Quel mazzolin di fiori. Bertozzi & Casoni a Bologna

Museo Morandi, Bologna – fino al 6 gennaio 2020. Solo degli scultori straordinari e un maestro della pittura possono permettersi di elogiare i fiori finti. Bertozzi & Casoni si confrontano con Giorgio Morandi, a cui dedicano tre loro opere in ceramica che, accanto alle tele, innescano un rapporto armonico attraverso il tempo, gli stili e le tecniche.

Di rose, precisamente, è quel “mazzolin” protagonista di un piccolo ma raffinatissimo focus espositivo allestito nel corridoio centrale del Museo Morandi di Bologna: uno stesso soggetto è infatti ritratto nei dipinti di Giorgio Morandi e nelle sempre sorprendenti ceramiche del duo imolese formato da Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni. Le rose del pittore bolognese, ancora oggi conservate nella casa di via Fondazza, erano essiccate o di seta: fiori finti, destinati a raccogliere la polvere, “creando effetti tonali a Morandi per nulla sgraditi e forse per questo volutamente ricercati”. E altrettanto finte sono le rose di Bertozzi & Casoni, la cui abilità nel comporre opere in ceramica è fuori discussione, come fuori discussione è la loro profonda riflessione sulle capacità dell’arte di imitare la natura, al contempo stravolgendola e creando, con accostamenti particolari, contesti inediti che talvolta sfiorano il Surrealismo. I tre vasi realizzati in omaggio a Morandi, vere e proprie sculture dipinte, rievocano quel senso fiammingo di natura morta che è anche memento mori, meditazione sulla caducità della vita e delle cose materiali; non a caso sui petali si appoggiano tranquilli dei coleotteri; “la vita. Finta sì, ma che par vera”, sentenzia un ammirato Eugenio Riccomini nella presentazione della mostra.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoBertozzi & Casoni - Elogio dei fiori finti
Vernissage12/10/2019
Duratadal 12/10/2019 al 06/01/2020
Autore Bertozzi&Casoni
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCASA MORANDI
IndirizzoVia Fondazza 36 - Bologna - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.