Il Ritratto di Maffeo Barberini acquistato dallo Stato per 30 milioni è esposto a Roma al Senato a ingresso gratuito
Dal 28 maggio al 21 giugno 2026, la Sala Capitolare della Biblioteca del Senato accoglie il dipinto di Caravaggio acquistato lo scorso marzo dal Ministero della Cultura. L’accesso per il pubblico è gratuito e senza prenotazione. Poi l’opera entrerà nella collezione permanente di Palazzo Barberini
Dopo il successo riscontrato con Antonello da Messina, a Roma si replica con Caravaggio. Per celebrare e condividere l’ambiziosa campagna acquisti che il Ministero della Cultura guidato da Alessandro “compratutto” Giuli ha concretizzato nella prima parte del 2026, destinata ad accrescere il patrimonio artistico dello Stato italiano, la Biblioteca del Senato torna ad aprire le porte per il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, acquistato all’inizio di marzo scorso per 30 milioni di euro, al termine di una trattativa durata oltre un anno.
Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio in mostra a Roma
Il dipinto realizzato da Caravaggio nel passaggio di secolo tra Cinquecento e Seicento sarà esposto dal 28 maggio al 21 giugno 2026 nella Sala Capitolare della Biblioteca romana (ingresso da piazza della Minerva, a pochi passi dal Pantheon), com’era stato di recente per l’Ecce Homo di Antonello, nella sua tappa romana di rientro dagli Stati Uniti, prima di raggiungere L’Aquila.
L’opera sarà visibile con accesso libero dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, mentre il sabato, la domenica e nella giornata festiva del 2 giugno l’apertura sarà prevista dalle 10 alle 18. Si tratta della prima occasione per apprezzare pubblicamente il dipinto dopo l’acquisizione dello Stato, prima del suo trasferimento definitivo alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma presso Palazzo Barberini, polo museale a cui il quadro è stato destinato. Per l’occasione sarà presentata per la prima volta anche una selezione didocumenti provenienti dall’Archivio di Stato di Roma, tre registri giudiziari utili a ricostruire la vicissitudini giudiziarie di Caravaggio (tra questi il verbale dell’interrogatorio del 4 maggio 1598, redatto nel carcere di Tor di Nona, dove il pittore era detenuto dopo essere stato arrestato la notte precedente tra piazza Madama e piazza Navona).
L’operazione che riporta a “casa” Caravaggio
La mostra viene celebrata anche come un ritorno a “casa” di Michelangelo Merisi, “che fu a palazzo Madama e a palazzo Giustiniani molto prima che queste antiche dimore divenissero sede del Senato” sottolinea il Presidente del Senato, Ignazio La Russa “Il giovane pittore visse presso il cardinale Francesco Maria del Monte, che aveva preso in affitto palazzo Madama dal granduca Ferdinando de’ Medici, suo protettore, e vi abitò per un quarantennio, dal 1589 fino alla morte nel 1626”.
La storia del dipinto e l’acquisto da parte dello Stato italiano
L’opera in mostra rappresenta il prelato destinato a diventare papa nel 1623, con il nome di Urbano VIII, poco più che trentenne, vestito da chierico della Camera Apostolica, nel momento in cui la sua carriera ecclesiastica è ancora in piena ascesa. Fu Roberto Longhi, nel 1963, a riconoscere nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna (tra l’altro uno dei pochissimi ritratti ascrivibili con certezza a Caravaggio). La sua acquisizione rappresenta uno degli investimenti più consistenti mai sostenuti dallo Stato per un’opera d’arte (l’Ecce Homo di Antonello da Messina è stato pagato poco meno della metà), e arriva dopo una fase di esposizione pubblica che ha già consentito a studiosi e visitatori di confrontarsi con il dipinto. Dal novembre 2024, infatti, grazie a un accordo con i proprietari, l’opera era stata esposta proprio nelle sale di Palazzo Barberini, dove è rimasta visibile fino alla conclusione della grande mostra Caravaggio 2025, che ha raccolto oltre 450mila visitatori. In quell’occasione l’attribuzione a Caravaggio è stata sostanzialmente confermata dalla critica italiana e internazionale.
Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini in mostra // dal 28 maggio al 21 giugno 2026
Sala Capitolare della Biblioteca del Senato, Palazzo della Minerva, Roma
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