Cancellata anche la Turandot di Ai Weiwei. Si svolgerà a marzo del 2021

L’emergenza Coronavirus non risparmia nemmeno il mondo del teatro. La Turandot di Ai Weiwei sarà rimandata al prossimo anno, sempre al Teatro dell’Opera di Roma. E pensare allo streaming?

E mentre miart annuncia il suo slittamento a settembre, la Biennale di Architettura ad agosto e il Salone del Mobile a giugno, anche a Roma si cominciano a rimandare eventi e spettacoli. È ad esempio il caso dell’attesissima Turandot dell’artista cinese Ai Weiwei (in questi giorni nell’occhio del ciclone per la triste battuta sugli italiani diffusa sul suo profilo Instagram), prevista per la primavera 2020 e poi annullata. Andrà infatti in scena il prossimo marzo 2021 al Teatro dell’Opera di Roma.

CORONAVIRUS: UNA SCELTA INEVITABILE

“Purtroppo, abbiamo dovuto adeguarci a quanto previsto dal decreto del governo. Quindi da oggi, fino al 3 aprile, non avremo spettacoli la sera, non andremo in scena. Questo perché il decreto prevede l’obbligo di garantire uno spazio di almeno un metro intorno a ciascun spettatore. Questo, ovviamente, non è in linea con le gallerie e le platee dei nostri teatri, quindi, non essendo in linea con il decreto, abbiamo dovuto sospendere due produzioni molto importanti, come: il Corsaro (un balletto attualmente in scena), e poi la nuova produzione di Turandot di Puccini con regia, costumi e scena del grande artista Ai Weiwei”. Così motiva Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, in un’intervista a RaiNews24. “La Turandot si recupererà. La produzione era quasi ultimata nelle prove, realizzeremo – appena possibile- probabilmente l’anno prossimo, marzo dell’anno prossimo”, rassicura Fuortes.  Un danno economico ingente, se pensiamo che solo questi due spettacoli annullati avevano registrato al botteghino un cospicuo introito (1.200.000 euro), che bisognerà però rimborsare. Una situazione grave nella quale versano anche gli altri teatri e le fondazioni liriche sparsi sul territorio italiano.

E LA MODALITÀ STREAMING?

Come ben sappiamo tra rinvii e annullamenti forzati causa Covid-19 molte istituzioni culturali sono ricorse allo streaming per mostre (è il caso del Mambo di Bologna), eventi culturali (parliamo della Triennale di Milano) e conferenze stampa (come per la Biennale di Architettura). Ebbene, perché non pensare allo stesso escamotage anche per uno spettacolo teatrale? “Probabilmente alcuni Teatri, Auditorium, spettacoli possono essere sperimentati in questa modalità. Una produzione di opera è molto costosa, che viene fatta (appunto) per molti spettatori. È difficile immaginare di fare una produzione, tipo una Turandot, solo ed esclusivamente per lo streaming. Purtroppo, non riusciamo a fare una cosa del genere. Stiamo invece ripensando ad eventuali produzioni che possano rispettare i vincoli posti dal decreto. Sarà un esercizio, nei momenti di difficoltà poi la creatività deve aiutare anche a superare i problemi che si frappongono. Perché noi dobbiamo lavorare, dobbiamo fare cultura. I teatri sono soggetti attivi nella società quindi crediamo che sia molto importante, per la società di Roma, che noi continuiamo a svolgere questo servizio. Quindi cercheremo in tutti i modi di lavorare e di produrre cultura.” Continua Fuortes nell’intervista di RaiNews24. Per quanto sia concepibile la “difficoltà” di ripensare uno spettacolo teatrale per lo streaming (che sicuramente non regala la stessa emozione del vero teatro) è altrettanto vero che attualmente sembra essere la scelta migliore per contenere i contagi senza annullare produzioni e/o eventi. Comunque, la volontà di rimodulare alcuni spettacoli rispettando i vincoli del decreto legge sull’emergenza Covid-19 sarà sicuramente utile per il futuro e vitale per il presente.

ANNULLATA ANCHE L’INIZIATIVA R/ESISTERE

Il Teatro dell’Opera di Roma informa che, in relazione al Dpcm 8 marzo 2020, articolo 2, comma 1, lettera b, è sospesa qualsiasi attività di spettacolo fino al 3 aprile” è il messaggio che oggi campeggia in alto nella pagina Facebook del Teatro dell’Opera di Roma, che per il prossimo fine settimana (dal 13 al 15 marzo), aveva lanciato tre appuntamenti pomeridiani sotto l’emblematico titolo “R/Esistere”. Gli eventi, che avrebbero visto la partecipazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, assieme ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera con l’interpretazione dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, sono cancellate. “Il concerto” – aveva dichiarato nel momento di lancio la sindaca di Roma e presidente del Teatro Virginia Raggi – “si basa sul rigoroso rispetto di tutte le regole e prescrizioni previste in questa fase così complessa. L’iniziativa dimostra come in questi giorni sia comunque possibile svolgere attività ricreative e di svago, ma attenendosi ad alcune limitazioni essenziali. Dobbiamo infatti sempre ricordare che tutti i nostri gesti e comportamenti, anche i più semplici, producono effetti a più livelli su tutta la comunità. Seguire le regole significa quindi tutelare gli altri”. Come tutte le istituzioni culturali d’Italia, anche l’Opera di Roma fa un passo indietro.

-Valentina Muzi 

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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