I musei da vedere a Bari

Contraddistinta da un mare cristallino, prelibatezze culinarie e un patrimonio storico-artistico che non ha rivali, Bari è una delle città d’Italia che va vissuta in tutte le sue sfumature, soprattutto con l’estate alle porte

Tra le innumerevoli città d’arte d’Italia di cui vi abbiamo segnalato musei e chiese da non perdere – Palermo, Venezia, Siena, Napoli, Parma, Milano, Torino, Firenze ‒, non possiamo non parlare di Bari e del suo antico patrimonio storico-artistico. La sua posizione strategica l’ha resa uno snodo, non solo commerciale, ma culturale, tanto da vedere ancora i segni indelebili lasciati dalle diverse comunità che l’hanno abitata e forgiata. Ma come è possibile conoscere le lontane origini di questa importante città? Semplice, visitando i musei di Bari selezionati per voi.

Valentina Muzi

1. PINACOTECA METROPOLITANA “CORRADO GIAQUINTO”

Pinacoteca Corrado Giaquinto, Bari

La Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” è uno dei musei da visitare mentre si passeggia per Bari perché al suo interno sono ospitate un ventaglio di opere che documentano l’arte pugliese – o che abbiano una relazione con il territorio ‒ dall’XI al XX secolo. La pinacoteca nacque ufficialmente il 12 luglio del 1928, e più precisamente dall’unione di un nucleo di dipinti pervenuti dalle soppressioni dei conventi durante l’Ottocento. Tante sono le sezioni che si dispiegano all’interno del polo museale, passando dal Medioevo ai dipinti veneti – provenienti da chiese della regione ‒ per poi passare a quelli di artisti locali come Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli, Andrea Bordone, datati tra il XV e il XVI secolo. Senza dimenticare i lavori della scuola napoletana e un prestigioso corpus di dipinti dell’Ottocento del Giaquinto, fra cui spiccano i nomi di De Nittis, Boldini e Morelli. Le ceramiche ‒ di produzione locale ‒ risalenti al Sei e al Settecento, invece, sono giunte nel museo grazie alla donazione di De Gemmis, nel 1957, mentre negli Anni Ottanta fu acquistato il fondo fotografico del Cav. Vincenzo Simone, comprendente 14mila lastre di vetro. Infine, ad arricchire il prestigioso patrimonio della pinacoteca ha pensato il Banco di Napoli, che ha concesso – a lungo termine – numerosi dipinti il cui nucleo principale è costituito da opere partenopee tra il XVI e il XIX secolo.

Via Spalato 19 ‒ Lungomare Nazario Sauro 27

http://www.pinacotecabari.it

2. MUSEO NICOLAIANO

La tomba di San Nicola nella Basilica intitolata al santo a Bari

Il Museo Nicolaiano di Bari è stato inaugurato a febbraio 2010 ed è annoverato tra i musei da visitare a Bari perché raccoglie al suo interno tutti quei tesori storico-artistici strettamente legati alla Basilica di San Nicola, il cuore pulsante della fede cittadina. Con la sua collezione, il polo detiene un particolare fascino capace di attirare nella propria orbita chiunque sia interessato al culto del Santo, ma anche alla storia locale, artistica e religiosa del grande capoluogo pugliese. Passeggiando per le sale, il pubblico si trova ad attraversare le epoche bizantina, normanna, sveva, angioina, aragonese, borbonica grazie ad una ricca raccolta di epigrafi, pergamene e codici miniati, provenienti dall’Archivio della Basilica.
Smalti, stemmi, reliquari, calici, dipinti e paramenti rendono il museo unico così come l’esperienza del pubblico che, per la prima volta, si trova ad approfondire la storia del Santo, della Basilica e della città a tutto tondo

Largo Abate Elia 13
https://www.basilicasannicola.it/sez/7/museo-nicolaiano

3. MUSEO ARCHEOLOGICO DI SANTA SCOLASTICA

Museo Archeologico di Santa Scolastica, Bari. Sezione espositiva al primo piano, Preistoria e protostoria in Terra di Bari

All’interno del monastero benedettino di epoca medievale di Santa Scolastica è ospitato il Museo Archeologico di Bari, uno dei più importanti da visitare in città. La vastità delle opere raccolte dona al pubblico un panorama ampio dei valori architettonici, archeologici, artistici e storici che rendono la Città Vecchia unica nel suo genere. Infatti, a seguito di una serie di lavori condotti sulla struttura, il pubblico non solo gode del percorso archeologico ma anche delle architetture antiche, intraprendendo un viaggio a ritroso dall’Ottocento e giungendo agli albori della costruzione. Nella sala del monastero, identificata come antico refettorio, è possibile ammirare la prestigiosa Collezione Polese, un corpus composto essenzialmente dai reperti – oltre 2mila ‒ della collezione museale storica già esposti nel grande salone del Museo Archeologico a Palazzo Ateneo. Le successive sale sono dedicate ai Peucezi e più precisamente alla vita condotta dai membri maschili e femminili della comunità che, in età preromana, occupavano l’attuale provincia di Bari. Si passa poi alla preistoria e alla protostoria, passando dalla comparsa dei primi utensili in pietra fino alla padronanza dell’uso del metallo. Si giunge alle produzioni ceramiche indigene e greche, che costituiscono uno dei nuclei più importanti del Museo Archeologico, fino all’ala dedicata ai reperti della vita condotta nel monastero. Oltre a raccontare la storia di Bari, durante l’anno l’ente organizza una serie di mostre di arte contemporanea che si sposano con l’antica struttura.

Via Venezia 73
http://www.museoarcheologicosantascolastica.it/

4. MUSEO DIOCESANO & MUSEO DELLA CATTEDRALE

Bari, Museo Diocesano

L’eredità storica e culturale della cristianità barese è sita nelle ampie sale del primo piano dell’Episcopio, dove si trova il Museo Diocesano di Bari. Questo nacque nel 1981 per volere di Mons. Mariano Andrea Magrassi e, ad oggi, è uno dei musei da visitare in città perché il pubblico riesce ad entrare nel vivo della religione latina della Cattedrale e dell’Episcopio, a partire dalla sede in cui è ospitato.  Diverse sono le sale in cui è suddiviso il museo, ovvero: il lapidario, la pinacoteca, il tesoro, i paramenti sacri e i caratteristici rotoli degli Exultet, oltre a vantare un centro di documentazione che comprende una biblioteca e un archivio specializzati. Tante sono le opere che si possono ammirare al suo interno, passando dai reperti scultorei che “narrano” le vicende architettoniche e decorative della Cattedrale di Bari, per poi passare ai grandi maestri veneti del Cinquecento con i grandi nomi della storia dell’arte, come Tintoretto e Veronese, insieme a diversi manufatti liturgici che costituiscono il prestigioso tesoro.

Via dei Dottula
https://www.arcidiocesibaribitonto.it/curia/museo-diocesano

5. MUSEO CIVICO DI BARI

Una vignetta satirica di Frate Menotti conservata al Museo Civico di Bari

La storia che avvolge il Museo Civico di Bari risale al 1913, data in cui si celebrò il centenario della nascita del borgo fondato da Giacchino Murat. Per l’occasione la Civica Amministrazione organizzò una mostra dal titolo Esposizione Storica del XIX secolo, la quale riscosse talmente tanto successo che il Comune decise di dar vita al museo, inaugurato nel 1919, nei locali del Teatro Margherita. Gli anni della Seconda Guerra Mondiale colpirono anche il polo culturale, requisito dalle truppe anglo-americane per farne un circolo ricreativo per i soldati. Alla luce di questo repentino cambio d’uso, si decise di trasferire tutta la raccolta all’interno del Castello Normanno-Svevo. Purtroppo, a causa delle tempistiche ristrette e la confusione di quel periodo, alcune opere andarono disperse. Dopo diversi anni, finalmente, il museo riaprì le porte al pubblico grazie a dei locali messi a disposizione dal Comune, mentre nel 1977 si trasferì -definitivamente- in una torre di tre piani collegata all’Arco Petroni, in Strada Sagges, dove è ancora oggi. Tra le opere di massimo pregio che troviamo esposte c’è la culla del Marchese di Montrone, intagliata su legno di noce in argento, risalente alla seconda metà del Settecento, oltre che al preziosissimo libro stampato a Bari nel 1535. Inoltre, non si possono dimenticare le innumerevoli collezioni di cui fanno parte il Fondo Tanzi e Antonelli, la raccolta Frate Menotti, le carte da gioco Murari e diversi esemplari di artiglieria.

Strada Sagges 13
https://www.museocivicobari.it

6. CITTADELLA MEDITERRANEA DELLA SCIENZA

Bari, Cittadella Mediterranea della Scienza

Tra i musei da visitare a Bari non si può non parlare della Cittadella Mediterranea della Scienza, una struttura permanente che si pone l’obiettivo di unire scienza e tecnologia grazie a un ricco calendario di eventi culturali, mostre e convegni. L’ente è stato pensato e realizzato per fornire una serie di esperienze interattive: il pubblico può sperimentare in prima persona le diverse fasi di un processo fisico e i fenomeni a essi collegati.

Viale Biagio Accolti Gil 2
https://www.cnr.it/it/cittadella-mediterranea-della-scienza

7. PICCOLO MUSEO DIDATTICO DEL CINEMA

Bari, Piccolo Museo Didattico del Cinema, visore stereoscopico

Con il Piccolo Museo Didattico del Cinema di Bari si approfondiscono le dinamiche del cinema e di tutte le sue sfaccettature. Infatti, questo è uno dei musei da visitare in città perché attraversando le sue sale è possibile capire il “mondo della visione, dalle ombre cinesi alla lanterna magica”, per poi addentrarsi nelle variegate invenzioni dedicate allo studio del movimento delle figure, passando dal taumatropio al prassinoscopio. Importante è anche lo studio e l’approfondimento che il museo dedica alla nascita del “vero” grazie a una serie di proiezioni dei lungimiranti fratelli Lumière.

Piazzetta Eleonora 48
https://www.piccolomuseodidatticodelcinema.it/

8. MUSEO DI ZOOLOGIA “LIDIA LIACI”

Bari, Museo di Zoologia _Lidia Liaci_

Il Museo del Dipartimento di Biologia di Bari, oltre a essere un luogo di ricerca e di studio per gli studenti di scienze naturali, è un importante museo da visitare. Questo, infatti, nacque nel 1925 e venne dedicato alla professoressa Lidia Scalera Liaci solo nel 2010, giacché fu lei ad adoperarsi nella sua valorizzazione sin dal 1969, quando vestì i panni di direttrice.
Nel corso degli anni, il polo si arricchì di raccolte di fauna marina, uccelli e reperti da scavi archeologici condotti dalla Cattedra di Antropologia dell’Università di Bari, animando il percorso museale ospitato nel campus universitario ‒ che vanta una superficie di 170 metri quadrati e un migliaio di reperti zoologici, ripartiti in due grandi sale. Grazie a una serie di attività legate al museo, come l’organizzazione di visite guidate, proiezioni di filmati, conferenze e l’uso di tecnologie avanzate, il pubblico riesce a entrare nel vasto e variegato mondo della vita degli animali e la conservazione della natura.

Piazza Umberto I
https://www.uniba.it/ateneo/sedi-strutture/sima/strutture/museo-lidia-liaci

9. TEATRO MARGHERITA

Bari. Teatro Margherita visto dall’alto di un appartamento in Corso Cavour. Photo Augusto Aulenta via Wikipedia

Oggi il Teatro Margherita è uno dei luoghi più belli da visitare a Bari. Un teatro unico proprio perché fu il primo edificio realizzato in cemento in città, e unico in Europa per la sua particolare costruzione su palafitta. Si parla di un teatro galleggiante che inizialmente (nel 1910) venne costruito totalmente in legno. Purtroppo fu distrutto da un incendio l’anno seguente, e nel 1914 fu inaugurato un nuovo teatro con il nome di Kursaal che, nel 1916, diventò Teatro Margherita, ospitando diversi spettacoli che animarono la vita cittadina. Poi, dal 1919, la struttura venne utilizzata anche per altri scopi, ovvero assunse dapprima le sembianze di “museo storico” e di sala adibita a proiezioni cinematografiche. Dopo essersi tramutato in un club per il divertimento delle truppe anglo-americane durante la Seconda Guerra Mondiale, il teatro venne ripristinato solo nel 1946. Attualmente, l’imponente complesso Liberty affascina chiunque si fermi a guardarlo, vantando una programmazione ricca e contraddistinta da una serie di mostre di livello internazionale.

Piazza IV Novembre

10. GALLERIA NAZIONALE DELLA PUGLIA “GIROLAMO E ROSARIA DEVANNA”

Bari, Galleria Nazionale della Puglia

Uno dei più importanti musei della provincia di Bari è la Galleria Nazionale della Puglia, dove sono custodite diverse opere firmate dai grandi nomi della storia dell’arte, strizzando l’occhio agli artisti napoletani. Ma, intendiamoci, qui non sono ospitati solo lavori di artisti provenienti dal prolifico meridione, ma anche esempi finissimi d’arte bolognese, genovese, marchigiana, veneta e romana del Sei e del Settecento italiano. Inoltre, la raccolta ha un profondo respiro internazionale, come dimostrano i grandi nomi in collezione, quali Poussin, Le Sueur e van Swanewelt; per poi arrivare al Novecento con protagonisti Beatrice Wood e Joseph Stella. Oltre agli innumerevoli dipinti, si possono ammirare anche un gran numero di bozzetti e di disegni preparatori che danno modo al pubblico di capire le evoluzioni di un’opera d’arte, dal momento dell’ideazione alla loro realizzazione effettiva.

Via Giandonato Rogadeo, già dei Mercanti – Bitonto
https://www.gallerianazionalepuglia.beniculturali.it/

11. CASTELLO NORMANNO-SVEVO

Il Castello Svevo di Bari

Il Castello Normanno-Svevo è un’imponente fortezza che risale al XIII secolo e che oggi è adibito a sede museale, uno dei più importanti da visitare a Bari. Sito nel pulsante centro storico -vicino all’area portuale e alla Cattedrale-, l’edificio risale al 1131 e venne costruito su preesistenti strutture abitative bizantine, legandosi alla figura del re normanno Ruggero II. Successivamente, dopo il duro intervento di Guglielmo I il Malo, venne recuperato da Federico II di Svevia, tra il 1233 e il 1240. Con Carlo d’Angiò, invece, venne attuato un programma di restauro con l’intento di rafforzare l’ala nord del Castello. Quest’ultimo, poi passò nelle mani di Isabella D’Aragona e la figlia Bona Sforza che lo trasformarono radicalmente, adeguandolo allo sviluppo dell’artiglieria pesante e apportando ulteriori interventi alla struttura, ingentilendola. Negli anni a seguire, l’edificio venne abbandonato fino a quando, nel 1937, divenne sede della Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Puglia e Basilicata, la quale si trasferì nel 2017 per dar modo al museo di aprire le sua porte al pubblico. Entrando nel museo si può ammirare la Gipsoteca con riproduzioni in gesso dei più importanti monumenti e cattedrali pugliesi realizzati nel 1911 dagli scultori Pasquale Duretti e Mario Sabatelli -per l’Esposizione Etnografica Regionale per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia-, insieme a due piccole aree di scavo archeologico e una serie di collezioni databili tra il XV e il XVIII secolo.

Via Pier l’Eremita 25/b
https://musei.puglia.beniculturali.it/musei/castello-svevo-di-bari/

12. FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI

Fondazione Pino Pascali, Polignano

Incorniciato da una lingua di mare blu, la Fondazione Pino Pascali a Polignano a Mare è uno dei musei da visitare perché è l’unico museo di arte contemporanea stabile nella Regione. Nato nel 1998, il museo divenne la dimora di un importante lascito di opere e cimeli appartenuti proprio all’artista Pino Pascali, scomparso alla giovane età di 33 anni. Solo nel 2010 il polo si trasformò in Fondazione, trovando sede nell’ex Mattatoio comunale – restaurato ‒ affacciato sul mare, regalando all’artista quella casa sul mare che tanto desiderava quando era in vita. L’attività del polo culturale si divide in mostre temporanee, che comprendono la partecipazione degli artisti pugliesi più significativi, l’esposizione dei vincitori del Premio Pino Pascali e, ovviamente, la ricca raccolta di opere permanenti che albergano negli ampi spazi del museo.

Via Parco del Lauro 119, Polignano a Mare
https://www.museopinopascali.it

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.