Biennale d’Arte 2019, Larissa Sansour rappresenterà la Danimarca a Venezia

Si va componendo di ulteriori tessere il grande mosaico delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. In attesa di scoprire chi saranno i tre artisti scelti dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italia, ecco chi è l’artista che rappresenterà la Danimarca…

Larissa Sansour, In the Future 2
Larissa Sansour, In the Future 2

Solo pochi giorni fa vi parlavamo di Hwayeon Nam, Siren Eun Young Jung e Jane Jin Kaisen, le tre artiste scelte dalla curatrice Hyunjin Kim per rappresentare la Corea alla prossima 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Adesso invece è la Danimarca a rivelare il nome dell’artista che porterà in Laguna: si tratta di Larissa Sansour (Gerusalemme, 1973), artista palestinese nota per affrontare tematiche storicopolitiche intercalandole in contesti fantascientifici attraverso i linguaggi del cinema, della fotografia, dell’installazione e della scultura.

Larissa Sansour, In the Future 2
Larissa Sansour, In the Future 2

IL PADIGLIONE DANESE TRA STORIA E FINZIONE

Le opere di Larissa Sansour, che spesso raccontano di conflitti e sfollamenti all’interno e anche oltre i territori della Palestina, situano gli eventi di attualità in una dimensione fantascientifica. Nel suo film A Space Exodus (2009), ad esempio, l’artista si immagina come il primo palestinese a viaggiare sulla Luna. “È un grande onore per me rappresentare la Danimarca alla Biennale di Venezia”, ha dichiarato Sansour. “È sempre stato un mio grande sogno esporre ai Giardini, ed è una sensazione molto speciale riuscire a sviluppare una nuova serie di opere per il Padiglione Danese”. “Abbiamo scelto Larissa Sansour perché la sua arte affronta questioni rilevanti, non solo per la Danimarca ma anche per il resto del mondo”, ha spiegato Lisette Vind Ebbesen, presidente del comitato per il finanziamento dei progetti di arti visive della Danish Arts Foundation. “Analizza le attuali questioni politiche e gli aspetti più universali della condizione umana associata all’identità e al senso di appartenenza. La buona arte funziona come stimolo per il dialogo, e crediamo che Larissa Sansour realizzi ciò in modo molto emozionante nella sua arte”.

GLI ALTRI PADIGLIONI (IN ATTESA DI QUELLO ITALIANO)

Con la Danimarca continua a configurarsi il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. Oltre alla già citata Corea, molti paesi hanno già svelato i nomi degli artisti (e in alcuni casi hanno anche dato alcune anticipazioni sui progetti in mostra) che li rappresenteranno alla kermesse.  Il Miracle Workers Collective, crew formata da artisti, registi, scrittori, intellettuali, performer e attivisti, rappresenterà la Finlandia, mentre alla femminista Renate Bertlmann e Laure Prouvost sono stati rispettivamente affidati i Padiglioni dell’Austria e della Francia. Kris Lemsalu, invece, rappresenterà l’Estonia – il cui Padiglione il prossimo anno sarà ospitato in un edificio industriale alla Giudecca, isola che nel 2017 ha già accolto i padiglioni del Portogallo, del Kenya e dell’Islanda – con Fountain, performance in cui saranno coinvolti musicisti e gli spettatori saranno invitati a partecipare a un “mondo fantasy reale e fiabesco”. Sun and Sea è il titolo del progetto presentato da Nida Art Colony per la Lituania, mentre Charlotte Prodger rappresenterà la Scozia, con un lavoro video che descriverà la sua esperienza di “queer wilderness”. Honk Kong, invece, affiderà il proprio Padiglione all’artista Shirley Tse con un progetto promosso da M+ Museum. La Nuova Zelanda sarà rappresentata a Venezia da Dane Mitchell, gli Stati Uniti dallo scultore Martin Puryear e i Paesi Nordici dal suo dei nabbteeri e da Ane Graff e Ingela Ihrman. E l’Italia? I nomi dei tre artisti coinvolti nel progetto del curatore Milovan Farronato ancora si fanno attendere…

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.