Verso la Biennale Arte di Venezia 2019: sarà la Biennale delle donne?

Da Eva Rothschild a Laure Prouvost, l’Austria, la Francia, l’Irlanda e il Regno Unito puntano sulle artiste donne per i padiglioni nazionali della prossima 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia. È solo un caso o è una tendenza?

Biennale di Architettura Ph Francesca Galli
Biennale di Architettura Ph Francesca Galli

A pochi giorni dalla preview della 16. Mostra Internazionale di Architettura, curata da Yvonne Farrell and Shelley McNamara, fondatrici dello studio Grafton Architects, iniziano a trapelare le prime notizie ufficiali sulla prossima 58. Mostra Internazionale d’Arte, che si terrà a Venezia tra l’11 maggio e il 24 novembre 2019, a cura di Ralph Rugoff. Occhi puntati sui padiglioni nazionali che, per il momento, vedono nelle scelte una netta supremazia femminile: solo un caso o una vera e propria tendenza?

I PADIGLIONI NAZIONALI

Ad eccezione per la Finlandia che ha scelto per il suo padiglione Miracle Workers Collective, un collettivo formato non solo da artisti ma anche da curatori, scrittori e registi, gli altri paesi che hanno annunciato i nomi degli artisti che li rappresenteranno alla prossima Biennale d’arte, hanno deciso di puntare su artiste donne. Che sia una casualità o meno, l’alta (per ora) presenza femminile resta un dato da evidenziare. Dalla giovane (ma lanciatissima) Laure Prouvost per la Francia alla femminista militante Renate Bertlmann, ecco come si disegna la mappa dei primi padiglioni annunciati.

EVA ROTHSCHILD PER L’IRLANDA

Eva Rothschild
Eva Rothschild

 

Il Ministro della Cultura irlandese ha comunicato che sarà Eva Rothschild (Dublino, 1972) a rappresentare l’Irlanda alla Biennale di Venezia del 2019. La curatrice del padiglione irlandese è un’altra donna: Mary Cremin, direttrice della Void Gallery di Derry. Nata a Dublino, ma da anni residente a Londra, la Rothschild è nota per le sue sculture e per le installazioni che si collocano su una linea di continuità rispetto al Minimalismo degli anni Sessanta. L’artista ha dichiarato che intende portare a Venezia un lavoro dalle forti connotazioni politiche.

RENATE BERTLMANN PER L’AUSTRIA

Felicitas Thun Hohenstein, Renate Bertlmann, Gernot Blumel. Photo Renate Aigner
Felicitas Thun Hohenstein, Renate Bertlmann, Gernot Blumel. Photo Renate Aigner

Per la Biennale del 2019, l’Austria punta, invece, sulla settantacinquenne Renate Bertlmann(Vienna, 1943) artista femminista da sempre impegnata in una ricerca estetica che mette in relazione le forme maschili con quelle femminile, attraverso un linguaggio audace e anticonformista. Durante la carriera, lunga 50 anni, la Bertlmann ha affrontato argomenti come le disparità sociali, il sessismo, il fallocentrismo, la violenza sessuale e la gravidanza, attraverso i linguaggi della performance, della fotografia, della pittura e della scultura. “Sono felice del mio meraviglioso compito di progettare il Padiglione austriaco a Venezia”, ​​ha dichiarato Renate Bertlmann, appena è stata ufficializzata la notizia della sua nomina, “I contenuti e l’estetica radicali e la volontà di rischiare sono i pilastri principali del mio lavoro artistico. Le mie visioni, che mi hanno guidata per 50 anni, troveranno quindi un’espressione autentica in questo luogo”. Il padiglione austriaco è curato da Felicitas Thun-Hohenstein.

CATHY WILKES PER LA GRAN BRETAGNA

Cathy Wilkes a Milano
Cathy Wilkes a Milano

Sarà Cathy Wilkes (Belfast, 1966) a rappresentare la Gran Bretagna al Padiglione nazionale della 58ma Biennale di Venezia. L’annuncio è stato dato dal British Council, l’ente che si occupa di diffondere la cultura e la lingua britanniche negli altri Paesi e che dal 1937 si occupa della gestione del Padiglione. Per la terza volta consecutiva, la Gran Bretagna sceglie una donna per il suo Padiglione, dopo Sarah Lucas nel 2015 e Phyllida Barlow nel 2017.  La Wilkes, che vive e lavora a Glasgow, è stata scelta da una giuria composta da nove curatori, ciascuno dei quali aveva presentato una shortlist di sei artisti. Famosa per le sue installazioni che ricreano ambientazioni domestiche intime, ma al tempo stesso stranianti anche grazie all’uso dei manichini, l’artista pone l’accento sulle dinamiche sociali e culturali dell’età contemporanea. Nominata per il Turner Prize nel 2008, la Wilkes ha recentemente esposto per una personale al MoMa PS1 di New York. Anche in questo caso il padiglione è curato da una donna: Zoe Whitley, curatrice alla Tate Modern.

LAURE PROUVOST PER LA FRANCIA

Laure Prouvost
Laure Prouvost

Sarà Laure Prouvost (Lille, 1978) l’artista a rappresentare la Francia durante la Biennale d’Arte del 2019. Più giovane rispetto alle colleghe degli altri padiglioni nazionali, la Prouvost è stata scelta da Jean-Yves Le Drian, ministro dell’Europa e degli affari esteri, e Françoise Nyssen, ministro della cultura, per il suo alto profilo internazionale. L’artista, che ha vinto il Turner Prize in 2013, ha all’attivo numerose mostre in istituzioni prestigiose sia in Francia che all’estero. “Il comitato di esperti”, si legge nel comunicato stampa emesso dal ministero della cultura, “ha valutato in particolare la capacità della Prouvost di affrontare argomenti tanto intimi quanto universali utilizzando medium estremamente diversi”.

– Mariacristina Ferraioli

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AutoriEva Rothschild, Renate Bertlmann , Cathy Wilkes, Laure Prouvost , Sarah Lucas
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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