L’astrazione pittorica come forma di libertà. Le due mostre di François Reboul a Venezia
Il progetto, articolato tra Spazio SV – ex scoletta San Zaccaria – e l’atelier dell’artista (visitabili rispettivamente fino al 15 agosto e al 22 settembre), riunisce la nuova serie di lavori avviata nel 2020, incentrata su una rilettura personale dell’espressionismo astratto
Dopo un avvio d’anno segnato da importanti collaborazioni – tra cui iniziative legate ai Giochi Olimpici e mostre come quella dell’artista e fotografo digitale Jacopo Di Cera presso Turati Gallery a Milano – Art Events si prepara a una nuova stagione in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Attiva da oltre dieci anni tra Milano e Venezia nella gestione di spazi espositivi e nello sviluppo di progetti culturali di respiro internazionale, la società anima la Laguna con le mostre Beyond Chaos e From Chaos to Freedom dell’artista francese François Reboul, noto per la sua personale rilettura dell’espressionismo astratto. Ospitati tra Spazio SV, ex scoletta San Zaccaria a Campo San Zaccaria (fino al 15 agosto) e, dal 28 agosto, nel suo Atelier di Calle Zoccolo, a Cannaregio, i due progetti intendono restituire al pubblico la dimensione processuale della pittura attraverso immagini che oscillano tra astrazione e figurazione.
Le due mostre dell’artista francese François Reboul a Venezia
Curata da Vittoria Brachi, Beyond Chaos riunisce quaranta dipinti dalle superfici ruvide, segnate dal lavoro del pennello. Il quadro, dunque, non nasconde l’evoluzione del pensiero, ma la rende visibile “ogni elemento pittorico, ogni strato della tela è la testimonianza del passaggio dell’artista con il suo pennello, del colore acrilico sul supporto che scivola o, viscoso, rimane impastato su se stesso formando elementi tridimensionali che brillano o sporgono dalla superficie del quadro”, spiega la curatrice.
Le immagini oscillano tra astrazione e figurazione: parte delle opere mostra corpi, spesso femminili, che emergono e si dissolvono nei colori, fino quasi a perdere consistenza.
La pittura di François Reboul è come un campo di forze
Un altro elemento che distingue il lavoro di Reboul rispetto alla genealogia dell’espressionismo astratto è l’introduzione di una tensione chiaroscurale. Linee scure – nere o blu – attraversano le superfici costruendo margini, suggerendo profondità e articolando uno spazio che non rinuncia del tutto a una dimensione tridimensionale.
La pittura diventa così un campo di forze in cui convivono livelli differenti: scomposizione e ricomposizione, gesto e struttura. Ne deriva un equilibrio instabile, attraverso il quale l’artista si avvicina a una dimensione quasi surrealista e onirica.
L’immagine al limite della dissoluzione
Per Reboul, l’astrazione non coincide con un esercizio puramente formale, ma con una pratica necessaria, tanto che per lui “l’astrazione è una forma di libertà”. Le opere si pongono come rappresentazioni in continua trasformazione, dove linee generano movimenti, suggeriscono traiettorie e attivano nello sguardo dello spettatore un costante processo di riconoscimento e smarrimento. Anche quando il riferimento al corpo emerge con maggiore evidenza, Reboul evita ogni intento descrittivo. Volti e anatomie restano allo stato di traccia, segni minimi ed essenziali ai quali è il colore a conferire intensità emotiva.
Beyond Chaos
Spazio SV, Campo S. Zaccaria, 4693 Venezia
Fino 15 agosto 2026From Chaos to Freedom
Atelier François Reboul, Calle Zoccolo, Cannaregio 2510, Venezia
Dal 28 agosto al 22 novembre 2026
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