Valutazioni a caldo dopo la design week milanese. Alla scoperta dei progetti che hanno lasciato il segno e di quelli, al contrario, che hanno deluso le aspettative.
Parlare di design per parlare di noi. Nell’allestimento curato a Milano da Robert Stadler per il brand tedesco sono raggruppate nove categorie sociologiche. E cinque designer o studi esplorano nuovi modi per stare insieme… sul sofà.
Tecnologia e artigianalità non devono essere per forza due mondi inconciliabili. Ne è un esempio il lavoro di François Chambard, promotore con UM Project di un efficace equilibrio fra tradizione handmade e nuove tecnologie.
Asif Khan esordisce alla settimana del design milanese con un padiglione che racconta chi siamo. Il suo lavoro è un’allegoria sull’evoluzione della vita nello spazio urbano. E domestico.
Si chiama Prospettiva Italia la stagione che si avvia nel nuovo spazio Wild Mazzini nel cuore di Torino: 4 mostre in 4 mesi con oltre 70 opere di informazione e design, da Bowie a Kant. Ne abbiamo parlato con i tre ideatori.
Che sia l’embrione di un nuovo distretto del design oltre le “colonne d’Ercole” di piazzale Loreto? Comunque vada, il progetto espositivo di Joseph Grima e Valentina Ciuffi colpisce per la scelta di uno spazio fortemente connotato, lontano dall’estetica genericamente glamour di molte location del Fuorisalone.
Al fianco di istituzioni e brand affermati, esistono realtà inedite pronte a raccontare nuove declinazioni della parola design. Abbiamo scelto quattro progetti promettenti che, tra nuovi format espositivi e proposte di arredo, mettono in mostra tutta la freschezza con cui, anche quest’anno, si rinnova il Fuorisalone.
Durante la design week milanese artisti come Borondo e Sbagliato mostrano quello che avviene a Catanzaro nei giorni di uno dei festival di muralismo più importanti d’Europa. In autunno prevista una Casa Altrove permanente.
“68. Oggetti e progetti per un mondo nuovo”. La mostra dedicata al design del tempo, a cura di Muse, che racconta il 1968 a 50 anni di distanza.
Al suo terzo Fuorisalone, BASE ha scelto di trattare uno dei temi più discussi e trasversali di oggi: il city making. A raccogliere la sfida è stato il poliedrico studio Raumplan e “Trouble Making. Who’s making the City?” è il titolo del percorso espositivo che hanno curato. Abbiamo chiesto a Pietro Bonomi – co-fondatore di Raumplan insieme a Nicolò Ornaghi, Giacomo Scandolara e Gabriele Donini, a cui si aggiungono in seguito Andrea De Nicola, Matteo Maggi, Giacomo Viviani e Francesco Zorzi – di raccontarcelo.
Il Salone del Mobile mette in scena il dinamismo che sta animando Milano, città simbolo del futuro italiano. Attraverso una rilettura personale della realtà urbana, tre progetti esprimono i valori di una metropoli in continua crescita e si trasformano in vere e proprie dichiarazioni d’amore da portare a casa.
Ha inaugurato a MilanoBistRo Aimo e Nadia, nato dalla collaborazione tra il ristorante stellato, la designer e gallerista Rossana Orlandi e la casa di moda Etro…

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