Biennale d’Arte 2019, Rada Boukova e Lazar Lyutakov rappresentano la Bulgaria a Venezia

Riflette sulla contrapposizione tra le tradizioni artigianali secolari e la contemporanea produzione industriale la mostra che la Bulgaria proporrà a Venezia in occasione della prossima Biennale d’Arte

Padiglione Centrale -Giardini - Photo by Andrea Avezzu - Courtesy of La Biennale di Venezia
Padiglione Centrale -Giardini - Photo by Andrea Avezzu - Courtesy of La Biennale di Venezia

Rada Boukova e Lazar Lyutakov sono gli artisti che rappresenteranno la Bulgaria alla 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. How We Live è il titolo della mostra ospitata all’interno del Padiglione Bulgaro, a Palazzo Giustinian Lolin, che riflette sul “concetto di tradizioni artigianali secolari, contrapposte alla produzione industriale su vasta scala di prodotti standard e accessibili che si inseriscono nella vita contemporanea”, si legge nella nota stampa ufficiale del Padiglione.

IL PADIGLIONE DELLA BULGARIA ALLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2019

Per How We Live Rada Boukova e Lazar Lyutakov hanno realizzato opere appositamente pensate per gli spazi di Palazzo Giustinian Lolin, dando vita a una contrapposizione semantica e visiva tra gli interventi d’arte contemporanea e lo storico edificio realizzato dall’architetto veneziano Baldassare Longhena nel XVII secolo (e oggi sede della Fondazione Ugo e Olga Levi). Nella sua installazione, Rada Boukova introduce elementi di materiali sintetici per l’edilizia industriale da riutilizzare come elementi decorativi, funzionali o come pittura astratta: “i moduli con cui lavoro sono oggetti trovati, in un certo senso; vengono come prodotti finiti e io li metto insieme in modo significativo”, spiega l’artista. “Dopo la fine della mostra, i pannelli smontati possono essere riutilizzati come materiali da costruzione. Tutto ciò che faccio può essere restituito al ciclo di consumo”. Lazar Lyutakov invece indaga sui processi di produzione e consumo realizzando un ciclo di sculture in vetro acrilico, combinato con vetro lavorato a mano: “il vetro si presenta sotto forma di bicchieri grossolanamente pieni di piccole imperfezioni, che rivelano non solo il lavoro manuale nella produzione degli oggetti ma anche l’uso di vetro riciclato”, racconta Lyutakov. “Il mercato per il quale questi bicchieri sono stati realizzati richiede che siano economicamente accessibili, il che influisce sulla quantità di tempo necessaria per produrli. Questo porta ad un certo livello di casualità e di imperfezione, che per me avvicina i prodotti alle sculture, perché in realtà li rende unici”.

I PADIGLIONI NAZIONALI ALLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2019

Il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale di Venezia si può considerare ormai delineato, e addirittura abbiamo assistito anche alla defezione del Kazakistan, che ha deciso di annullare la propria partecipazione a causa di tagli di budget (ne abbiamo parlato qui). Poco tempo fa vi abbiamo inoltre parlato della mostra che il curatore Milovan Farronato ha ideato per il Padiglione Italiano, con gli artisti Liliana Moro, Chiara Fumai ed Enrico David. Giusto per fare una veloce panoramica, di recente vi abbiamo svelato le prime anticipazioni sulla cineasta e poetessa Nujoom Alghanem al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, su Danica Dakić e Roman Stańczak che rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe, Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica, Leonor Antunes il Portogallo, Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha l’India e Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu e Miklós Onucsán la Romania.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.