Vacanze al museo: le mostre a Bologna e dintorni da visitare durante le feste

I musei non vanno in vacanza e occorre approfittarne! Per agevolarvi nella scelta, abbiamo preparato una guida delle mostre più interessanti aperte a Bologna (ma anche a Rimini, Forlì, Modena e Piacenza) in questo periodo

Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry
Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry

Se le feste di fine anno sono per tanti una razione di tempo libero in più, noi incitiamo a trascorrerlo a caccia delle mostre più interessanti in città. Dopo aver passato in rassegna quelle di Milano e Roma, è il turno di volare sul territorio emiliano, con una vivace Bologna che si prepara all’Art Week (qui vi avevamo già elencato gli eventi in città da non perdere a fine gennaio) e che farà da apripista all’agenda delle fiere italiane per l’anno 2020 con una nuova edizione di Arte Fiera. Tuttavia, anche sotto il break natalizio, i suoi spazi culturali tengono aperte le porte al pubblico, con una programmazione interessante. Vi sveliamo qui le mostre da non perdere non solo nel capoluogo emiliano, ma anche nelle vicine città come Rimini, Modena e Piacenza.

– Giulia Ronchi

CHAGALL A PALAZZO ALBERGATI

Marc Chagall, Il Matrimonio, 1918, Mosca, Tretyakov Gallery © Chagall ®, by SIAE 2019
Marc Chagall, Il Matrimonio, 1918, Mosca, Tretyakov Gallery © Chagall ®, by SIAE 2019

Chagall in mostra a Bologna: una raccolta di 150 opere – tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni – racconta i punti salienti della vicenda artistica e umana del pittore bielorusso di origine ebraica. Tema centrale è la dedizione intensa e persistente per sua moglie Bella, alla quale si ispirano tanti lavori. Sogno d’amore si divide in cinque sezioni che illustrano i temi principali della sua ricerca: la tradizione russa; il rapporto con i letterati e i poeti; il senso del sacro e la profonda religiosità con numerosi riferimenti alla Bibbia; l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano; il mondo del circo; e, ovviamente, l’amore, che domina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita.

Chagall. Sogno d’amore
Fino al 1° marzo 2020
Palazzo Albergati
Via Saragozza 28 Bologna

Aperture straordinarie:
6 gennaio 10.00 – 20.00

BOTERO A PALAZZO PALLAVICINI

Fernando Botero, Woman on a Beach, 2002 Pastello su tela
Fernando Botero, Woman on a Beach, 2002 Pastello su tela

Botero è in mostra a Palazzo Pallavicini, con tutta la formosità monumentale e la joie de vivre dei suoi soggetti. 50 opere esposte, tra disegni su carta, acquerelli e oli su tela, si pongono come una ricognizione sui temi ricorrenti dell’artista colombiano. Il percorso, inoltre, è diviso in sette sezioni: Vita, Religione, Nudi, Still Life, Circo, Colore e Tauromachia. “Non ho mai dipinto una donna grassa nella mia vita”, affermava Botero, che in quelle forme voluminose, diventate il suo marchio di fabbrica, mescolava suggestioni della cultura popolare sudamericana e di quella classica. Con un omaggio a maestri italiani come Piero della Francesca, Paolo Uccello, Giovanni Bellini e Giotto, da lui ammirati.

BOTERO
Fino al 26 gennaio 2020
Palazzo Pallavicini
Via S. Felice 24, Bologna

Aperture straordinarie:
3, 4, 5 ,6, 7, 8 gennaio: 11:00 – 20:00

GLI ANNI ’80 AL PADIGLIONE DE L’ESPRIT NOUVEAU

Il Padiglione Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier
Il Padiglione Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier

Il Padiglione de l’Esprit Nouveau concepito dalla mente di Le Corbusier da quasi due anni è stato riaperto al pubblico con una programmazione piuttosto singolare. Questa volta ospita Dilettanti Geniali. Sperimentazioni artistiche degli anni Ottanta, con le testimonianze della scena underground degli anni ‘80 in Italia che ha visto Bologna come centro propulsore, sempre ispirandosi alle grandi scene internazionali come Londra, New York o Berlino. Materiali d’archivio, poster, riviste, vinili, dipinti, disegni e documenti riguardanti la musica, l’arte, il fumetto e i graffiti ne fanno una mostra dal materiale inedito che va a braccetto con la sperimentazione più audace di quegli anni. Merita un’occhiata ma attenzione a pianificare la visita: lo spazio è aperto solo al pomeriggio nel fine settimana.

Dilettanti geniali
Fino al 5 gennaio 2020
Padiglione de l’Esprit Nouveau
Piazza della Costituzione 11, Bologna

Aperture:
4-5 gennaio: dalle 14 alle 18

BERTOZZI & CASONI ALLA CASA MORANDI

Bertozzi & Casoni. Elogio dei fiori finti. Exhibition view at Museo Morandi, Bologna 2019
Bertozzi & Casoni. Elogio dei fiori finti. Exhibition view at Museo Morandi, Bologna 2019

Alla Casa Morandi (parte integrata all’interno della struttura del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) il patrimonio lasciato dal pittore bolognese della Metafisica è sconfinato e si compone di ampie raccolte di dipinti di ogni dimensione e periodo. Nel corridoio centrale però, i fiori di Morandi escono dalla tela e diventano scultura, grazie al lavoro del duo Bertozzi&Casoni (Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni) che si è confrontato con le opere nel museo. Tre vasi di rose, simili eppure diversi tra di loro, si fanno tridimensionali grazie all’abilità che contraddistingue gli artisti di creare lavori in ceramica iperrealistici, imitando la natura e al tempo stesso stravolgendola attraverso inaspettati accostamenti.

Bertozzi & Casoni – Elogio dei fiori finti
Fino al 6 gennaio 2020

CASA MORANDI
Indirizzo Via Fondazza 36, Bologna

 Aperture Strardinarie:
6 gennaio: 10 – 18.30

FELLINI AL CASTEL SISMONDO DI RIMINI

FELLINI 100 – “Tutto si immagina"
FELLINI 100 – “Tutto si immagina”

Il 2020 è l’anno del grande Federico Fellini: a cento anni dalla sua nascita, la città romagnola rende omaggio alla sua figura e alla sua produzione attraverso un palinsesto di appuntamenti ed eventi che durerà 12 mesi. Tra questi, da non perdere è la mostra in corso FELLINI 100 – “Tutto si immagina”, allestita a Castel Sismondo, nel centro storico. Un percorso progettato da Studio Azzurro di Milano che racconta la storia d’Italia con gli occhi del grande regista, a partire dagli anni Venti e Trenta, passando per il dopoguerra, e finendo con le pellicole degli anni Ottanta. Esposti taccuini, disegni, fotografie, abiti di scena, interviste, lettere, sceneggiature e filmati tratti dall’Istituto Luce e dalle Teche Rai. La mostra resterà a Rimini fino a marzo 2020, per poi fare un giro planetario a Berlino, Mosca e Los Angeles. Sarà un “assaggio” del vero Museo Fellini che verrà aperto al pubblico verso la fine dell’anno, espandendosi su tre sedi: espanderà tra Castel Sismondo, Palazzo Valloni e “Piazza dei Sogni”, un itinerario per la città.

 “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”
Fino al 15 marzo 2020
Castel Sismondo
Piazza Malatesta, Rimini

Aperture straordinarie
20 gennaio: dalle 10 a tarda notte
6 gennaio: 10 – 23

DOPPIO STEVE MCCURRY: A FORLÌ E MODENA 

Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry
Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry

Gli scatti di Steve McCurry non smettono di attrarre il grande pubblico e vengono esposti in due mostre a Forlì e Modena. Che si tratti di ritratti, paesaggi, viste urbane o still life, il fotografo americano ci dimostra che è possibile lavorare su una tematica e fotografarla in giro per tutto il mondo, dandole un significato universale. Così succede a Forlì, con la mostra Cibo allestita ai Musei San Domenico: il nutrimento diventa necessità che accomuna ogni essere vivente, e al tempo stesso rivela la diversità e la ricchezza legato a ogni cultura. Un altro tema fondamentale è Leggere, alle Gallerie Estensi di Modena. In tutto il mondo, McCurry immortala persone intente nella lettura come atto di sopravvivenza di una civiltà, del sapere, della propria identità.

Steve McCurry, Cibo
Dal 21 settembre al 6 gennaio 2020
Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì

 Aperture straordinarie:
6 gennaio: 9.30 – 19.00

Steve McCurry, Leggere
Fino al 6 gennaio 2020
Gallerie Estensi
Sala Mostre – Palazzo dei Musei
Largo Porta Sant’Agostino, 337, Modena

LUDOVICO CARRACCI A PIACENZA

Ludovico Carracci, Conversione di Saulo, 1587-88. Bologna, Pinacoteca Nazionale
Ludovico Carracci, Conversione di Saulo, 1587-88. Bologna, Pinacoteca Nazionale

Piacenza celebra Ludovico Carracci a 400 anni dalla sua scomparsa, con una serie d’iniziative che avranno come fulcro la Cattedrale. In particolare, L’arte della Controriforma mira a sottolineare l’influenza che il pittore seicentesco ebbe in area piacentina e si snoda attraverso un percorso che sale fino alla cupola del Duomo.  Attraverso affacci da matronei finora inaccessibili e appositamente resi agibili, i visitatori possono fruire del ciclo pittorico realizzato tra 1605 e 1609 nel presbiterio e nell’abside dallo stesso Carracci assieme a Camillo Procaccini e ad altri collaboratori. Una chicca della mostra è la tela di San Martino che dona il mantello a un povero, finora conservata in Cattedrale in una posizione inaccessibile e ora oggetto di un nuovo allestimento alla portata dei visitatori.

LUDOVICO CARRACCI A PIACENZA. L’arte della Controriforma
Fino al 6 gennaio 2020
Museo della Cattedrale
via Prevostura, 7, Piacenza

Aperture:
4-5 gennaio dalle 15 alle 18

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.