Si intensifica la protesta degli artisti contro i “Leoni dei Visitatori” per la Biennale di Venezia 2026
Sono oltre 100 gli artisti, i curatori e i collettivi che chiedono di essere esclusi dal nuovo sistema di premiazione introdotto dalla Biennale dopo le dimissioni della Giuria Internazionale. Al centro della contestazione? L'autonomia delle procedure di valutazione e il ruolo dell'istituzione
A poco più di un mese dall’apertura della 61esima Biennale Arte di Venezia, la crisi innescata dalle dimissioni della Giuria Internazionale non si arresta. A sollevare nuove critiche è ora un gruppo composto da oltre cento tra artisti, collettivi, curatori e rappresentanti dei Padiglioni Nazionali, che contesta apertamente l’introduzione dei nuovi Leoni dei Visitatori, il sistema di votazione popolare annunciato dalla Biennale poche ore dopo le dimissioni della giuria nominata dalla direttrice artistica prematuramente scomparsa Koyo Kouoh. Un sistema sul quale avevamo già espresso diversi dubbi sul suo funzionamento.
Dalle dimissioni della giuria ai “Leoni dei Visitatori”
Ricostruendo i fatti: si parte il 22 aprile, quando la Biennale aveva annunciato i membri della Giuria Internazionale, gli stessi che il giorno dopo avrebbero deciso di escludere dalla competizione alcuni padiglioni interessati da indagini della Corte Penale Internazionale (ovvero Russia e Israele). Infine, il 30 aprile i giurati si sono dimessi collettivamente.
La risposta della Fondazione non è stata la nomina di una nuova giuria né la sospensione dei premi, bensì quella di annunciare un nuovo meccanismo di assegnazione, i cosiddetti Leoni dei Visitatori, affidati al pubblico pagante attraverso un sistema di tracciamento dei biglietti in grado di verificare la presenza nelle sedi dei Giardini e dell’Arsenale. Una soluzione che sarebbe stata elaborata in tempi troppo rapidi per garantire chiarezza e trasparenza. Così, a distanza di settimane dall’annuncio, restano infatti poco definiti diversi aspetti relativi alle modalità di voto, alla gestione delle candidature e all’effettivo funzionamento del sistema.
La lettera per il ritiro dai “Leoni dei Visitatori” alla Biennale di Venezia 2026
Il dissenso si è concretizzato il 9 maggio, giorno di apertura al pubblico della mostra, quando cinquantadue artisti della mostra internazionale In Minor Keys e sedici partecipanti ai Padiglioni Nazionali hanno comunicato la propria intenzione di ritirarsi dalla competizione dei nuovi premi. Il numero dei firmatari è successivamente cresciuto fino a raggiungere sessantasette artisti della mostra centrale e trentanove rappresentanti dei Padiglioni. Il dissenso non era in merito al coinvolgimento del pubblico nei processi di valutazione, piuttosto il contesto (caotico) in cui il nuovo premio è stato introdotto. Secondo i firmatari, l’istituzione dei Leoni dei Visitatori rappresenterebbe un modo per aggirare politicamente e simbolicamente le dimissioni della giuria, invece di affrontarne le cause.
Nella lettera si legge inoltre che la Biennale avrebbe continuato a includere nei materiali di voto i nomi di artisti che avevano già espresso formalmente la volontà di non partecipare. Una circostanza che, secondo i firmatari, genererebbe confusione nei visitatori e costituirebbe una mancanza di rispetto nei confronti delle loro decisioni. Gli artisti chiedono pertanto la rimozione immediata dei propri nomi da ogni contenuto collegato ai premi e l’annullamento di eventuali voti già espressi.
Secondo quanto dichiarato dal gruppo, nessuna delle comunicazioni inviate alla Fondazione avrebbe ricevuto risposta fino al 3 giugno, data in cui i firmatari hanno deciso di rendere pubblica la vicenda e valutare ulteriori iniziative, comprese possibili azioni legali.
Chi sono gli artisti firmatari della protesta?
Tra i sessantasette artisti della mostra internazionale figurano nomi di primo piano della scena contemporanea come:Laurie Anderson, Alfredo Jaar, Zoe Leonard, Walid Raad, Otobong Nkanga, Avi Mograbi, Carolina Caycedo, Sammy Baloji, Éric Baudelaire, Guadalupe Maravilla, Uriel Orlow e Joana Hadjithomas con Khalil Joreige, accanto a numerosi altri artisti, collettivi ed eredi coinvolti nel progetto curatoriale In Minor Keys.
Alla protesta hanno aderito inoltre trentanove partecipanti ai Padiglioni Nazionali, provenienti da oltre trenta rappresentanze internazionali tra cui l’artista piacentina Chiara Camoni che rappresenta l’Italia in Con te, con tutto a cura di Cecilia Canziani.
A lei fanno seguito Lubaina Himid per la Gran Bretagna, Florentina Holzinger per l’Austria,Yto Barrada per la Francia, Oriol Vilanova per la Spagna, Zhanna Kadyrova per l’Ucraina, Farah Al Qasimi per gli Emirati Arabi Uniti, Pavel Brăila per la Moldova e Fiona Pardington per Aotearoa Nuova Zelanda, insieme a numerosi curatori, commissari e membri dei rispettivi team.
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