Un cancello con le sbarre ‒ che cigola, disturba, imprigiona, delimita e confonde il limite tra chi è dentro e chi è fuori ‒ introduce alla mostra di Tania Bruguera al PAC di Milano. Sei grandi sale al piano terra e una al primo piano per parlare di Arte de conducta attraverso alcune azioni considerate fondamentali dall’artista per leggere la nostra società

Nel 1999 Tania Bruguera (Cuba, 1968) conia l’espressione Arte de conducta (Arte del comportamento) per parlare dell’atteggiamento sociale che hanno gli osservatori delle sue azioni. Sono loro a completare, condurre e continuare la sua opera che, senza, resterebbe incompiuta. L’obiettivo è provocare chi guarda e, attraverso l’esperienza dell’arte, trasformare lo spettatore in cittadino attivo, al fine di disimparare i comportamenti normativi, mettere in discussione il presente, ripensare il futuro.
Menzionata tra i 100 Leading Global Thinkers dalla rivista Foreign Policy, tra i creatori del primo documento sulla libertà di espressione artistica e i diritti culturali al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, le sue opere sono esposte nei più importanti spazi del contemporaneo mondiali e le sue azioni mettono a nudo le fragilità dei governi di fronte all’incapacità di imparare dalla Storia. Da qualche mese vive a Boston, insegna ad Harvard, perché ha accettato di lasciare Cuba, dove è stata più volte arrestata e considerata scomoda dal regime castrista, in cambio del rilascio di 27 prigionieri politici, artisti, attivisti (molti dei quali minorenni).

LE ORIGINI DELL’ARTIVISMO

Alla fine degli Anni Novanta negli Stati Uniti si usava la parola “artivism” per parlare di quegli artisti che dal Messico in giù si occupavano di attivismo politico attraverso i linguaggi dell’arte. Il PAC, grazie alla curatela di Diego Sileo, è stato negli ultimi anni un osservatorio attento su quei movimenti che hanno attraversato l’America dal nord al sud, passando soprattutto per Cuba, ospitando le opere di Maiolino, Mendieta, González-Torres, Margolles, Galindo e adesso Bruguera. All’Avana, nel 2015, Tania Bruguera fonda l’Instar, Instituto de Artivismo Hannah Arendt, aperto a un pubblico di ogni età e di ogni classe sociale, per arrivare a una “alfabetizzazione civica” dei cittadini che garantisca loro di conoscere i diritti umani, personali e collettivi, per difenderli e per difendersi. Così si accomoda su una sedia a dondolo, tipica delle case con patio della sua isola caraibica, e comincia a leggere per 100 ore e integralmente Le origini del totalitarismo della Arendt. Alla filosofa tedesca si deve anche il titolo della mostra al PAC: La verità anche a scapito del mondo, frase che la Arendt pronunciò durante un’intervista rispondendo alla domanda di chi le chiedeva se c’erano motivi validi per tacere alcuni fatti storici, parafrasando la locuzione latina “fiat iustitia et pereat mundus” e cambiandola in “fiat veritas et pereat mundus” (sia detta la verità anche a scapito del mondo) per alludere, ideologicamente, a una società basata non sul giustizialismo ma sulla verità e sulla libertà di esistere, di conoscere e di esprimersi.

Tania Bruguera, Donde tus ideas se convierten en acciones civicas (100 horas de lectura de Los Origenes del Totalitarismo), 2015-21, perfomance e installazione. Courtesy l’artista. Photo Lorenzo Palmieri
Tania Bruguera, Donde tus ideas se convierten en acciones civicas (100 horas de lectura de Los Origenes del Totalitarismo), 2015-21, perfomance e installazione. Courtesy l’artista. Photo Lorenzo Palmieri

LA MOSTRA DI TANIA BRUGUERA A MILANO

La mostra di Milano è la più ampia dedicata all’artista in Italia. Le opere scelte sono state pensate specificamente, installate sui tre livelli del PAC (piano terra, parterre e primo piano), interpretate dai performer a orari precisi. Proposte per la loro ri-attualizzazione, affrontano i temi ritenuti più importanti nel presente e hanno il fine di creare un pensiero critico che si trasformi in azione e possa modificare la politica sui temi delle migrazioni, del potere, dei totalitarismi, del capitalismo, sulla situazione israelo-palestinese, sulle ingiuste incarcerazioni dei prigionieri cubani. La banalità del male a cui ci sottopongono i social, i numeri dietro cui si occultano le vite e le storie degli altri, la disinformazione e la strumentalizzazione dei media sono solo alcune delle punte dell’iceberg sotto cui soccombe la verità.
Opera simbolo della mostra? La grande bandiera europea che accoglie il visitatore all’ingresso con la frase cucita sotto “The poor treatment of migrant today will be our disonhor tomorrow” (il misero trattamento riservato ai migranti oggi sarà il nostro disonore domani). Le stelle gialle su fondo blu sono cucite dai volontari dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (da tre sopravvissuti ai lager di Auschwitz e Mauthausen) e da alcuni figli di deportati durante la Seconda Guerra Mondiale che, una volta a settimana, accompagnano in mostra i visitatori e le scuole. Il gesto collettivo congiunge più vite in un’unica bandiera che, invece di rappresentare un ideale, esprime una denuncia corale contro le ingiustizie ai danni dei migranti, generando un parallelismo tra i campi profughi e i campi di concentramento.
Durante la sua permanenza a Milano, Bruguera ha dichiarato: “ho il terrore della memoria perduta, perché è facile essere ingiusti e crudeli se si dimentica che cosa siano l’ingiustizia e la crudeltà. Verità per me significa comprendere le necessità dell’altro ed essere consapevoli che non sempre abbiamo ragione noi. La verità è difficile. Verità e politica possono essere sfere inconciliabili, ma il mentire è comunque parte essenziale di qualunque società totalitaria, per questo serve conoscere sempre la verità, anche a scapito del mondo”.

Mercedes Auteri

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Nome eventoTania Bruguera - La verità anche a scapito del mondo
Vernissage26/11/2021 su invito
Duratadal 26/11/2021 al 13/02/2022
AutoreTania Bruguera
CuratoreDiego Sileo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPAC - PADIGLIONE D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Palestro 14 - Milano - Lombardia
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Mercedes Auteri
Mercedes Auteri (Catania, 1977) ha conseguito un Dottorato di ricerca in Storia dell'Uomo, delle Società e del Territorio, con tesi storico-artistica, e un Master in Turismo Culturale Sostenibile e Comunità Locale, con tesi in Museologia. Ha frequentato la Scuola Interuniversitaria di Specializzazione per l'Insegnamento della Storia dell'Arte. Membro della Commissione Educazione di ICOM, International Council of Museum. E' curatrice freelance e autrice di saggi e articoli. Ha seguito e tenuto diversi corsi di Didattica museale, Museologia e Storia dell'arte in Italia, Svizzera, Francia, Tunisia, Irlanda, Stati Uniti e Messico.