Aprirà nel 2020 il BeMA – Beirut Museum of Art. Ecco il progetto di Hala Wardé

Una giuria internazionale ha assegnato l’incarico della nuova struttura museale nella capitale libanese a Hala Wardé, fondatrice di HW architecture e project leader del Louvre Abu Dhabi

Il progetto del BeMA di Beirut - Courtesy of HW architecture and Beirut Museum of Art
Il progetto del BeMA di Beirut - Courtesy of HW architecture and Beirut Museum of Art

Sarà una torre con uno sviluppo di oltre 120 metri il BeMA – Beirut Museum of Art, il museo che lo studio HW architecture, guidato dalla progettista franco libanese Hala Wardé, si appresta a realizzare nel cuore della capitale del Libano. Ricorrendo ad una forma archetipa, esplicitamente ispirato tanto ai campanili dei centri storici dell’Europa meridionale quanti ai minareti arabi, il progetto dell’architetta che per oltre 26 anni ha collaborato con Ateliers Jean Nouvel – ancora in corso la partnership per il nuovo Louvre Abu Dhabi, atteso per il 2017 – ha avuto la meglio su un nutrito parterre di competitor. Lanciato un anno fa dall’ APEALAssociation for the Promotion and Exhibition of the Arts in Lebanon, il concorso ha visto la partecipazione di 66 team, provenienti da 16 paesi. Selezionato nella rosa delle 13 proposte finaliste, il progetto firmato Wardé ha convinto la giuria internazionale presieduta dal Presidente del Pritzker Architecture Prize Lord Peter Palumbo; tra i membri si segnalano Rem Koolhaas, Richard Rogers e Zaha Hadid, attiva su questo fronte fino alla sua prematura scomparsa. Negli intenti della committenza, il nuovo museo d’arte moderna e contemporanea di Beirut sarà un hub multidisciplinare, focalizzato sulla scena artistica e culturale libanese e mediorientale. Oltre ad una collezione permanente, che si attesterebbe su circa 1000 opere, proporrà mostre temporanee all’avanguardia e programmi innovativi. Con una vivace scena culturale e una rete di gallerie e fiere d’arte in crescita, la capitale libanese punta a mettere a segno un’operazione decisiva nel processo di rigenerazione avviato alla fine della guerra civile: il BeMA – Beirut Museum of Art si propone come un’azione concreta, per il futuro del Libano e per quello dell’intera regione.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO E LE DICHIARAZIONI DI HALA WARDÈ
Destinato ad un’area di proprietà dell’Université Saint-Joseph, il BeMA si introdurrà nel tessuto urbano con un edificio a torre, un giardino con essenze mediterranee e un intervento di riprogettazione parziale del lungomare. Gli spazi all’aperto diverranno parte integrante del progetto espositivo, ospitando installazioni site-specific e un anfiteatro per spettacoli dal vivo. Proprio la “premurosa valutazione del sito e del contesto circostante” è una dei punti di forza che ha spinta la giuria verso l’assegnazione del riconoscimento al team HW architecture. Il museo, infatti, andrà ad insistere in un sito dalla notevole carica simbolica, in passato lacerato dalle linee di demarcazione della guerra civile libanese. Nel suo sforzo di incarnare uno spirito di unificazione – Hala Wardé lo ha definito un “faro culturale per l’intera città” – il museo proporrà “un susseguirsi di paesaggi e spazi diversi, dove l’arte e la cittadinanza potranno incontrarsi. Le connessioni tra giardino, anfiteatro, spazi espositivi e roof garden sono state ben considerato e offriranno un’esperienza coinvolgente alla comunità.” L’edificio, contraddistinto da continue variazioni della texture esterna, disporrà di una biblioteca, di spazi espositivi temporanei e di residenze per artisti. Nei piani interrati, saranno allocati ambienti di servizio e locali tecnici a supporto delle gallerie principali. “Sono lieta e onorata di realizzare il mio primo grande progetto nella città di Beirut, dove sona nato, in un sito davvero eccezionale”. – Ha dichiarato Hala Wardé – “Il programma del museo, in collegamento con l’università, ci permetterà di creare un nuovo spazio culturale e sociale, con un giardino e un anfiteatro. È una coincidenza commovente che sia stata membro di questa giuria Zaha Hadid, una fonte d’ispirazione per le donne e gli architetti di tutto il mondo. In questo momento penso a lei con grande affetto.” Ulteriori dettagli sulla costituzione della collezione, sulla mostra di apertura – già annunciata per il 2020 – e sul progetto architettonico sono attesi nei prossimi mesi.

– Valentina Silvestrini

 www.amuseuminthemaking.com

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.