Berlino, al World Architectural Festival 2017 premiata la ricostruzione post terremoto

Un prototipo di abitazione a basso costo, sviluppato nel corso del processo di ricostruzione successivo al terremoto dello Yunnan, in Cina, ha conquistato il titolo di World Building of The Year 2017 alla decima edizione della kermesse internazionale.

courtesy of World Architecture Festival
courtesy of World Architecture Festival

Abbandonata la sede del Marina Bay Sands di Singapore, è stata la città di Berlino ad accogliere la tre giorni del World Architectural Festival, come già avvenuto nel 2016. Il grande evento annuale di architettura è associato a una serie di premi che “celebrano l’eccellenza” in tutti gli ambiti della progettazione; due le macro categorie di riferimento – “Completed” e “Future” – capaci di tratteggiare attraverso specifiche sezioni un ritratto delle nuove realizzazioni ultimate in giro per il mondo e di delineare significativi processi in fieri. Anche in occasione del decennale, la comunità di professionisti e delegati che ha raggiunto la capitale tedesca ha potuto assistere a dibattiti e conferenze curati da ospiti di rilievo – tra gli speaker si segnalano gli architetti Francis Kéré, founder di Kéré Architecture e autore del più recente Serpentine Pavilion a Londra, Rafael Viñoly e Pierre de Meuron – oltre a esposizioni e presentazioni di prodotti e sistemi da parte delle aziende partner. Il segnale che la giuria internazionale – formata da Christoph Ingenhoven di Ingenhoven Architects, Ian Ritchie, founder di Ian Ritchie Architects, James Timberlake di Kieran Timberlake, Ellen van Loon, partner di OMA, e da Mun Summ Wong, founder di WOHA WOHA – ha voluto imprimere attraverso l’assegnazione del titolo più ambito – il World Building of The Year 2017 – si pone in controtendenza rispetto al recente passato. Dopo il “villaggio verticale” Interlace di OMA con Ole Scheeren a Singapore, premiato nel 2015, e il National Museum – Dialogue Centre Przelomy, in Polonia, progettato da Robert Konieczny/KWK Promes, vincitore un anno fa, a vincere è stato un prototipo messo a punto dall’Università di Hong Kong per rispondere in modo economico, rapido e sicuro alle esigenze della popolazione colpita dal terremoto dello Yunnan, che nel 2014 scosse una regione di montagna della Cina. L’Italia è quasi del tutto assente, eccezion fatta per la stazione marittima di Zaha Hadid Architects, inaugurata postuma a Salerno e indicata come “highly commended” nella sezione Transport – Completed Buildings. Tra i numerosi riconoscimenti assegnati nei giorni scorsi, vi proponiamo una selezione.

1. WORLD BUILDING OF THE YEAR 2017

Image courtesy of World Architecture Festival

 

Destinato a una coppia di anziani, il prototipo abitativo progettato dalla Chinese University of Hong Kong per il villaggio di Guangming, in Cina, ha ottenuto il titolo di World Building of The Year 2017 perché impiega un’ “innovativa strategia di ricostruzione che unisce strategie moderne con materiali da costruzione locali per creare una casa a basso consumo energetico, resistente ai terremoti, che possa essere costruita in modo economico dai residenti locali”. In occasione del WAF 2017, questo stesso intervento, facilmente replicabile, è risultato vincitore anche nella categoria New & Old – Completed Buildings Winner.

2. LANDSCAPE OF THE YEAR 2017

courtesy of World Architecture Festival

Lo studio Turenscape – nel recente passato entrato tra i finalisti del concorso per lo Zaryadye Park di Mosca, successivamente realizzato da Diller Scofidio + Renfro e inaugurato quest’anno -, ha vinto il riconoscimento relativo al miglior paesaggio dell’anno. Nella contea di Lixian, una provincia rurale della Cina, l’intervento paesaggistico sviluppato rivitalizza un sito archeologico risalente a 6.500 anni fa, consentendo una “felice convivenza” tra i visitatori e gli agricoltori che operano nella zona.

3. SMALL PROJECT OF THE YEAR

courtesy of World Architecture Festival

Con Streetlight Tagpuro, Eriksson Furunes + Leandro V. Locsin Partners + Jago Boase si sono imposti nella categoria destinata agli interventi di piccolo scala. L’opera, ultimata sull’isola di Leyte, nelle Filippine, è il risultato di un’esperienza di progettazione partecipativa che ha coinvolto la comunità locale, duramente messa alla prova dal passaggio del violento tifone Haiyan, nel novembre 2013. I progettisti hanno scelto di ricorrere a materiali e metodi di costruzione locali, offrendo un’opportunità di lavoro alle maestranze dell’isola; il complesso offre oggi una nuova sede alla ONG Streetlight, ospita un orfanotrofio e una scuola tutti distrutti dopo il drammatico evento.

4. BEST USE OF COLOUR PRIZE

courtesy of World Architecture Festival

Attraverso un uso del colore “sensibile, elegante e ben bilanciato“. il Fitzroy Crossing Renal Hostel di Iredale Pedersen Hook Architects, in Australia, ha conquistato il riconoscimento per il “Best Use of Colour Prize”. Nell’edificio, che offre cure e un alloggio per le degenze agli aborigeni della regione, schermi colorati corrono lungo tutti i lati della struttura, assicurando l’ingresso della luce e dell’aria all’interno e contribuendo a definire un “ambiente sicuro per muoversi e riunirsi con la famiglia, gli amici e il resto della comunità”.

5. ARCHITECTURAL PHOTOGRAPHER OF THE YEAR AWARD

courtesy of World Architecture Festival

Con una foto scattata al nuovo campus dell’Università di Tianjin, progettato dagli architetti Atelier Li Xinggang, in Cina, nella quale i raggi di luce penetrano nell’edificio e “giocano” con l’acqua, il cinese Terrence Zhang ha vinto la quinta edizione del riconoscimento focalizzato sulla fotografia d’architettura.

6. ARCHITECTURAL REVIEW EMERGING ARCHITECTURE AWARD

credits © Takuji Shimmura

Balzato agli onori della cronaca di settore con le 38 unità abitative dell’intervento di social housing Rue Bonet, messo a punto nel XVII Arrondissement parigino, Cabinet Avenier Cornejo Architectes è stato riconosciuto lo studio più talentuoso tra gli under 45. Due le menzioni speciali: a José Luis Muñoz, per la Casa de Los Vientos, con sede a Granada, e all’olandese Studio Anne Holtrop, per il Fort Vechten Waterline Museum, già segnalato da Artribune come realtà emergente nel panorama architettonico internazionale.

7. UN PREMIO SPECIALE PER L’ARCHITETTURA IRANIANA

courtesy of World Architecture Festival

La ricognizione sugli edifici realizzati negli ultimi tre anni in Iran è stato uno degli “appuntamenti speciali” promossi nel corso dell’ultima edizione di WAF. Imponendosi in una rosa di otto interventi, New Wave Architecture ha ricevuto il premio previsto in questa sezione per la progettazione del Pars Hospitalin Tehran. Completato nel 2016, è stato elogiato dai giudici perché “comprende e risolve con fiducia il ‘puzzle’ della grande struttura ospedaliera”.

8. HOUSE – COMPLETED BUILDINGS WINNER

courtesy of World Architecture Festival

Continua l’ascesa dello studio vietnamita Vo Trong Nghia Architects, artefice in Italia del padiglione del Paese asiatico in occasione di Expo Milano 2015. Al WAF 2017 è stato premiato nelle categorie House – Completed Buildings Winner, grazie alla Binh House edificata a Ho Chi Minh City, e Office – Future Projects Winner, per il Viettel offsite studio di Hanoi. Inoltre, il Viettel Academy Educational Centre, in via di realizzazione nella capitale vietnamita, ha ottenuto la menzione tra i progetti internazionali selezionati nella sezione Education – Future Projects.

9. CULTURE – COMPLETED BUILDING WINNER

courtesy of World Architecture Festival

Situato nel campus dell’Università di Beret, 25 chilometri a nord di Gerusalemme, il Palestinian Museum di Heneghan Peng Architects con il suo rivestimento in pietra calcarea è stato premiato dalla giuria come miglior edificio culturale dell’anno. Da segnalare anche la menzione, nella categoria Culture – Future Projects – che Heatherwick Studio ha ottenuto per Zeitz MOCAA, recentemente inaugurato a Città del Capo. 

-Valentina Silvestrini

www.worldarchitecturefestival.com

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.