L’artista Charlotte Prodger vince il Turner Prize 2018 con un video girato con lo smartphone

L’artista 44enne si aggiudica il prestigioso premio di 25mila sterline per i suoi video realizzati con lo smartphone che coniugano riflessioni su mitologia, paesaggio e identità di genere. Prodger nel 2019 rappresenterà la Scozia alla Biennale d’Arte di Venezia

Charlotte Prodger. Portrait, 2017. Photography © Emile Holba 2018
Charlotte Prodger. Portrait, 2017. Photography © Emile Holba 2018

È Charlotte Prodger la vincitrice dell’edizione 2018 del Turner Prize, premio istituito nel 1984 e tra i più ambiti e prestigiosi dell’arte contemporanea, bramato da tutti gli artisti britannici di nascita o che risiedono in Gran Bretagna che si siano distinti per un importante progetto espositivo. Prodger, nata a Bournemouth nel 1974 e formatasi alla Goldsmiths di Londra e alla Glasgow School of Art, si aggiudica il premio di 25mila sterline sbaragliando gli altri finalisti della competizione: Forensic Architecture, Naeem Mohaiemen e Luke Willis Thompson, ai quali verrà riconosciuto un premio di “consolazione” di 5mila sterline.

LA POETICA DI CHARLOTTE PRODGER

Il lavoro di Charlotte Prodger si contraddistingue per l’utilizzo dell’immagine in movimento, realizzando video con il proprio smartphone dal carattere fortemente poetico e introspettivo, coniugando riflessioni su mitologia, paesaggio e identità di genere, e per la sua capacità di rappresentare il mondo con le sue contraddizioni politiche, religiose e sociali. La giuria del Turner Prize – composta da Oliver Basciano di ArtReview, Elena Filipovic della Kunsthalle Basel, Lisa Le Feuvre della Holt-Smithson Foundation, Tom McCarthy della Royal College of Art e Alex Farquharson, direttore della Tate Britain – ha assegnato il premio a Prodger per la sua mostra BRIDGIT / Stoneymollen Trail alla Bergen Kunsthall: la giuria ha lodato la qualità pittorica del cortometraggio di 32 minuti BRIDGIT, un lavoro che si snoda attraverso associazioni disparate che spaziano da JD Sports, il separatismo lesbo degli anni Settanta fino al registratore del suono di Jimi Hendrix.

NON SOLO TURNER PRIZE

Il 2018 sembra proprio essere l’anno d’oro di Charlotte Prodger: oltre all’appena aggiudicato Turner Prize, l’artista mesi fa è stata scelta per rappresentare la Scozia alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. Il lavoro pensato da Prodger per Venezia consisterà nella creazione di un video che si baserà sulla sua esplorazione prolungata di “queer wilderness”: “crescendo da giovane nell’ambiente rurale dell’Aberdeenshire, so che il paesaggio e la bellezza sono intrinsecamente legati”, ha spiegato l’artista. “E, come qualcuno che si identifica come queer, sono eccitata dai fluidi confini dell’identità, specialmente i confini percepiti di genere e geografia. Il nodo cruciale di questo nuovo lavoro è proprio il punto in cui tutte queste cose entrano in contatto l’una con l’altra”.

– Desirée Maida

www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.