La violenza e i sistemi che la alimentano nello spettacolo di Cinzia Spanò in scena a Milano

Attraverso una riflessione su Artemisia Gentileschi e sull’ancella che nel celebre quadro di Giuditta le fa da complice, la regista porta in scena, fino al 31 maggio, al teatro milanese Elfo Puccini, uno spettacolo in cui smaschera i meccanismi che normalizzano la violenza nella quotidianità

Violenza di genere, ingiustizie e disparità. É una riflessione bruciante su potere, stereotipi e manipolazione della realtà, l’ultimo spettacolo di Cinzia Spanò (Milano), terzo capitolo della trilogia dedicata a questi temi che, riattualizzando la figura di Artemisia Gentilseschi, indaga i processi mediatici contemporanei a partire dall’arte rivoluzionaria della famosa pittrice.

Dentro la tela, Cinzia Spanò. Ph: Laila Pozzo
Dentro la tela, Cinzia Spanò. Ph: Laila Pozzo

La tela di Artemisia nello spettacolo di Cinzia Spanò a Milano

L’Artemisia evocata dal titolo Dentro la tela – Indagini su Artemisia, in scena fino al 31 maggio al teatro Teatro Elfo Puccini di Milano, dove ha debuttato in prima nazionale, è la pittrice barocca italiana, mentre la “tela” è Giuditta che decapita Oloferne, il celebre dipinto realizzato intorno al 1620 e spesso interpretato come una rappresentazione simbolica della rivalsa dell’artista nei confronti di Agostino Tassi, il maestro che la violentò.

Nel quadro, Oloferne assume così i tratti del carnefice, mentre Giuditta diventa il corpo della vendetta e della liberazione di Artemisia: vittima e carnefice insieme. Ma nello spettacolo di Spanò emerge soprattutto una terza figura, solitamente marginale nell’immaginario collettivo: l’ancella che aiuta Giuditta.

Dal quadro ai salotti TV, ecco come Spanò interpreta la vicenda di Artemisia

La protagonista dello spettacolo, Mara Landolfi, sembra inizialmente l’esatto opposto di quell’ancella silenziosa e solidale. È una donna cinica e spietata, una consulente televisiva che manipola l’opinione pubblica con lo scopo di ripulire l’immagine di uomini accusati di violenza e altri reati. Mara vive dentro un sistema che conosce perfettamente e che alimenta senza scrupoli, traendone vantaggio economico e potere.

L’equilibrio si incrina quando nello studio televisivo compare un uomo legato al suo passato. Non ha ferito direttamente Mara, ma qualcuno di molto vicino a lei. Da quel momento il meccanismo si inceppa: la protagonista entra in cortocircuito e il sistema che per anni ha contribuito a sostenere le si rivolta contro, fino a schiacciarla.

Al Teatro Elfo Puccini l’ancella di Cinzia Spanò è “dentro la tela”

È allora che Mara si rifugia nel dipinto di Artemisia. Osserva Giuditta, osserva Oloferne, ma soprattutto si sofferma sull’ancella: una figura laterale che nello spettacolo diventa invece centrale, quasi una possibilità di trasformazione. Non più semplice aiutante, ma simbolo di una scelta morale precisa: schierarsi, sostenere, interrompere il meccanismo della violenza e della sua normalizzazione.

Spanò costruisce così un’opera che non parla soltanto di violenza, ma soprattutto dei sistemi che la rendono invisibile, accettabile e persino conveniente. Dentro la tela suggerisce che nessuno possa davvero restare esterno a quel meccanismo: anche chi pensa di usarlo a proprio vantaggio finirà inevitabilmente per esserne travolto, ci mostra come neanche “i cattivi” possano salvarsi dalla propria violenza.

I punti di forza dello spettacolo di Cinzia Spanò a Milano

Il momento più riuscito dello spettacolo non è la rilettura di Artemisia in sé, ma lo spostamento dello sguardo sull’ancella: non sull’eroina o sul carnefice, ma su chi sceglie se restare a guardare oppure intervenire.

Attraverso la regia di Cinzia Spanò e la direzione attoriale di Emiliano Brioschi, la scena essenziale e il lavoro sulle luci riescono a tradurre il cortocircuito emotivo della protagonista, immergendoci nella sua paura, nei suoi attacchi di panico e nella spietatezza di un personaggio che finisce per essere travolto dal sistema che aveva contribuito a creare e alimentare.

Marianna Santonicola

Milano // fino al 31 maggio 2026
Dentro la tela. Indagini su Artemisia
TEATRO ELFO PUCCINI Corso Buenos Aires, 33
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati