lasciarti libero, anche per interagire e trovare il tuo significato. La popolarità non ha nulla a che fare con niente. È molto comune e privo di significato vedere tutte le forme d’arte nichiliste di persone che sono comunque dei perdenti… fanculo.

La tua definizione di musica.
La musica e la geometria sono intrecciate a formare un tutt’uno. Al di fuori di questa conoscenza sono loro che proiettano ritmo e frequenza, o si ribellano alla verità superiore, la musica è la più alta forma d’arte, un dipinto che i ciechi possono vedere e i sordi sentire. Rende la danza ancora più fluida, è anche una scienza.

Ti definisci un “artista”?
Sono quel che sono.

L’opera di arte visiva che più ami.
Mi interessano i mixed media, mi piace essere capito.

La canzone che più ami.
Non ne ho una preferita.

I tuoi recenti progetti.
Sto lavorando a sessanta nuove canzoni di The Brian Jonestown Massacre, a un progetto con Dot Allison (musicista e cantante scozzese, N.d.R.) e spero a un disco con l’Épée.

Un ricordo della tua vita.
Ricordo la mia vita prima del Covid, eravamo così spensierati e pensavamo che sarebbe durato per sempre…

Samantha Stella

thebrianjonestownmassacre.com

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.