Biennale d’Arte 2019, Mariana Telleria rappresenterà l’Argentina a Venezia

Un’installazione composta da sette sculture monumentali darà forma all’immaginario di Mariana Telleria, artista selezionata per rappresentare l’Argentina alla prossima Biennale di Venezia

Mariana Telleria - El nombre de un país
Mariana Telleria - El nombre de un país

Si intitola El nombre de un país (Il nome di un Paese) la mostra che l’artista Mariana Telleria (Rufino, Santa Fe, 1979) presenterà all’interno del Padiglione dell’Argentina in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Il progetto di Telleria, curato da Florencia Battiti, è stato selezionato tra le 68 proposte presentate per il bando di concorso indetto dal Ministero degli Esteri argentino attraverso la Direzione degli Affari Culturali.

IL PADIGLIONE DELL’ARGENTINA ALLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2019

El nombre de un país consiste in sette sculture monumentali che, come una sorta di bestiario punk frankensteiniano, si presenta come un archivio di sensi sconsacrati, dove l’iconografia religiosa condivide con gli oggetti prodotti dalla cultura popolare, la moda, la spazzatura, lo spettacolo e la natura, una stessa gerarchia orizzontale. “In queste sculture ho evidenziato il mio interesse a lavorare partendo dalla forma delle singole cose, mettendo in risalto, in qualche modo, il concetto che l’unico elemento naturale è in realtà la convivenza caotica tra oggetti vivi e oggetti inerti, tra cultura e natura, tra ordine e distruzione”, spiega Mariana Telleria. “Ogni cosa ha una sua anima, la sua impronta formale e la sua storia materiale. C’è tragedia in tutto, ma in tutto c’è anche qualcosa di vivo”.

UNA BIENNALE AL FEMMINILE

Lo avevamo già accennato qualche tempo fa, ma adesso che manca davvero poco all’inaugurazione della 58. Biennale d’Arte di Venezia, sembrerebbe sempre più chiaro che la prossima edizione sarà all’insegna delle donne. Qualche esempio? Renate Bertlmann per l’Austria, Eva Rothschild per l’Irlanda, Cathy Wilkes per la Gran Bretagna, Laure Prouvost per la Francia, Charlotte Prodger, vincitrice del Turner Prize 2018, per la Scozia, Shirley Tze per Hong Kong, e poi due dei tre artisti scelti dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italiano, ovvero Chiara Fumai e Liliana Moro. E poi Anna K.E. e Shu Lea Cheang per Georgia e Taiwan, Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter per l’Islanda, Larissa Sansour per la Danimarca, Danica Dakić per la Bosnia-Erzegovina, Nujoom Alghanem per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti e İnci Eviner per la Turchia.

– Desirée Maida

Venezia // dall’11 maggio al 24 novembre 2019
Mariana Telleria – El nombre de un país (Il nome di un Paese)
Padiglione Argentina
Sale d’Armi, Arsenale
www.labiennale.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.