l Boards of Canada tornano con un nuovo album. Dopo 13 anni dal precedente
Ottime notizie per tutti i fan dei Boards of Canada: il celebre duo scozzese sta per pubblicare un nuovo disco dopo 13 anni. Nell’attesa della sua uscita, prevista per il 29 maggio, vi mostriamo un trailer misterioso…
Sui rumor di un possibile ritorno dei Boards of Canada, in occasione del trentennale del loro primo EP, ne avevamo già parlato nel dicembre del 2024; e adesso, dopo un’assenza dalle scene di oltre un decennio, quel momento è finalmente arrivato. A darne l’annuncio è stata di recente una enigmatica campagna pubblicitaria che ha fatto impazzire Internet diventando subito virale sui social.
Chi sono i Boards of Canada
Annoverati tra i profeti dell’Intelligent Dance Music, i fratelli Michael e Marcus Eoin Sandison nascono in Scozia nei primi Anni ’70 all’interno di una famiglia di musicisti. Artisticamente attivi fin da giovanissimi, i due raccolgono nel tempo collaborazioni e progetti vari che li portano a un accumulo cospicuo di registrazioni, demo, e campioni recuperati in parte per i successivi lavori discografici. Influenzati dai viaggi in territorio canadese – per motivi legati al lavoro del padre –, i BoC devono il loro nome al fascino nei confronti dei documentari e delle trasmissioni prodotte dalla storica compagnia cinematografica National Film Board of Canada: un’attrazione che li spingerà a comporre quei loro peculiari paesaggi sonori sui quali si stagliano i ricordi di un’infanzia sbiadita ma sempre presente. Figli di una certa cultura “Do It Yourself”, nonché di tecnologie ed estetiche fortemente analogiche, i Boards of Canada escono alla scoperta a metà Anni ‘90 con gli EP Twoism, Hi-Scores, e Aquarius. Già adocchiati da Sean Booth degli Autechre, nell’incredibile fermento artistico della scena britannica di quel periodo, i due entrano a far parte dalla leggendaria Warp Records che nel 1998 dà alle stampe una vera e propria pietra miliare dell’elettronica: Music Has the Right to Children.
Il successo dei Boards of Canada
Ancestrale e avveniristico allo stesso tempo, il sound del duo è caratterizzato da una sublime nostalgia di fondo fatta di echi da dimensioni lontane, dilatazioni temporali e rarefatte atmosfere psichedeliche: un percorso creativo arricchitosi nel tempo anche di suggestioni varie che vanno dalla numerologia ai culti religiosi come attesta l’oscuro capolavoro del 2002, Geogaddi.
Criptici e riservati, nel corso della loro carriera i BoC non hanno mai amato i riflettori concedendosi raramente a interviste ed esibizioni pubbliche: un modus vivendi che, insieme al numero ridotto di album, ha contribuito ad alimentare l’accattivante aura di mistero che li avvolge da sempre. Nonostante questo, sono comunque riusciti a coltivare un grande successo che li ha visti apparire musicalmente in spot pubblicitari, programmi televisivi, serie tv come CSI: Miami, Skins, Six Feet Under, e film quali Now is Good, Sinister, e Le conseguenze dell’amore, di Paolo Sorrentino.
La campagna di comunicazione di “Inferno”, il nuovo disco dei Boards of Canada
E così, dopo il minaccioso Tomorrow’s Harvest del 2013, i Boards of Canada sono piombati in un lungo silenzio tombale, fatta eccezione per un set pubblicato da NTS nel 2019. Tutto questo fino a tre settimane fa. Agli inizi di aprile 2026 alcuni fan del duo hanno cominciato ad affermare su Reddit di aver ricevuto una strana VHS collegabile in qualche modo ai nostri eroi.
Giorni dopo, in pieno stile guerrilla marketing by Warp, dei conturbanti manifesti con un familiare logo esagonale sopra sono stati avvistati in città quali Londra, Manhattan, e Los Angeles. Parallelamente, sull’account YouTube del duo è stato pubblicato un nuovo video (Tape 05) che ha contribuito a generare un hype esploso definitivamente il 22 aprile scorso con l’annuncio ufficiale del lancio del nuovo disco. E quale periodo storico migliore se non questo per dare alle stampe un’ultima rivelazione firmata BoC? Intitolato Inferno, il nuovo LP dei Boards of Canada conterrà ben 18 tracce e sarà disponibile dal 29 maggio.
Valerio Veneruso
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