Obiettivo 500mila visitatori all’anno: questo il traguardo cui punta il MAAT, opera simbolo del percorso di rinascita intrapreso da Lisbona, eletta Capitale Iberoamericana della Cultura 2017.

Il 2016 è stato un anno cruciale nella storia recente di Lisbona. La risonanza internazionale conseguita con l’inaugurazione del MAAT – Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia – opera con cui lo studio inglese AL_A, guidato da Amanda Levete, entrato tra i quaranta finalisti allo European Union Prize for Contemporary Architecture – Mies van der Rohe Award – ha reinserito con slancio la città nel circuito delle top destination europee. Tuttavia, solo nel corso del 2017 si potrà iniziare a tracciare un primo bilancio dell’investimento di 20 milioni di euro della EDP Foundation – istituzione privata non profit appartenente al colosso EDP – Energias de Portugal – grazie al quale è nato il nuovo edificio, poeticamente adagiato lungo il fiume Tago. Dal mese prossimo, infatti, l’attrattività esercitata dalla sede sarà accompagnata dall’avvento, per così dire “a pieno regime”, del programma espositivo: a primavera 2017 tutti gli spazi raccolti nella sinuosa onda, rivestita di scintillanti piastrelle, entreranno in funzione. I 7.000 metri quadrati saranno fruibili nella loro interezza dal 22 marzo, con l’inaugurazione di tre mostre che, in parte, accoglieranno i visitatori anche in estate. In particolare, la struttura contraddistinta dall’affascinante tetto calpestabile aperto alla cittadinanza sarà in larga parte occupata dall’attesa “mostra manifesto” curata dal direttore Pedro Gadanho. Concepita con Joao Laia e Susana Ventura, Utopia/Dystopia ha avuto un prologo con Pynchon Park, l’intervento site-specific di Dominique Gonzalez-Foerster allestito nell’avvolgente Oval Gallery durante l’opening del museo. Prendendo avvio dal cinquecentenario dalla pubblicazione del volume Utopia di Thomas More, la mostra chiama a raccolta quaranta artisti e architetti internazionali: nei rispettivi campi d’azione, sono artefici e portatori di visioni e riflessioni critiche sui temi cruciali del nostro tempo. Le oltre sessanta opere esposte copriranno l’arco temporale compreso fra gli Anni Settanta e oggi, rivelando come “la dicotomia tra utopia e distopia rifletta un momento di accelerazione paradossale, nel quale l’ansia e l’ottimismo si scontrano”. Tra gli autori coinvolti si segnalano OMA, Didier Faustino, Archigram, Archizoom, Yona Friedman, Beniamino Servino, Superstudio, Cao Fei, Wai Thin Tank e Aldo Rossi, di cui proprio nel 2017 ricorre il ventennale dalla scomparsa. Nella collettiva O que Eu Sou, curata da Luiza Teixeira de Freitas e Ines Grosso, sarà invece la dimensione autobiografica e auto-referenziale della creazione artistica a varcare la soglia del MAAT. Al via sempre il 22 marzo, ricorrendo a un atteggiamento di apertura verso nuove prospettive, questa seconda mostra si concentrerà sulla scena portoghese. Il titolo attinge da una poesia di Teixeira Pascoaes, composta nel 1912, e la rassegna affronta, attraverso una selezione di opere e di libri d’artista, le intersezioni tra arte e vita nella produzione contemporanea. O que Eu Sou è la terza esposizione del ciclo Perspectives, promosso dalla EDP Foundation’s Art Collection.

MAAT, Lisbona. Photo © Hufton+Crow
MAAT, Lisbona. Photo © Hufton+Crow

LISBONA CAPITALE IBEROAMERICANA DELLA CULTURA 2017

Non poteva certo mancare il MAAT tra le sedi coinvolte nei dodici mesi di eventi del programma Passato/Presente. Fino al 31 dicembre 2017, infatti, Lisbona deterrà il ruolo di “Capitale culturale di un mondo che aggrega oltre centoventi milioni di persone dalla Penisola Iberica, dal Messico e dal Sud e Centro America”. Dopo Andorra 2016, per l’anno in corso la città è la Capitale Iberoamericana della Cultura, titolo conseguito in seguito all’elezione da parte dell’UCCI – Union of Ibero American Capital Cities. Si tratta della seconda consacrazione per Lisbona, dopo la precedente esperienza nel 1994. Questa volta il palinsesto si snoda attraverso centocinquanta appuntamenti, sviluppati con l’obiettivo di “rievocare le tracce, le rotte e le vestigia del passato, ma anche di celebrare il divertimento e la creatività dei popoli che, pur con idiomi diversi – dal castigliano al portoghese come lingua materna o seconda – e con accenti diversi – dal galiziano al guaraní –, sono accomunati dall’appartenenza alla comunità iberofona”. Passato/Presente include mostre, rappresentazioni teatrali, concerti, danze, conferenze, eventi gastronomici e tour della città, con la partecipazione di centinaia di artisti, produttori, docenti e promotori culturali. Il MAAT sarà presente accogliendo la nuova versione della performance-installazione Order and Progress, già presentata dall’artista messicano Héctor Zamora nel Paseo de los Héroes Navales, a Lima (2012) e al Palais de Tokyo, a Parigi (2016). Curato da Ines Gorsso, l’intervento è visitabile dal 22 marzo al 24 aprile ed è incluso anche nel circuito di BoCA — the Biennial of Contemporary Arts. Evento senza precedenti nella storia del Portogallo, la prima edizione della Biennale si svolgerà a Lisbona e Porto, dal 17 marzo al 30 aprile 2017.

UN PROGRAMMA CROSSMEDIALE

Condivisa dalle due principali città portoghesi, BoCA nasce dal “desiderio di contribuire a una riflessione sull’ambiente socioculturale contemporaneo”. Con la direzione artistica di John Romão, la Biennale fa propria la vocazione di sostenere i processi di costruzione artistica attuali e futuri. I partner del progetto sono alcune delle più prestigiose istituzioni artistiche nazionali – a Lisbona, tra gli altri, Calouste Gulbenkian Foundation, National Museum of Ancient Art, Chiado National Museum of Contemporary Art, MAAT, ZDB Gallery, National Theatre D. Maria II, National Theatre São Carlos, São Luiz Teatro Municipal, Trindade Theatre, Politécnica Theatre; a Porto il Teatro Municipal do Porto – Rivoli, Serralves Foundation, National Theatre São João –, coinvolte in un palinsesto, della durata di un mese e mezzo, interamente indirizzato verso la multidisciplinarietà e l’ibridazione tra territori. Arti visive, performance art, spettacolo, musica e le rispettive connessioni saranno il cuore di BoCa, cui va intanto riconosciuto il raggiungimento di un obiettivo non scontato. Per la prima volta musei, teatri, gallerie e spazi pubblici aderenti perseguono sinergicamente lo stesso indirizzo culturale, all’insegna dell’alleanza tra Lisbona e Porto. Oltre quaranta gli artisti nazionali e internazionali attesi; la maggior parte presenteranno opere in anteprima mondiale.

MAAT, Lisbona. Photo © Hufton+Crow
MAAT, Lisbona. Photo © Hufton+Crow

DAL COWORKING ALLA MODA

Sebbene l’apertura del MAAT abbia riscosso un successo oltre i confini del Portogallo, non si tratta dell’unico intervento architettonico di rilievo nella capitale. Pur operando in un’altra scala, SelgasCano ha di recente ultimato nel cuore cittadino il coworking Second Home, operando nel Mercado de Ribeira, il più antico mercato alimentare di Lisbona. Il duo di architetti spagnoli – autore del chiacchieratissimo Serpentine Pavilion 2015 – ha impiegato oltre mille piante per frazionare i millecento metri quadrati disponibili. Second Home Lisboa incarna un modello di gestione innovativo, specie a livello impiantistico, e si candida come uno degli ambienti di lavoro più verdi su scala europea. L’impiego delle piante non risponde infatti a una funzione decorativa, quanto a una vocazione del nuovo spazio: a testimoniarlo lo studio e l’installazione di sistemi di riscaldamento, raffreddamento e ventilazione altamente avanzati. Le presenze green, con altezze variabili e di specie diverse, intendono ibridare gli interni, dotandoli di un’atmosfera domestica e accogliente, in risposta alla sempre più ridotta separazione tra lavoro e vita. Infine, si candida a divenire un ulteriore must-see di Lisbona, il nascente MUDE – Museu do design e da Moda. La sede dell’istituzione sorge lungo la nevralgica Rua Augusta, centralissima arteria pedonale contraddistinta dalla pavimentazione a mosaico. Il cantiere, attualmente in corso in uno stabile esistente, porterà alla ridefinizione dei percorsi e degli ambienti interni; a curare il progetto architettonico è lo studio internazionale guidato da Luis Miguel Saraiva. Le sale espositive, flessibili e modulari, verranno affiancate da un centro di documentazione, laboratori didattici, sale prove, residenze per i progettisti, auditorium. Al sesto piano, infine, nascerà un ristorante-caffetteria con terrazza panoramica.

Valentina Silvestrini

www.maat.pt
www.flytap.it
www.bocabienal.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

3 COMMENTS

Comments are closed.