Arte e musica. Intervista a Jérôme Reuter (ROME)

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I legami tra arte e musica sono moltissimi e spesso non evidenti. Ne abbiamo parlato con il cantautore lussemburghese Jérôme Reuter, conosciuto con il progetto musicale ROME

Jérôme Reuter è un cantautore e cantante nato in Lussemburgo, fondatore e membro principale del progetto musicale di neofolk sperimentale ROME. Cresciuto con la musica e le parole del cantautore e poeta canadese Leonard Cohen, e fan sin dalla giovane età del cantautore e scrittore australiano Nick Cave, fonda un gruppo punk a quindici anni per poi approcciarsi a sonorità più goth rock vicino a band come i britannici Sisters of Mercy.
Stanco dei cambiamenti continui dei componenti dei vari gruppi, nel 2005 decide di dedicarsi a un suo progetto solista, e dà vita a ROME, diminutivo del suo stesso nome, iniziando la collaborazione con l’etichetta sperimentale svedese Cold Meat Industry. Nel tempo passerà a esibirsi live assieme a vari musicisti con cui collabora nella registrazione degli album e nel 2009 firma per l’etichetta tedesca Trisol. Estremamente prolifico nella sua produzione, ROME si approccia al genere neofolk con influenze tra cantautorato e dramma storico, infarcendo i testi con rimandi a tematiche filosofiche marcatamente novecentesche e romantiche, mischiando ballate folk con cut-up di registrazioni, discorsi, spoken word recitato su tappeti sonori ambient, in stile martial industry. Partendo da echi del progetto britannico neofolk Death in June e da un cantato vicino a Nick Cave, al cantautore statunitense Scott Walker, e a Michael Gira, fondatore della band di rock sperimentale Swans, negli anni ROME si rende interprete di un sentimento di profonda crisi del continente europeo, con tematiche legate a morte, amore, dolore e guerra e riflessioni che affastellano le domande dell’uomo moderno. Nel 2021 ha pubblicato l’album in studio Parlez-Vous Hate? (con una collaborazione con il musicista neofolk statunitense King Dude) e l’album con registrazione dal vivo Hansa Studios Sessions II, realizzato nel tempio della musica berlinese, uno degli studi di registrazione più famosi del mondo, protagonista del celebre documentario realizzato da Mike Christie nel 2017, dove compaiono artisti come David Bowie, Nick Cave, Alexander Hacke ‒ Einstürzende Neubauten, Mick Harvey, Iggy Pop. L’album presenta alcuni brani essenziali della discografia più recente di ROME, consolidandolo come uno dei principali esponenti del neofolk.

ROME. Photo Achim Webel
ROME. Photo Achim Webel

INTERVISTA A JÉRÔME REUTER (ROME)

La tua definizione di arte.
Credo che la santità dell’arte risieda nella sua capacità di trasformare le cose astratte in qualcosa di più vicino alla verità.

La tua definizione di musica.
Il modo più gratificante, diretto e fragile di tentare quella liberazione dall’astrazione.

Ti definisci un “artista”?
Sì, mi piacerebbe pensarlo. Ma non è un titolo con il quale ti premi. Devi guadagnartelo e c’è una data di scadenza su di esso, quindi è meglio che ti affretti e cerchi di rimanere a galla.

L’opera di arte visiva che più ami.
Mi viene in mente l’Epifania di Gottfried Helnwein, ma suppongo che non dovrei ammetterlo. Quindi dirò l’ultimo trittico di Francis Bacon (Triptych, 1991, MoMA, New York, N.d.R.), realizzato alla fine della sua carriera nel 1991, credo, dove le figure entrano ed escono da cornici o spazi simili a un palcoscenico.

La canzone che più ami.
In Lussemburgo c’è una canzone per bambini che parla di una scimmietta che siede sulle scale fuori dalla casa della nonna. Ha un buco nei pantaloni, ma la canzone afferma chiaramente che non è colpa sua. Mi piace questa.

I tuoi recenti progetti.
Beh, c’è sempre un album di ROME su cui sto lavorando… non posso ancora dire molto a riguardo, ma spero che riuscirò a pubblicarlo presto.

Un ricordo della tua vita.
Non saprei. Mi scuso, ma quella storia con la canzone della scimmietta è già più di quanto mi aspettassi di ricordare.

Samantha Stella

https://www.facebook.com/romeproject

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.