A Poética da Razão. Verso la Triennale di Architettura di Lisbona

Partirà il 3 ottobre prossimo la quinta edizione della Triennale di Architettura di Lisbona, quest’anno curata dall’architetto e teorico francese Éric Lapierre. Eventi, mostre, talk e premiazioni: una su tutte, il riconoscimento Lifetime Achievement Award a Denise Scott Brown

Trienal 2019 Identity ©Ana Guedes
Trienal 2019 Identity ©Ana Guedes

Dopo l’anteprima della Biennale di Architettura di Orléans, prosegue la panoramica di Artribune sugli eventi di settore in apertura il prossimo autunno. Tappa nella capitale del Portogallo, dove dopo Urban Voids del 2007, Let’s talk about Houses del 2010, Close, Closer del 2013 e The Form of Form del 2016, tra poco più di un mese arriverà il quinto episodio della Triennale di Architettura di Lisbona. In scena dal 3 ottobre prossimo, The Poetics of Reason – questo il titolo della kermesse – si susseguiranno mostre, dibattiti, incontri e occasioni di confronto dedicati alla cultura architettonica. Una serie di attività pubbliche, per appassionati e specialisti di tutte le età, volte a promuovere la scoperta dell’architettura e delle sue molteplici dimensioni, in un forum culturale partecipativo e internazionale. Il tema sviluppato quest’anno – in italiano, La poetica della ragione – ribadisce, infatti, che l’architettura è inseparabile dalla nostra comprensione della realtà e deve, quindi, essere accessibile a chiunque. Attraverso di essa, reinterpretiamo e trasformiamo il mondo, sviluppiamo idee, inventiamo processi creativi, generiamo modelli e costruiamo significato, suscitando emozioni e sentimenti. Anche per questo, dal 2010, la Triennale ha ricevuto lo status di interesse culturale dal Ministero della Cultura per il suo lavoro di pubblica utilità; l’imminente edizione ha addirittura ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa.

LA RAZIONALITÀ IN ARCHITETTURA

Curata dall’architetto e teorico francese Éric Lapierre, The Poetics of Reason intende esaminare le diverse forme di espressione della razionalità in architettura, lavorando come punto di partenza per una comprensione globale. In effetti, il fatto che l’architettura sia radicata nella ragione e nella razionalità è la chiave per essere comprensibile, cioè condivisibile, da tutti e non solo dagli architetti. L’analisi sul tema darà vita a una maratona serrata di eventi, che comprenderà cinque mostre – Agricolture & Architecture: Taking the Country’s Side; Economy of means; Inner Space; What is Ornament?; Natural Beauty -, tre riconoscimenti di rilievo internazionale – Début Award; Lifetime Achievement Award; Universities Awards – e ben dodici progetti collaterali, sviluppati da team curatoriali differenti. La manifestazione coinvolgerà, come già nel 2016, il MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, ma si svolgerà anche presso il CCB – Garagem Sul, il MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, il Museo nazionale di Arte Contemporanea, Culturgest e il Palazzo Sinel de Cordes. La Fondazione Calouste Gulbenkian, invece, ospiterà fine novembre, la serie di conferenze dal titolo Talk, Talk, Talk.

ANCHE L’ITALIA IN LIZZA PER IL PREMIO AI GIOVANI STUDI

La Triennale di Architettura di Lisbona ha da pochissimo annunciato la rosa degli shortlisted per i tre premi stabiliti, uno dedicato alle pratiche emergenti, uno alla ricerca e uno alla carriera. Per il Début Award 2019, che mira a distinguere i giovani studi di talento e sarà conferito durante i giorni della manifestazione, è in lizza anche lo studio italiano SUPERVOID Architects. La selezione comprende inoltre: Bast (Francia), Bonell + Dòriga (Spagna), COMUNAL: Taller de Arquitectura (Messico), gru.a (Brasile), Lacol (Spagna), LANZA Atelier (Messico), Lluís Alexandre Casanovas Blanco (Stati Uniti), Norman Kelley (Stati Uniti) e sauermartins (Brasile). Per la competizione riservata alle univesità, la giuria internazionale – della quale fanno parte, tra gli altri, l’architetto giapponese Go Hasegawa e gli italiani Fosco Lucarelli e Mariabruna Fabrizi – ha selezionato tra 64 proposte i 12 finalisti: nove portoghesi, due rumeni e un tedesco. A Denise Scott Brown sarà inoltre assegnato il Triennale Millennium bcp Lifetime Achievement Award 2019 di Lisbona.

IL RICONOSCIMENTO A DENISE SCOTT BROWN

Nata in Zambia e cresciuta in Sudafrica, la progettista si è affermata in seguito al suo trasferimento negli Stati Uniti. Attraverso il suo lavoro, insieme al marito Robert Venturi, scomparso lo scorso anno, ha profondamente influenzato il pensiero architettonico postmoderno. La giuria del premio, composta da Amale Andraos, Cláudia Taborda, Enrique Walker, Éric Lapierre, Kunlé Adeyemi, Momoyo Kaijima e Sharon Johnston, ha così motivato la scelta: “In un momento in cui architetti, studiosi urbani e professionisti sono invitati a riflettere insieme su tutte le scale dell’ambiente costruito, il lavoro di Denise Scott Brown rappresenta un esempio stimolante di ciò che è possibile: andare oltre i confini disciplinari per proiettare nuove possibilità per l’architettura, come forma di ricerca e come pratica. I successi della vita spesso riconoscono il passato, ma con questo premio siamo entusiasti di celebrare l’eredità di Denise Scott Brown per il futuro, come regalo per le prossime generazioni di architetti in tutto il mondo. Scott Brown ci ha insegnato la libertà”. 

– Giulia Mura

www.2019.trienaldelisboa.com

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.