Le mostre dell’estate 2022 in Abruzzo, da L’Aquila al litorale adriatico

Da Pescara a L’Aquila, raggiungendo piccoli borghi dell’entroterra che ospitano rassegne d’arte diffuse ormai consolidate come la Straperetana. Sono numerosi gli appuntamenti da scoprire quest’estate visitando l’Abruzzo. Ecco le mostre da non perdere

Che vi troviate nelle principali località balneari della costa, o preferiate la tranquillità di borghi di montagna, l’estate abruzzese offre un programma culturale vario e degno di nota. Discorso valido per Pescara, tra l’Espressionismo tedesco in mostra all’Imago Museum e la personale di Alexandra Barth presso la galleria A Sud; e anche per L’Aquila, dove il MAXXI è protagonista con l’ambizioso progetto Afterimage. Si prosegue tra borghi per visitare la Straperetana o l’edizione 2022 di Castelbasso. E ancora a Tagliacozzo, dove l’arte contemporanea apre le porte del Palazzo Ducale, o di nuovo sul mare, direzione Francavilla, per la personale di Luigi Spina dedicata alle “madri” in tufo dell’antica Capua.

Livia Montagnoli

1. L’ESPRESSIONISMO DEL GRUPPO DIE BRUCKE A PESCARA

Espressioni e verità, il gruppo Die Brucke e oltre, exhibition view at Imago Museum, Pescara, 2022

Nato durante la pandemia all’interno dell’Ex Banco di Napoli di corso Umberto I, l’Imago Museum di Pescara è oggi il polo culturale più attivo della città. Fino al 2 ottobre 2022 ospita una mostra sull’Espressionismo (Espressioni e verità – Il gruppo Die Brücke e oltre) che prende le mosse dall’attività del gruppo tedesco Die Brücke, attraverso 66 opere (acquarelli, inchiostri di china, xilografie, litografie) di Fritz Bleyl, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff e altri esponenti dell’avanguardia del Ponte, costituitasi a Dresda nel 1905. La collezione, oggi di proprietà della Fondazione Pescarabruzzo, è stata raccolta dal regista teatrale Rocco Familiari e da sua moglie, e aiuta a comprendere lo spirito di ribellione e idealismo e impegno politico che animava il linguaggio espressionista nel primo decennio del Novecento. Quelle in mostra sono opere di immediato impatto visivo, per l’uso peculiare di forme e colori funzionali alla ricerca espressiva. In questo processo di disvelamento dell’interiorità, la xilografia acquisisce un ruolo centrale, come testimoniano le opere esposte, che spaziano dai ritratti alle nature morte, passando per scene di genere e riflessioni sui temi della morte e della follia. In mostra anche l’opera Berliner di Giosetta Fioroni.

https://imagomuseum.it/

2. I DIPINTI DI ALEXANDRA BARTH A PESCARA

Alexandra Barth, The door hinge

Alexandra Barth (Malacky, 1989) è protagonista negli spazi della galleria A Sud, all’ultimo piano dello storico edificio modernista Palazzo UZA, in corso Umberto I, con la sua seconda personale in città. La mostra, nata nell’ecosistema della Fondazione Zimei, dal 2014 impegnata a favorire la sperimentazione artistica, è curata da Massimiliano Scuderi, ed evidenzia il rapporto della pittrice slovacca con il Precisionismo americano, linguaggio nato a cavallo tra le due grandi guerre del Novecento fondendo stimoli cubisti e realisti.
The door hinge è una ricerca sui particolari (che rimanda al lavoro di Domenico Gnoli) che coglie gli aspetti più intimi di oggetti di utilità quotidiana, e così suggerisce la presenza umana, senza rappresentarla. La tecnica dell’aerografia aiuta a restituire la suggestione di una realtà fotografica, seppur dipinta.

https://www.fondazionezimei.it/

3. STEFANO ARIENTI DA SENZABAGNO A PESCARA

Palazzo Filippone Mezzopreti Gomez, Pescara

In fondo a destra è il titolo della rassegna di arte contemporanea promossa da Senzabagno a Pescara, che vedrà avvicendarsi una serie di mostre personali nel corso dei prossimi mesi. Si parte in agosto con Stefano Arienti (Asola, 1961), primo degli autori ad accettare l’invito negli spazi ottocenteschi di Palazzo Filippone Mezzopreti Gomez, che passa anche per la realizzazione di un’opera inedita site specific (esposta nel corso di una singola giornata), così da stimolare il dibattito culturale in città. Fino al 6 settembre, prima di scoprire il prossimo artista.

4. LA METAMORFOSI SECONDO L’ARTE CONTEMPORANEA AL MAXXI L’AQUILA

Francesco Arena, Masso con gli ultimi 5 giorni, 2022

Nell’ambiziosa programmazione del MAXXI L’Aquila per il 2022 – nel primo anno completo di attività dopo l’inaugurazione dell’estate 2021 – trova spazio la collettiva internazionale Afterimage, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Rabottini, che abiterà tutte le sale di Palazzo Ardinghelli, a partire dalla facciata con il Masso con gli ultimi 5 giorni di Francesco Arena, fino all’inizio del 2023 (si chiude il 19 febbraio). Tema dell’esposizione: la trasformazione materiale e metaforica di immagini, significati, oggetti e memorie all’interno della percezione individuale e della coscienza collettiva. Riflessione amplificata dalla storia recente de L’Aquila e da chi è chiamato a riscriverne il futuro.
Il percorso ha anche il compito di aprire una finestra sulle più interessanti ricerche artistiche che si stanno realizzando in giro per il mondo, affiancando progetti site specific (nove in totale) ideati su committenza del MAXXI. Sono 26 gli artisti coinvolti, appartenenti a differenti generazioni, dalla vecchia guardia di Mario Schifano e Paolo Gioli ai giovani Dominique White, He Xiangyu, Bronwyn Katz, Benni Bosetto, passando per Stefano Arienti, Francesco Arena, Paloma Varga Weisz e molti altri. Ne deriva una mostra che spazia tra pittura, scultura, fotografia, installazione, video e sperimentazione digitale. Il titolo della rassegna fa riferimento all’illusione ottica conosciuta come afterimage (immagine residua), un fenomeno per cui uno stimolo visivo produce un’impressione sulla retina che persiste anche dopo il proprio passaggio. L’invito, dunque, è a riflettere sul coesistere di permanenza e transitorietà che è proprio dell’esistenza umana.

https://maxxilaquila.art/

5. CASTELBASSO 20222 CON FRANCESCO LAURETTA E ARYAN OZMAEI

Francesco Lauretta, Lucciole, 119x 203 cm, 2021

Ogni estate, il borgo medievale di Castelbasso, nel teramano, ospita l’omonima rassegna d’arte promossa dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture. Fino al 28 agosto, l’edizione 2022 porta a Palazzo De Sanctis e Palazzo Clemente due artisti della scena italiana contemporanea, Francesco Lauretta (Ispica, 1964) e Aryan Ozmaei (Teheran, 1976).
Due personali a cura di Pietro Gaglianò, entrambe centrate sul ruolo della pittura come elemento cardine nel riscrivere il presente dell’umanità.
Bagnanti, riti e mattanze è il titolo che introduce lo spettatore al mondo di Lauretta, in un viaggio tra la vita e la morte, mediato dallo stretto legame dell’artista con la sua Sicilia, tra stereotipi, pratiche devozionali, paesaggi di spigolosa bellezza. A Palazzo Clemente va invece in scena Grounds, serie realizzata a partire dal 2020 da Aryan Ozmaei, artista iraniana che quasi vent’anni fa ha scelto l’Italia. La sua pittura esplora gli spazi della mente, disegnando paesaggi che non esistono, eppure risultano rappresentativi della condizione umana.

6. LE MADRI DI CAPUA NELLE FOTO DI LUIGI SPINA

Luigi Spina con uno degli scatti della serie Matres

Fino al 25 settembre 2022, la Fondazione Michetti – Palazzo San Domenico di Francavilla al Mare ospita una serie di scatti inediti in bianco e nero di Luigi Spina (tra i finalisti della 73. edizione del Premio Michetti, assegnato lo scorso 30 luglio a Velasco Vitali), fotografo noto per la sua ricerca sulla rappresentazione dell’antichità, dalle sculture classiche ai reperti archeologici. Fulcro dell’esposizione è il progetto Matres, che immortala le statue di tufo raffiguranti divinità femminili, oggi conservate al Museo Campano di Capua, venute alla luce nel 1845, casualmente, nel territorio di Santa Maria Capua Vetere, antica Capua.
Negli scatti dell’autore campano (Salerno, 1946) le “madri” sono messe in dialogo con il territorio a cui appartengono, in relazione con le colture di tabacco, canapa e granturco della zona, per riflettere sulle vicissitudini che hanno intaccato l’armonia della terra, dalla speculazione edilizia all’inquinamento ambientale.

https://www.fondazionemichetti.it/

7. JASCI AND FRIENDS NELLA CASA-STUDIO DI FRISA

Jasci and Friends, exhibition view at Frisa, 2022

Nella sua casa-studio di Frisa, circondata da un parco di sculture, Alessandro Jasci (Frisa, 1946) accoglie una quarantina di artisti e fotografi che il titolo dell’evento ‒ Jasci and Friends ‒identifica come amici. Il risultato è una corposa collettiva visitabile fino al 21 agosto prossimo, tra disegni, pitture, installazioni, sculture e fotografie, con l’opportunità di visitare anche la casa atelier dell’autore abruzzese, collezionista di opere e libri d’arte.

8. EXODUS A ORTONA

Exodus, exhibition view at Galleri Galleria, Ortona, 2022

Ortona è solo il punto di approdo temporaneo di una comunità artistica allargata che si riconosce nella comune volontà di esprimere la propria creatività confrontandosi con gli altri, per trarne beneficio. Sono settanta gli artisti che hanno aderito al progetto promosso da Angelo Mosca e Arianna Rosica, sul tema dell’esodo come emigrazione volontaria di una comunità, motivata da ragioni morali, religiose o politiche. Galleria/Galleria (la casa-studio di Angelo Mosca) accoglie l’esito di queste ricerche con la collettiva Exodus, fino al 6 settembre. I lavori in mostra, che vedono all’opera artisti di differenti generazioni – comprendendo anche progetti di autori scomparsi – saranno oggetto di un libro d’artista di prossima pubblicazione.

9. L’EDIZIONE 2022 DELLA STRAPERETANA

Straperetana 2022, ph Giorgio Benni

Fino al 28 agosto, Pereto (AQ) ospita il consueto appuntamento con la Straperetana, manifestazione artistica ideata da Paola Capata e Delfo Durante. Quest’anno, però, si cambia formula: sede principale della rassegna è Palazzo Maccafani, nel punto più alto di Pereto, mentre ulteriori interventi d’artista sono stati pensati per aree circoscritte del borgo, in affiancamento al programma di incontri collaterali della rassegna, che trova il suo fulcro nella mostra L’abaco rovesciato, a cura di Saverio Verini. Cinque sono gli artisti coinvolti nell’organizzazione di questa collettiva: Riccardo Baruzzi, Margherita Moscardini, Alek O., Cesare Pietroiusti, Namsal Siedlecki. A ognuno di loro è stato chiesto di indicare un artista di riferimento, un “maestro” con cui “dialogare” in mostra, ciascuno in una sala dedicata del palazzo. Entrano così in gioco il fotografo Marcello Galvani, l’artista argentino Diego Bianchi, Piero Manzoni (chiamato in causa da Pietroiusti, che ha scelto di interfacciarsi con una delle opere più iconiche dell’artista lombardo, il Socle du Monde), le artiste amatoriali Sofia Bentinck e Joan Hudson (le nonne di Siedlecki), l’artista olandese scomparso in mare nel 1975 Bas Jan Ader. Per le vie di Pereto, invece, si apprezzano gli interventi di Lea Contestabile e Daniela d’Arielli.

https://www.straperetana.org/

10. INVITO A PALAZZO A TAGLIACOZZO

Invito a Palazzo. Mecenatismi, exhibition view at Tagliacozzo, photo © Giorgio Benni

Per il peridio estivo, il romano Spazio Taverna si trasferisce a Tagliacozzo, dove prende possesso degli ambienti storici di Palazzo Colonna Orsini, in attesa che siano terminati i restauri in corso, per aprire le porte al pubblico in modo permanente. Nel frattempo va in scena la rassegna Invito a Palazzo. Mecenatismi, a cura di Ludovico Pratesi e Marco Bassan, che hanno coinvolto gli artisti emergenti Giulio Bensasson, Antonio Della Guardia, Alice Paltrinieri insieme ad Alfredo Pirri ed Eugenio Tibaldi. Fino al 31 ottobre prossimo questo percorso nell’arte contemporanea animerà le sale rinascimentali del palazzo, cappella compresa (con gli steli di giglio conservati in un frigo-bar, opera di Giulio Bensasson).

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