Compie 50 anni l’album “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano. Ecco perché è ancora attuale

Dopo mezzo secolo, l’album "Mio fratello è figlio unico" di Rino Gaetano continua a far pensare intere generazioni. Ripercorriamone la storia a partire da maggio 1976

Usciva nel maggio del 1976 il secondo album in studio di Rino Gaetano, che contiene due tra le sue più note canzoni, Berta filava e l’eponima Mio fratello è figlio unico, simboli di una società che reggeva materialmente ma si sfaldava moralmente. Con un atteggiamento istrionico venato di pungente ironia, il cantautore calabrese è stato una delle voci critiche più autorevoli dell’Italia degli anni Settanta, non sempre riconosciuto come tale per il fatto di non essersi mai preso troppo sul serio. Ma a mezzo secolo di distanza, dalla “filastrocca” orecchiabile alla ballata struggente, Mio fratello è figlio unico è un album maturo che racconta di persone, azioni, contraddizioni, aspirazioni e nostalgie.

La copertina dell'album "Mio fratello è figlio unico"
La copertina dell’album “Mio fratello è figlio unico”

Rino Gaetano e l’Italia

In quel 1976 l’Italia, pur essendo ancora una delle prime dieci potenze industriali e manifatturiere a livello mondiale, già viveva l’angoscia degli anni di piombo e travagliate stagioni politiche che avrebbero visto sfiorare il “miracolo” del compromesso storico, mentre il disagio sociale cresceva alimentato da periferie-dormitorio dove le illusioni del consumismo alimentavano a loro volta la frustrazione e il senso di inadeguatezza. Pilotata anche dall’esterno, si affermava definitivamente la società di massa, il mondo della cultura faceva sempre più fatica a far sentire la propria voce, e l’onestà pagava sempre meno. Di tutto questo, Gaetano tracciava una superba sintesi nel brano che dà il titolo all’album, attraverso la vicenda di chi, non allineato al pensiero unico, veniva necessariamente deriso ed emarginato. Un brano di stretta, triste attualità, nell’indifferenza generale.

Rino Gaetano ospite di Nino Fuscagni ad "Adesso musica", Rete 1, 1976
Rino Gaetano ospite di Nino Fuscagni ad “Adesso musica”, Rete 1, 1976

Chi era Rino Gaetano

Ma Rino Gaetano s’indignava anche per l’alto tasso di corruzione che, quasi venti anni prima di Tangentopoli già serpeggiava fra la classe politica italiana; il piacevole e acuto brano Berta Filava ironizza infatti in chiave allegorica sullo scandalo Lockheed, legato alla tangente pagata a personaggi politici italiani dall’azienda aeronautica statunitense affinché potesse vendere alle nostre forze aeree il velivolo da trasporto C-130. E Mario (Tanassi) e Gino (Luigi Gui) erano due esponenti democristiani dell’epoca, coinvolti nella vicenda anche probabilmente per coprire una terza persona (il Presidente Leone?). Utilizzando al meglio una fonte diplomatica con la quale era in buoni rapporti, Gaetano scava nel marcio della politica internazionale. Un’altra teoria, vuole che la canzone sia invece una satira sul compromesso storico fra Moro e Berlinguer. E in fondo, entrambi i fatti potrebbero essere allo stesso tempo i soggetti di questo brano musicalmente molto coinvolgente.

Il lato romantico dell’album di Gaetano

Gaetano era per un cantautore completo, capace di regalare al pubblico anche canzoni romantiche nelle quali l’amore è la lente d’ingrandimento con cui guardare alla vita per renderla più serena, dall’amore adolescenziale che sfiorisce come le viole lasciandosi dietro un profumo leggero carico di nostalgia, all’amore inteso nel senso più universale del suo significato di prendersi cura dell’altro, del condividere qualcosa, del concetto di dono reciproco; in quest’ottica, Cogli la mia rosa d’amore ricorda nel concetto Bike, scritta nel 1967 da Syd Barrett per The Piper at the gates of Dawn, album d’esordio dei Pink Floyd.

Una vena più sognatrice possiede invece Rosita, figura femminile che diventa simbolo degli ideali e dei sogni nascosti che danno comunque un senso alla durezza della vita quotidiana, e aggiungono una nota di colore e di speranza al grigiore delle abitudini. Perché oltre ad essere un acuto osservatore sociale, Gaetano possedeva, da vero artista, la capacità e il coraggio di essere positivo nonostante tutto.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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