Coronavirus: il Salone del Mobile slitta a giugno. In concomitanza con Art Basel e Design Miami

La manifestazione dedicata al design si svolgerà dal 16 al 21 giugno. Sarà un Salone del Mobile “balneare”. Cosa succederà invece a miart?

La conferenza stampa del Salone del Mobile 2020
La conferenza stampa del Salone del Mobile 2020

La notizia era a dir poco nell’aria, la conferma è arrivata dopo la riunione in seduta straordinaria del Consiglio di Amministrazione di Federlegno Arredo Eventi e una concertazione che ha coinvolto Lea Fiera di Milano e le autorità cittadine: sarà un Salone del Mobile “balneare”. La manifestazione, e con essa tutta la design week milanese, era in programma nel mese di aprile, dal 21 al 26. Vista l’emergenza Coronavirus, si svolgerà dal 16 al 21 giugno, circa otto settimane più tardi e in un periodo nel quale, di solito, le tradizionali epidemie influenzali si sono già quasi del tutto esaurite. Sarà anche maggiore – se vogliamo scherzarci su – la disponibilità di alloggi in città sulle piattaforme di affitto-casa, visto che molti milanesi saranno al mare. La decisione, per quanto attesa, non sarà priva di ricadute vista l’importanza della fiera e dei suoi eventi collaterali per il mercato mondiale. Il Salone del Mobile raduna ogni anno oltre 2200 espositori da tutto il mondo e circa 600 giovani designer, inoltre – insieme al Fuorisalone allestito in tutta la città che lo accompagna da molti anni – si tratta dell’evento clou per tutto il comparto dell’arredo. L’edizione 2019 si era chiusa con con oltre 386 mila visitatori provenienti da 181 paesi, gli stessi che avrebbero potuto disertare se la situazione sanitaria nel nostro paese resta instabile. Per le aziende, gran parte del lavoro annuale è finalizzato a questo evento e alla messa a punto di nuovi prodotti che vi vengono presentati in anteprima. L’annullamento avrebbe comunque creato un danno economico notevole, stimato attorno ai 120 milioni di euro, meglio dunque rimandare e cercare di salvare il salvabile.

LE DICHIARAZIONI DI SALA

Sto chiedendo agli amici del settore dell’arredamento uno sforzo perché in questo momento Milano non può fermarsi” ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala in un videomessaggio diffuso attraverso i canali, social e non, del Salone “Dobbiamo logicamente lavorare affinché questo virus non si diffonda, ma non si deve neppure diffondere il virus della sfiducia”. Oltre a fare appello alla responsabilità delle imprese, ha chiesto “al Governo di intervenire e dare un amano per un settore fondamentale della nostra economia” e un appello agli albergatori per avere molta attenzione nel determinare le tariffe. Gli espositori e i coordinatori dei vari distretti del Fuorisalone si stanno organizzando per adattare le proposte già pensate per aprile a un periodo diverso, caratterizzato soprattutto in Pianura Padana da caldo torrido e zanzare, ma non perdono l’ottimismo. “Noi non ci fermiamo” scrive per esempio Gabriele Cavallaro di Blank, tra le menti dell’Isola Design District. Come reazione alla crisi si sta pensando a una campagna di comunicazione che leghi e coordini il Salone del Mobile di Milano e Pitti Uomo Firenze, che si svolgeranno nello stesso periodo. “Come assessore alla cultura, alla moda, al design della città di Firenze voglio intervenire sul tema relativo ai calendari fieristici e culturali delle nostre città“, scrive Tommaso Sacchi sulla propria pagina Facebook, già proiettato nei prossimi mesi in cui ci si prospetta che l’allarme sarà rientrato e il rilancio della creatività italiana dovrà essere la priorità assoluta. “Nella settimana tra il 16 e il 21 giugno Pitti Uomo a Firenze e il Salone del Mobile di Milano metteranno l’Italia al centro del dibattito e delle attenzioni mondiali sui temi del costume e della creatività. Proviamo a immaginare per la prima volta nella storia del Paese una campagna di comunicaIone comune, oltre a un accordo con Ferrovie dello Stato che ci aiuti – dopo queste difficili settimane – a realizzare le più belle edizioni di sempre. Insieme si può!“. Insomma, i concetti di “unione” e “sinergia” paiono essere le parole chiave per farsi forza e ritornare sulla piazza più in forma di prima.

GLI SCENARI DELLE GRANDI FIERE

Gli scenari sono veramente complessi. Le nuove date in cui si collocherà il Salone del Mobile sono infatti le stesse identiche di Art Basel, nella sua edizione svizzera. Opportunità o concorrenza? Ci saranno delle possibilità di collaborazione? Magari riproponendo un “grand tour” come avvenne nel 2007 (con Kassel, Venezia e Munster) che inglobi anche la Biennale Architettura di Venezia e Manifesta a Marsiglia? Ciò che è certo, ad esempio, che il Salone del Mobile si andrà a collocare nelle stesse date della più giovane Design Miami, mettendo in imbarazzo alcuni operatori del settore. E mentre anche MIA Photo Fair annuncia la volontà di postporre la fiera “a data da destinarsi”, ci si interroga sul futuro di miart. A questo punto ci sembra abbastanza inevitabile che anche la manifestazione d’arte contemporanea diretta da Alessandro Rabottini dovrà essere posticipata (nonostante dagli organizzatori non giungano segnali a riguardo). Ma a quando? Una vicinanza eccessiva con Art Basel sarebbe una opportunità per il Salone ma forse un rischio per il miart…

-Giulia Marani e Santa Nastro

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.