Aphex Twin (a.k.a. Richard D. James, Limerick, 1971) è tornato. Il suo nuovo EP, Collapse, in uscita il 14 settembre per la Warp Records, è stato preannunciato da una campagna di guerrilla marketing, con affissione di poster mimetizzati tra cespugli, metropolitane e saracinesche di diverse città del mondo (come Tokyo, New York, Los Angeles, Londra e Torino), e da un videoclip. Sia i poster che il video sono firmati dal britannico Weirdcore, già creatore di visual innovativi per Aphex Twin e altri musicisti come M.I.A., Gwen Stefani, Roykssop e Miley Cyrus.
Nonostante non abbia superato il test di Harding (utilizzato per comprendere il livello di rischio di innesco di crisi epilettiche da parte di un prodotto audiovisivo), necessario per venire trasmesso sul network Adult Swim, il video del primo singolo dell’EP è stato comunque caricato su Youtube, contribuendo ad aumentare l’hype intorno all’imminente uscita discografica.
Più che un videoclip vero e proprio, Collapse T69 appare come la rappresentazione visiva di un errore di sistema che sfocia in un trip sotto stupefacenti: il video si apre con una specie di conversazione glitchata (tra il Mozart dei nostri giorni e Weirdcore?) a proposito di ciò che il video stesso dovrà contenere (grafica 3D – codici ASCII – “cornish stuff”), per poi mostrare la rapida genesi di paesaggi e architetture che rimandano alla Cornovaglia, terra tanto cara al nostro Richard. Perfettamente in sincrono con i ritmi sincopati del brano, il video si evolve in una tautologica orgia visiva all’interno della quale manopole di mixer si fondono con elementi rocciosi e il volto ghignante dello stesso Aphex Twin. Tra strutture volanti e immagini altamente psichedeliche, il filmato culmina nella consacrazione vibrante del logo del producer britannico, realizzato originariamente nel 1992 dal graphic designer Paul Nicholson.
Per i seguaci più accaniti di Aphex Twin le buone notizie non finiscono qui: a 7 anni dalla sua ultima apparizione nel Belpaese, il musicista sarà ospite di Club to Club Torino il prossimo 3 novembre, insieme al suo visual artist di fiducia.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.