Amore rivoluzionario. Anna Maria Maiolino a Milano

PAC, Milano – fino al 1° settembre 2019. Il Padiglione d’Arte Contemporanea ospita la prima e completa antologica – curata da Diego Sileo – dedicata al percorso eclettico e rivoluzionario di Anna Maria Maiolino.

Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (205)
Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (205)

Anna Maria Maiolino (Scalea, 1942) approda al PAC, per la prima volta in un’istituzione pubblica italiana, e lo fa in grande stile: oltre 400 opere, tra disegni, dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni, compongono O AMOR SE FAZ REVOLUCIONÁRIO, la più ampia retrospettiva dell’artista mai realizzata fino a ora.
L’itinerario espositivo parte dalle ultime opere (tra cui anche le grandi pitture degli Anni Novanta, mai esposte prima) per percorrere a ritroso l’intera carriera fino alle origini, con i suoi primi disegni giovanili.
Ho detto che la mia opera si realizza e si rialimenta in movimenti spiroidali che toccano sempre gli stessi punti di interesse, come il finito e l’infinito, la parte e il tutto, il dentro e il fuori, la relatività dello spazio, la sensualità del corpo, il ludico, l’ironia, la questione politica”, dichiara Maiolino nell’intervista con il curatore Diego Sileo riportata in catalogo, e lo fa dando origine a un inconfondibile vocabolario visivo, essenziale, penetrante e indubbiamente riconoscibile. Un suo alfabeto, energico e primordiale, che si esprime, oltre che tridimensionalmente attraverso le forme scultoree e dentro alla superficie dei quadri grazie alla linea, alla sgocciolatura o ai tagli, anche con video, installazioni e performance.

Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (46)
Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (46)

LE OPERE E L’ITINERARIO

La mostra inizia proprio con un’installazione in argilla cruda, materiale iconico per Maiolino: “Il mio primo incontro con l’argilla nel 1989 provocò in me una tempesta”, affermò.
Durante gli anni della dittatura militare vigente in Brasile (1964 -1984), la sfera personale dell’artista e quella pubblica si condensano in una stessa dimensione, coltivando un rapporto esperienziale tra spettatore e opera. È dalla fine degli Anni Sessanta che il linguaggio e il corpo diventano terreno di interesse per Maiolino, che da allora affiancò alle opere in carta e scultura anche le sperimentazioni video in Super 8 e le fotografie, presentate al secondo piano.
Traendo ispirazione dall’immaginario quotidiano femminile (“Ho scelto di essere artista / essere madre / costantemente bilancio la fantasia con la realtà”, scrive l’artista), l’oppressione di genere entra a far parte delle tematiche affrontate in quegli anni. Tra le varie opere a riguardo, è esposto uno dei suoi film più dibattuti, In-Out Antropofagia (1973).
L’artista scelse quelle modalità espressive che le permettessero una forma di resistenza alla censura del regime: “Nel frattempo, credo che noi artisti – di qualsiasi settore – abbiamo il dovere di far fronte e resistere ai nuovi avvenimenti con le nostre produzioni”. Superare i supporti tradizionali e sperimentare l’impiego di differenti canali per Maiolino equivalse ad assumere una posizione politica, etica e sociale. Fatto particolarmente evidente in O Heròi (1966), in É o que sobra e X, 1974 (in cui l’artista è ripresa nell’atto di tagliarsi rispettivamente lingua e occhio), o nel noto Monumento à fome (1978).

Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (51)
Anna Maria Maiolino. O amor se faz revolucionário. Installation view at PAC, Milano 2019. Photo Nico Covre, Vulcano (51)

POLITICA E RIVOLUZIONE

Non mancano in mostra anche alcuni dei suoi lavori più iconici come Por um fio (1976) ed Entrevidas (1981), un’azione in cui l’artista posizionò a terra, per strada, diverse dozzine di uova: camminare tra esse implicava correre il rischio di schiacciarne una a ogni passo, in un momento di equilibrio precario che il Paese stava attraversando. Come lei dichiarò: “Fortunatamente per mezzo dell’arte possiamo sovvertire repressioni e conflitti. Sovvertire nel senso di porre rimedio alle repressioni cercando di realizzare un’arte anticonformista e di intervento politico, e perciò rivoluzionaria, che renda possibile recuperare ciò che il nostro spirito ha di fondamentale: la dignità.
La mia paura più grande è che io finisca per rassegnarmi accettando così l’effetto polverizzante della coscienza operato dai poteri costituiti. (…) Non vorrei che i miei figli si trovassero a vivere in un mondo di violenze e voglio credere che si siano sentiti amati e che possano pronunciare un’altra frase della Segre: ‘Ho resistito perché sono stato amato’”. Se deve essere amore, che sia rivoluzionario.

Eleonora Milner

Evento correlato
Nome eventoAnna Maria Maiolino - O Amor se Faz Revolucionário
Vernissage28/03/2019 ore 19
Duratadal 28/03/2019 al 01/09/2019
AutoreAnna Maria Maiolino
CuratoreDiego Sileo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPAC - PADIGLIONE D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Palestro 14 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Eleonora Milner
Eleonora Milner è nata e vive a Venezia. Laureata al DAMS Arte di Bologna e in Fotografia dei Beni Culturali all'ISIA di Urbino, si occupa di fotografia e arte contemporanea, con particolare interesse all'arte partecipativa. Scrittrice e fotografa, si occupa di progetti fotografici sul paesaggio contemporaneo. Ha esposto in mostre collettive a Venezia, Padova, Savignano sul Rubicone (SI fest #22), Pesaro, Treviso, Bologna.