La Bevilacqua La Masa di Venezia replica: “Noi una fondazione decaduta? Tutt’altro”

In risposta all’articolo di Angela Vettese, che si chiedeva cosa fosse rimasto del lustro internazionale della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, il presidente Bruno Bernardi dice la sua

La rappresentazione del periodo 2016-2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, tratteggiata da Angela Vettese sul numero di maggio-giugno di Artribune, omette alcuni fatti rilevanti (quale ne sia la motivazione, non importa) tanto da offrire un’immagine irriconoscibile del lavoro fatto dallo staff e dal consiglio di amministrazione della Fondazione.

Gli studi d’artista della Fondazione Bevilacqua La Masa

Nel 2016, quando ci siamo insediati dopo la presidenza Vettese, abbiamo trovato 12 studi d’artista, non 14, dato che due erano stati abbandonati in condizioni talmente fatiscenti da non poter essere assegnati. Li abbiamo restaurati, acquisendo la disponibilità di un ulteriore atelier, mentre ben 10 studi si sono aggiunti più recentemente, grazie all’accordo con la Fondazione Musei Civici Venezia, presso l’Emeroteca dell’Arte, una struttura restaurata a Mestre che consente di ospitare anche collettivi di artisti e di aprire a ulteriori forme espressive del contemporaneo. Nella nostra squadra Monica Folin segue il mantenimento di tutte le sedi, degli studi in particolare, al migliore livello: non c’è e non c’è stata nessuna necessità che qualcuno si ergesse a “difensore degli atelier” come sostenuto da Vettese. E difendere da chi? Da chi ne ha aumentato numero, qualità e funzioni?

Le mostre internazionali

Un tempo, fa intendere la mia illustre predecessora, Bevilacqua La Masa poteva contare sulla presenza di curatori di grande esperienza come Milovan Farronato. Un tempo? Ma Milovan Farronato ha continuato a trovare nella nostra Fondazione un supporto adeguato al suo lavoro, tanto da tornare presentando nel 2024 Guglielmo Castelli sostenuto da galleristi di caratura internazionale come Mendes Wood DM e Rodeo, poi con Patricia Leite lo scorso anno ancora per Mendes Wood DM e Thomas Dane Gallery, mentre il 4 maggio, pochi giorni fa, ha inaugurato Giangiacomo Rossetti. The Dead ancora con il sostegno di Mendes Wood DM nella nostra sede di Palazzetto Tito. Pervasiva, in tutte le mostre, la presenza cordiale di Umberto Marzola, che anche ora, dopo la pensione, non fa mancare la testimonianza del suo affetto per l’Istituzione.

Fondazione Bevilacqua La Masa, 108ma Collettiva Giovani Artisti. Foto Margherita Villani
Fondazione Bevilacqua La Masa, 108ma Collettiva Giovani Artisti. Foto Margherita Villani

La Collezione Bevilacqua La Masa

Negli ultimi anni la nostra squadra, e Claudio Donadel in particolare, è stata impegnata nella ricostruzione della Collezione Bevilacqua La Masa recuperando opere di proprietà dell’Istituzione acquisite attraverso premi d’acquisto prima del 2016 e da allora lasciate per anni in custodia agli artisti. L’inventario e il recupero delle opere sono state operazioni delicate sotto molti profili ma hanno messo a disposizione del pubblico una preziosa testimonianza dell’evoluzione dell’ambiente artistico lungo più di un secolo, facendo risaltare il ruolo della Fondazione Bevilacqua La Masa. La Collezione è stata esposta per la prima volta fuori Venezia, a cura di Stefano Coletto, presso il Museo Ettore Fico di Torino e troverà ora adeguata sistemazione nella sede dei Santi Cosma e Damiano in Giudecca.

I numeri della Fondazione Bevilacqua La Masa

L’articolo di Artribune accenna anche al budget e al flusso di risorse che si sarebbe affievolito dopo il fatidico 2016, anno dal quale siamo stati privati della presidenza Vettese. Capisco che trarre diletto dalla lettura della contabilità pubblica sia un piacere riservato a pochi, ma con un po’ di pazienza e restando agli ultimi 4 anni e mezzo, potremmo rilevare che le mostre hanno generato cassa per un milione: 103 mila euro nel 2022, 167 mila nel 2023, 364 mila nel 2024, 182 mila nel 2025 e 183 mila fino ad aprile 2026, permettendo di finanziare viaggi e permanenze all’estero dei nostri assegnatari, scambi di artisti con altre organizzazioni estere analoghe, partecipazione a fiere come espositori, disponibilità di un curatore dedicato in via esclusiva ad affiancare i giovani in residenza lungo tutta la loro permanenza negli atelier e da qualche mese la disponibilità di un servizio professionale di comunicazione.

Arte Fiera di Bologna, che dal 2022 accoglie uno stand dei nostri giovani, ha riconosciuto la qualità del lavoro di Bevilacqua La Masa raddoppiando lo spazio concesso gratuitamente, portandolo a 32 metri quadri negli ultimi due anni. La partecipazione a questo evento consente ai giovani un contatto reale, ma senza rischi, con il mondo nel quale si apprestano a vivere.

Atelier Giudecca. Photo Matteo de Mayda
Atelier Giudecca. Photo Matteo de Mayda

La Fondazione Bevilacqua La Masa e l’accesso ai bandi nazionali e internazionali

Tutta la nostra squadra, in particolare Matilde Ferrarin, Stefano Coletto e Chiara Toso, ha colto subito l’opportunità offerta dai bandi europei CreArt: Bevilacqua La Masa ha dimostrato credibilità sufficiente per essere capofila, non solo associato, di progetti con partenariato internazionale, progetti che si sono affermati in un esigente contesto europeo, costruendo collaborazioni e scambi con la Fundacion Bilbao Arte utilizzati per arricchire l’esperienza dei nostri giovani. Analoghe considerazioni valgono a livello nazionale con le risposte ai bandi del PAC-Piano per l’Arte Contemporanea che sostiene opere e creatività destinate all’incremento del patrimonio pubblico. Dalla partecipazione a CreArt e al PAC abbiamo ottenuto 86 mila euro nel 2023, 143 mila nel 2024, 102 mila nel 2025, 106 mila nella prima metà dell’anno corrente. Immacolata Ponticiello ha curato la parte amministrativa. I nostri bilanci, tranne un esercizio, hanno sempre chiuso in utile: detto altrimenti, in questi dieci anni abbiamo prodotto, e non eroso, risorse pubbliche. Crediamo che l’impegno gestionale che abbiamo profuso abbia una ricaduta sociale anche in ambito economico. Ha fatto di meglio la gestione precedente?

Tutto il lavoro in più necessario per il recupero della Collezione Bevilacqua La Masa, i bandi europei e i bandi nazionali è stato sviluppato dalla nostra squadra, anche grazie a un clima assai diverso dalle cupezze dell’istituzione ripiegata su se stessa, decaduta, come adombrato da Vettese. Va anche detto che, se queste iniziative continueranno a caratterizzare il futuro, sarà necessario ripensare alla struttura dello staff.

La collaborazione tra Bevilacqua La Masa e le gallerie private

E infine il tema della collaborazione con le gallerie private, un rapporto che ha fatto maturare competenze agli effettivi di BLM e che abbiamo sempre visto come strumentale all’aumento delle opzioni offerte ai nostri giovani artisti. Tra le presenze internazionali cito le Gallerie Contini con le quali il rapporto si articola lungo tutto il decennio. In collaborazione con Saatchi Yates, nel 2023 abbiamo organizzato Captcha 2826 una mostra di Pascal Sender. Con il Museum of Latin American Art (MOLAA) di Long Beach e la sua curatrice, Gabriela Urtigara, abbiamo portato nel 2024 Betsabeé Romero in Piazza. Più recente il contatto con Tornabuoni Art di Parigi che, tra l’altro, ha finanziato un importante lavoro di ammodernamento / efficientamento della nostra sede di San Marco, dove è in corso Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes con la partecipazione del Musée Picasso e l’indispensabile sostegno della Fondazione Musei Civici che ha contrattualmente garantito per noi.

Solo da gennaio 2023 a oggi, in tre anni e mezzo abbiamo realizzato 47 mostre, 62 eventi, sei periodi di residenze di critici e artisti, come si può leggere nei “diari” che aprono i cataloghi delle Collettive Giovani Artisti della 106ma, 107ma e 108ma edizione, oppure consultando il sito web.

Fondazione Bevilacqua La Masa, 108ma Collettiva Giovani Artisti. Photo Margherita Villani
Fondazione Bevilacqua La Masa, 108ma Collettiva Giovani Artisti. Photo Margherita Villani

L’impegno della Fondazione Bevilacqua La Masa

È tutto il contesto di opportunità sopra delineato che attrae i giovani artisti, lo stesso che ci rende credibili quando otteniamo 10 grandi studi attrezzati in più, perché le risorse arrivano più facilmente dove c’è credibilità e reputazione. A “tenere alto il livello della partecipazione giovanile” non c’è l’arcigna volontà di una persona, come sembra credere Vettese, è piuttosto l’attrattività della complessiva “proposta Bevilacqua La Masa” ad attivare un gran numero di candidati – in 132 hanno risposto all’ultimo bando, a fronte dei 22 del 2016 – e a permettere quindi l’“alto livello della partecipazione giovanile” che sta molto a cuore anche a noi. Giusto il lascito di Felicita.

Sine ira et studio,

Bruno Bernardi

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