Venezia e i suoi giardini. Una guida per scoprirli tutti

Sofisticata e preziosa: Venezia è tra le città più incredibili del mondo. Sebbene sia conosciuta per i suoi palazzi signorili e le sue prestigiose collezioni d’arte, il capoluogo veneto è insospettabilmente ricco di parchi, aree verdi e giardini. Eccone una selezione

Canali, calli, campi e ponti caratterizzano la città di Venezia, immersa nella Laguna più famosa del pianeta. Ogni anno migliaia di turisti la affollano per ammirare il prestigioso patrimonio storico artistico custodito nei numerosi musei della città e per visitare La Biennale, che sta scaldando i motori in queste ore. Ma oltre a questo, Venezia offre una quantità indescrivibile di giardini che costellano il centro e la periferia. Ecco una guida per scoprirli.

Valentina Muzi

1. LA SERRA DEI GIARDINI

La Serra dei Giardini, Viale Garibaldi a Venezia

Fra i giardini di Venezia da non perdere c’è la Serra dei Giardini, nel sestiere di Castello. Conosciuta storicamente con il nome di Serra Margherita, la Serra dei Giardini è stata costruita alla fine dell’Ottocento per realizzare uno spazio destinato a ospitare piante decorative utilizzate per la coeva Esposizione Internazionale d’Arte. Successivamente, all’interno della Serra hanno trovato dimora numerose piante sensibili alle temperature locali, e nate altrettante specie che poi si sono rivelate necessarie per la realizzazione di aiuole comunali del Lido e della città. Purtroppo, negli Anni Novanta del secolo scorso, la struttura cadde in disuso finché il Comune di Venezia decise di restaurarla, mantenendo da una parte l’uso originario della struttura e assicurando non solo la fruibilità pubblica dell’oasi naturalistica, ma anche la partecipazione ad una serie di eventi d’arte e di incontri che si dispiegano durante l’anno. Oggi è un vivaio e un frequentato caffè.

Via Giuseppe Garibaldi 1254
http://www.serradeigiardini.org/it/greenhouse.php

2. I GIARDINI DELLA BIENNALE

Biennale di Venezia – Padiglione Centrale Giardini

Fra i celebri parchi di Venezia non possiamo non parlare dei Giardini della Biennale, sede delle Esposizioni d’Arte della Biennale fin dalla sua prima edizione del 1895. Realizzati nell’Ottocento da Napoleone, i Giardini hanno visto una consistente trasformazione grazie ai numerosi visitatori della rassegna d’arte contemporanea, tanto da dare il via alla costruzione dei padiglioni stranieri nel 1907, aggiungendosi a quello Centrale già edificato. Attualmente sul margine orientale di Venezia si trovano 29 Padiglioni stranieri, alcuni realizzati e ideati da famosi architetti, quali Josef Hoffmann che progettò quello dell’Austria, il padiglione dell’Olanda a opera di Gerrit Thomas Rietveld e quello finlandese a pianta trapezoidale firmato da Alvar Aalto.

Sestiere Castello
https://www.labiennale.org/it/luoghi/giardini-della-biennale

3. IL GIARDINO DI SPAZIO THETIS

Marco Bagnoli, La Parola, 2004-2009, pallet in legno, impianto sonoro, 1040 x 1440 x 400 cm, Spazio Thetis, Arsenale Novissimo, Venezia 2009. Fotografia di Gino Di Paolo

Situato nell’antico Arsenale di Venezia – a pochissimi passi dalla Biennale ‒, Spazio Thetis è un hub che nasce con l’intento di supportare e promuovere l’arte contemporanea, pianificando e progettando mostre e incontri nei propri spazi. Oltre a essere una realtà in cui l’arte trova terreno fertile per crescere e fiorire ‒ in sinergia con le imprese ‒, lo stesso si può dire del suo rigoglioso giardino. Un’oasi da non perdere proprio perché oltre a ospitare una gran varietà di piante e di alberi, accoglie esposizioni e mostre di artisti contemporanei di calibro internazionale, fra cui Joseph Beuys, Jan Fabre e Michelangelo Pistoletto.

Castello 2737
http://www.thetis.it/spazio-thetis/

4. PARCO DELLE RIMEMBRANZE

Castello, Sant’Elena, Parco delle Rimembranze, 2020 © Venice Urban Photo Project Mario Peliti

Un susseguirsi di viali alberati disegna la Pineta del Parco delle Rimembranze, sull’isola di Sant’Elena, annoverandosi tra i giardini di Venezia da vedere. Affacciato sul bacino di San Marco, il novecentesco parco dall’impronta anglosassone offre a turisti curiosi e semplici passanti non solo zone attrezzate, bar e aree giochi per i più piccoli, ma una ricca varietà di pini, lecci, olmi, aceri che incorniciano uno dei panorami più suggestivi del Lido di Venezia al calar del sole.

Parco Rimembranze, Sant’Elena

5. ORTI, VIGNE E ROSETO DI SAN FRANCESCO DELLA VIGNA A VENEZIA

San Francesco della Vigna, Venezia

Ci troviamo ancora nella zona di Castello e forse non tutti sanno che presso la Chiesa di San Francesco della Vigna sono presenti orti e vigne gestiti e coltivati con cura dai Frati Minori. La Chiesa e il convento furono un regalo di un patrizio veneto e, fino alla metà del Trecento, erano dedicati a San Marco e poi a San Francesco. Parte dello storico complesso religioso – demolito nella prima metà del Cinquecento e ricostruito subito dopo ‒ è visibile ancora oggi grazie a importanti lavori di restauro condotti negli Anni Cinquanta del Novecento, nel quale è custodito uno dei giardini di Venezia da non perdere assolutamente. Qui, infatti, è possibile ammirare una rigogliosa vigna da cui prende il nome la Chiesa. Un orto che si trasforma in una “piccola pausa”, silenziosa e verdeggiante, dalla città.

Ramo al Ponte San Francesco
https://fratiminoribeniartistici.it/luoghi/san-francesco-della-vigna-venezia/

6. IL PARCO PUBBLICO DI PALAZZO SAVORGNAN

Il parco pubblico di Palazzo Savorgnan a Venezia

In prossimità del Ponte delle Guglie, il parco di Palazzo Savorgnan è uno dei rari esempi di giardini secenteschi che si affacciavano sul rio Cannaregio. Nato come orto botanico, il parco si arricchì di statue nel corso degli anni e, nell’Ottocento, dopo l’acquisto da parte del barone Francesco Galvagna, l’area inglobò anche il vicino Palazzo Manfrin – nuova sede della Fondazione di Anish Kapoor ‒, rendendolo ancora più ampio grazie a una serie di “prospettive ingannatrici” tipiche dei giardini romantici dell’epoca. Verso il 1915 iniziarono i lavori per la costruzione della Chiesa di Santa Maria di Nazareth. Oggi, passeggiare per i giardini segreti di Venezia come questo, vuol dire immergersi nel passato avvolti da un manto verde e ammirando alberi secolari come il Ginko biloba, il Celtis australis e il boschetto di Broussonetia papyrifera, meglio conosciuta come il Gelso da carta, una pianta originaria dell’Estremo Oriente del tutto inusuale nella laguna veneta. E adesso c’è anche la nuova Fondazione di Anish Kapoor che, da Palazzo Manfrin, ci affaccia giusto sopra.

Cannaregio 345
http://www.patrimonio.cittametropolitana.ve.it/immobile/parco-pubblico-palazzo-savorgnan

7. I GIARDINI REALI

Giardini reali Venezia ph Irene Fanizza

Il cuore del capoluogo veneto si colora di verde con uno dei giardini più famosi al mondo: i Giardini Reali. Situati nei pressi di Piazza San Marco, furono realizzati nell’Ottocento quando Napoleone diede avvio al progetto di riforma dell’Area Marciana, con l’intento di realizzare le Procuratie Nuove a la sede del Palazzo della Corona e di includervi un giardino che affacciasse sul bacino veneziano. Con la caduta di Napoleone e il ritorno degli austriaci, ovviamente l’area subì diverse trasformazioni, passando da uno stile italiano a uno più anglosassone. Purtroppo, anche i Giardini Reali sono stati vittima di un lungo periodo di abbandono ma, dopo un profondo intervento di restauro paesaggistico, botanico, artistico e architettonico, il parco è tornato a essere una delle attrazioni della Laguna.

Piazza San Marco
https://www.venicegardensfoundation.org

8. IL GIARDINO DI PALAZZO MALIPIERO BERNABÒ

Il giardino di Palazzo Malipiero Bernabò a Venezia

Il giardino di Palazzo Malipiero nacque nel XVIII secolo, con una struttura tanto particolare da annoverarlo fra i giardini di Venezia da non perdere. L’area è delimitata da un semplice disegno a scomparti che si allunga costeggiando un lato del palazzo signorile con un doppio sistema di allineamento che verte verso la corte e verso il Canal Grande. Con l’arrivo della primavera un trionfo di colori e di profumi si sprigiona dalle rose lungo la balaustra sull’acqua, vicino al pontile di San Samuele. Dall’esterno si intravedono solo un paio di statue femminili, lasciando agli “ospiti” della nobile famiglia il dolce sapore della scoperta.

Campo San Samuele
http://www.palazzomalipiero.it/sito_statico/giardino.htm

9. IL GIARDINO MISTICO DEGLI SCALZI

Il Giardino Mistico degli Scalzi a Venezia

Uno dei giardini segreti di Venezia da scoprire è quello Mistico degli Scalzi, situato a pochissimi passi dalla Stazione ferroviaria di Santa Lucia. Questo giardino altro non è che un orto molto esteso che i monaci dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi coltivano da anni. Infatti, la storia dell’ordine religioso e del suo stanziamento affonda le radici nel XVII secolo, ossia da quando i religiosi albergano nel convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria di Nazareth.
I terreni di proprietà di Francesco Venier vennero comprati dai frati, i quali acquisirono anche orti e giardini, che assunsero la tipica configurazione di quelli conventuali proprio perché caratterizzati da alte mura che ne custodiscono le bellezze e i segreti.

Cannaregio 54/A
https://giardino-mistico.business.site/?utm_source=gmb&utm_medium=referral

10. Il LABIRINTO DI BORGES A VENEZIA

Labirinto Borges, ph. Matteo De Fina, Courtesy of Fondazione Cini

Progettato solo nel 2011, il Labirinto Borges non è uno dei giardini segreti di Venezia ma va visto proprio per le sue peculiarità. Il progetto si realizza in occasione dei venticinque anni dalla morte dello scrittore argentino, ispirandosi alla sua celebre opera: Il giardino dei sentieri che si biforcano. Ed ecco che per un chilometro e mezzo tutti potranno “perdersi” nel labirinto composto da 3200 piante di bosso collocate secondo il disegno dell’architetto Randoll Coate.

Isola di San Giorgio Maggiore
https://www.visitcini.com/tour2-labirinto-borges/

11. GIARDINI PAPADOPOLI

I giardini pubblici Papadopoli a Venezia. Photo Didier Descouens via Wikipedia CCA-C 4.0

Arrivati a Piazzale Roma troviamo i grandi giardini pubblici Papadopoli, progettati nell’Ottocento dallo scenografo Francesco Bagnara su volere di Teresa Mosconi – moglie del conte Spiridione Papadopoli. Nella seconda metà del XIX secolo, invece, decisero di rimaneggiare e arricchire i giardini chiamando il paesaggista Marc Guignon. Le trasformazioni vennero ammirate dal pubblico dell’epoca con stupore, lo stesso che si prova oggi passeggiando fra i lecci secolari che punteggiano una delle aree verdi più estese della città.

Sestiere Santa Croce
https://www.comune.venezia.it/sites/comune.venezia.it/files/page/files/R2%20Santa%20Croce%20-%20Giardino%20Papadopoli.pdf

12. GIARDINO DI PALAZZO CAVALLI FRANCHETTI

Uno scorcio del giardino di Palazzo Cavalli Franchetti a Venezia

Nel centro storico di Venezia uno dei giardini da vedere è quello di Palazzo Cavalli Franchetti, creato intorno al 1860 grazie all’architetto Giambattista Meduna per volere del conte Enrico di Chambord. Oggi, al suo interno, è ospitata la sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, e grazie ai restauri avvenuti nel 2004 le piante esistenti sono state riordinate, restituendo alla comunità una delle aree verdi più rigogliose di Venezia. Il Palazzo ospita mostre, convegni e manifestazioni ‒ che ACP – Art Capital Partners organizza durante l’anno.

San Marco 2847
https://www.acp-palazzofranchetti.com/it/

13. I GIARDINI DI CA’ REZZONICO

Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, facciata sul Canal Grande, courtesy Fondazione Musei Civici di Venezia

Nel monumentale Palazzo Rezzonico ha sede non solo il Museo del Settecento veneziano, ma anche uno dei giardini di Venezia da non perdere. Infatti, con la bella stagione i fiori che dominano i tanti giardini veneti sono le rose. Con i loro colori e sfumature ravvivano le grandi distese verdeggianti, come nel caso del Giardino Ca’ Rezzonico dove le rose disegnano i tracciati dal basso, dapprima con piccoli boccioli per poi schiudersi e dar sfogo alla loro bellezza. Il pubblico, oltre a godere del rigoglioso giardino, potrà ammirare i grandi capolavori della collezione museale, firmati da Tiepolo, Rosalba Carriera, Longhi e Canaletto, solo per citarne alcuni.

Fondamenta Rezzonico
https://carezzonico.visitmuve.it

14. IL PARCO DI VILLA GROGGIA

Il teatrino all’interno del parco di Villa Groggia a Venezia

Il Parco di Villa Groggia è uno dei giardini da vedere e da vivere. Sito a Cannaregio, uno dei luoghi meno turistici e quindi meritevoli di una visita, il parco si trova nelle immediate vicinanze della Chiesa di Sant’Alvise e regala al suo pubblico un’atmosfera straniante amplificata anche da una serie di archi, capitelli e colonne provenienti dal cinquecentesco Palazzo Donà che fu demolito nella prima metà dell’Ottocento. Passeggiando per il giardino è possibile anche vedere il famoso Teatrino Groggia, luogo di incontro e di eventi dedicati alla comunità locale e promossi dal Comune.

Calle del Capitelo 3160A
https://www.comune.venezia.it/it/content/parco-dipinto-arte-e-rigenerazione-al-parco-groggia

15. IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI VILLA HÉRIOT ALLA GIUDECCA

Villa Hériot sull’isola della Giudecca a Venezia

Dal 2008, sull’isola della Giudecca, all’interno del signorile complesso di ville novecentesche costruite dalla famiglia Hériot, si trova uno spazio dedito alla conservazione, valorizzazione e divulgazione della storia di Venezia – e del suo territorio. Ovviamente, oltre alla villa adibita a Casa Museo, è possibile immergersi anche nel giardino, dove le rose parlano di donne libere e coraggiose. Qualche esempio? Le rose gialle denominate “Proust” erano amate dall’antifascista veneta Franca Trentin, poi ci sono le “Bella Ciao”, rigorosamente rosse, e le rosate Résurrection da Ravensbruck, piantate in ricordo delle deportate venete. Assieme a loro, oggi il giardino ospita anche delle candide rose bianche dedicate a Valeria Solesin, l’unica vittima italiana degli attentati jihadisti del 13 novembre 2015 al Bataclan di Parigi.

16. IL GIARDINO SCARPA ALLA FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA

Giardino Carlo Scarpa, Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Photo Alessandra Chemollo

La Fondazione Querini Stampalia ospita il giardino che il grande maestro dell’architettura Carlo Scarpa ridisegnò negli Anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. L’intervento si basò su un equilibrato accostamento di elementi tanto antichi quanto moderni capaci di rendere il giardino unico nel suo genere. Ovviamente, l’acqua è protagonista indiscussa del progetto, entrando nell’edificio grazie a una serie di paratie che costeggiano i muri interni.

Campo Santa Maria Formosa 5252
https://www.querinistampalia.org/ita/home_page.php

17. IL LAZZARETTO NUOVO

Isola del Lazzaretto Nuovo, via Wikipedia

Il Lazzaretto Nuovo è un’isola che si estende per circa nove ettari nella Laguna Nord di Venezia. Il sito ha sempre rivestito un ruolo strategico e di controllo delle vie acquee, tanto che diversi reperti archeologici testimoniano la presenza umana già nell’antica età del bronzo, mentre il primo documento scritto – un atto notarile – in cui l’isola era denominata “Vigna Murada” – è datato 1015. Più tardi, nel 1468, con un decreto il Senato della Serenissima decise di istituire nell’isola un Lazzaretto denominato “Novo” – per differenziarlo da quello già esistente vicino al Lido – dedito alla prevenzione dei contagi della peste. A questo punto, le navi sospette che attraccavano sull’isola, erano soggette a quarantena.
Oggi l’isola è un vero e proprio ecomuseo con un percorso naturalistico eterogeneo, dando la possibilità ad appassionati o semplici curiosi di conoscere e apprezzare gli aspetti naturalistici della Laguna di Venezia percorrendo il Sentiero delle Barene. All’interno del percorso è possibile addentrarsi in boschetti di allori, pruni selvatici e cannucce palustri e scoprire piante e animali che non potrebbero vivere altrove.

Isola del Lazzaretto Nuovo
https://lazzarettiveneziani.it/it/visita-lisola/visita-il-lazzaretto-nuovo

18. L’OASI DELLE DUNE DEGLI ALBERONI

Oasi WWF degli Alberoni al Lido di Venezia

L’Oasi WWF degli Alberoni al Lido di Venezia è una delle aree naturalistiche da non perdere.
Il suo nucleo è composto da una pineta e da dune che non esisteva fino all’Ottocento, poiché il mare bagnava il Forte Alberoni del Seicento. Ad oggi, il sito è collocato all’interno del campo da Golf a 800 metri dalla spiaggia. La zona nacque, infatti, a seguito della costruzione della diga Nord della bocca di Malamocco, conclusasi nel 1872. Col passare del tempo la corrente dell’Alto Adriatico ha accumulato enormi quantità di sabbia, formando l’attuale spiaggia.

Lido di Venezia
https://www.dunealberoni.it/

19. L’AREA NATURALE DI SAN NICOLÒ

Area naturale di San Nicolò al Lido di Venezia

All’altro capo del Lido, verso nord, l’area di San Nicolò è una riserva naturale che merita di essere visitata. Incastonata tra la laguna e il mare Adriatico, la zona prende il nome dalla vicina Chiesa di San Nicolò, fondata nel XI secolo. Il notevole valore naturalistico che questa zona possiede è testimoniato dalla ricca pineta, tipicamente costiera, capace di sopravvivere anche alle condizioni atmosferiche avverse.

Riviera San Nicolò 26
https://www.comune.venezia.it/it/content/oasi-san-nicol

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.