Moda nei musei. Maison Dior veste il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia vestirà divise d’alta moda. Ma Dior non è il primo a lanciarsi in questa esperienza

Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior
Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior

Le contaminazioni arte e moda si spingono anche nei musei dove le due espressioni creative trovano inedite modalità di dialogo, ripensando ai confini stessi tra sponsor e istituzioni. Già da tempo diverse maison si erano cimentate in una gara di stile che ha visto scendere in campo marchi del calibro di Gucci, Trussardi, Prada, Armani fino a Vivienne Westwood.

Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior
Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior

LE DIVISE DI VIVIENNE WESTWOOD

Proprio nel 2018 Queen Vivienne, la regina del punk, aveva disegnato le divise in cotone organico e lana vergine per lo staff del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. E ancora lo stile bon ton di Trussardi ha vestito il personale della Pinacoteca di Brera, senza contare quelle pensate e prodotte da Miuccia Prada per la sua Fondazione e da Re Giorgio per l’Armani Silos. Su questo filone si è anche imposto Gucci, che si è cimentato nel disegnare le divise del personale della mostra dedicata ad Achille Bonita Oliva al Castello di Rivoli e intitolata “A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita”. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha realizzato ad hoc per questa mostra i look color salvia dei cosiddetti “angeli custodi” che si sono occupati di accogliere i visitatori e custodire le opere esposte. In questo caso l’idea dietro alla realizzazione di tali uniformi è stata quella di dare la giusta importanza a figure spesso trascurate o addirittura sminuite: i “jardiniers du théatre” o “angeli custodi” hanno un ruolo molto importante all’interno della mostra stessa e la maison italiana voleva esaltarne l’importanza anche attraverso gli indumenti. Nel segno della ripartenza con un twist di glamour le Gallerie dell’Accademia di Venezia, vera eccellenza e collezione rappresentativa della migliore produzione artistica espressa dalla città, ha scelto di collaborare con la maison Dior per creare divise di indubbia qualità ed eleganza per il proprio personale.

Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior
Le divise disegnate da Maison Dior per il personale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Credits Dior

DIOR E LE DIVISE DELLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA

Commenta sull’iniziativa Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia: “L’arte e la moda sono da sempre mondi vicini e connessi. La collaborazione con la prestigiosa maison Christian Dior rappresenta per le Gallerie, nello sforzo di rinnovamento e riallestimento delle sale, un’ulteriore occasione per ripensare la propria immagine anche attraverso i capi creati appositamente per il suo personale dove eleganza, creatività e autorevolezza introducono ad un patrimonio artistico di una qualità inestimabile”. Come saranno le nuove divise firmate Dior? Per coniugare praticità ed eleganza il brand ha realizzato un completo sartoriale in fresco di lana di altissima qualità dallo stile classico e senza tempo che prevede giacca e pantaloni, camicia bianca, oltre a un caban elegante e raffinato nelle finiture e nei dettagli. A completare la divisa, la prestigiosa maison francese ha inoltre realizzato una cravatta per gli uomini e un elegante foulard in seta per le donne, con un’originale e delicata declinazione del logo museale verde e rosso, firmato Gallerie dell’Accademia di Venezia. Un ulteriore conferma del forte legame tra Dior e la città di Venezia, oltre ad essere l’ennesima dimostrazione del dialogo sempre più intrecciato tra il mondo della moda e quello dell’arte.

Federico Poletti

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Federico Poletti
Eclettico, nomade e multitasking: questi sono gli aggettivi che meglio definiscono l’orizzonte creativo e professionale di Federico Poletti. Milanese di adozione, parte da una formazione accademica nell’arte (laureato in Conservazione dei Beni Culturali) per arrivare a una visione della moda come progetto multi-culturale, crossover fluido in cui si mixano estetiche differenti. Giornalista, curatore indipendente e globe trotter instancabile, Federico si aggira per le fashion week più remote a caccia di nuovi talenti e delle più svariate forme di creatività 5.0. Tra le ultime fatiche editoriali, in uscita il suo ultimo libro edito da Skira: Maglifico! 50 anni di straordinaria maglieria italiana.