Guida ai musei da vedere a Trieste

Bagnata dal Mar Adriatico e asciugata dalla secca Bora, Trieste è una delle città italiane contraddistinta da marcati toni mitteleuropei. Qui vi facciamo scoprire i suoi musei

Trieste è stata per secoli un crocevia di comunità e di culture. A oggi, l’ex città di frontiera vede i segni lasciati dalla storia, la cui eco è ancora viva e nitida grazie agli eleganti capolavori storico-artistici e architettonici che animano i musei della città dell’Alto Adriatico. Ecco una guida per andare alla scoperta dei più importanti.

Valentina Muzi

1. MUSEO REVOLTELLA

Il Museo Revoltella

A pochi passi dal mare che bagna Trieste, uno dei musei da visitare è il Museo Revoltella, ovvero la galleria d’arte moderna fondata nel 1872 per volere del barone dal quale prende il nome, Pasquale Revoltella. Quest’ultimo fu una delle personalità più influenti della comunità triestina nell’Ottocento e lasciò alla città la sua collezione di opere d’arte, la sua dimora con annessi arredi e libri. L’elegante palazzo neorinascimentale venne firmato dal berlinese Friedrich Hitzig, tra il 1854 e il 1858, affacciando su quella che un tempo era conosciuta come Piazza Giuseppina – oggi Piazza Venezia ‒, in ricordo dell’imperatore austriaco Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, al quale si deve l’espansione di questa precisa area urbana alla fine del Settecento. Oltre ai beni, il barone Revoltella fu così lungimirante da lasciare in testamento anche una cospicua somma capace di coprire le spese per il mantenimento e lo sviluppo del polo museale, tanto che una parte venne investita per l’ampliamento dell’edificio mentre un’altra venne utilizzata per acquistare opere di rilievo, spesso provenienti dalle prime Esposizioni d’Arte Internazionale, come ad esempio la Biennale di Venezia. Ai grandi nomi di Hayez, Morelli, Nono, Palizzi e Previati si affiancarono opere altrettanto importanti come il celeberrimo dipinto Signora col cane di De Nittis, realizzato nel 1878. Invece, con Casorati, Sironi, Carrà, Mascherini, Morandi, de Chirico, Manzù, Fontana e Burri, ci si addentra nel pieno fervore novecentesco. Durante gli Anni Sessanta il museo acquistò anche il vicino Palazzo Brunner, restaurato dal 1968 al 1991 su progetto di Carlo Scarpa, ricavando così nuovi spazi espositivi capaci di accogliere la prestigiosa e ricca collezione d’arte.

Via Armando Diaz 27
museorevoltella.it

2. CIVICO MUSEO SARTORIO

Museo Sartorio, Trieste

Dopo una lunga serie di lavori di restauro, il Civico Museo Sartorio viene inaugurato nel 2006. Oltre all’aiuto dato dal comune, parte dei lavori sono stati affrontati grazie al contributo della famiglia Costantinides, erede di Anna Segrè Sartorio. La villa settecentesca, sita vicino al mare e incorniciata da un verdeggiante giardino, era di proprietà di Pietro Sartorio, un mercante di granaglie giunto a Trieste da Sanremo, capace di avviare una prolifica attività commerciale ereditata successivamente dai suoi due figli. Uno di questi, assieme alla moglie Giuseppina Fontana, divenne proprietario della villa, arredandola con mobili e opere di pregio, tutt’ora visibili passeggiando per le sale della storica dimora. L’elegante villa borghese è, quindi, da annoverarsi tra i musei più importanti da visitare a Trieste per le opere d’arte, gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano che ancora oggi animano gli ambienti ex “domestici”. In quegli stessi spazi gli stili Impero e Biedermeier trovarono un accordo armonico che conviveva armoniosamente con il revival storico di neo rococò e neogotico, accostandosi benissimo anche alla rara collezione di 254 disegni di Giambattista Tiepolo.

Largo Papa Giovanni XXIII 1
museosartoriotrieste.it

3. MUSEO TEATRALE CARLO SCHMIDL

Museo Teatrale Carlo Schmidl, Trieste

Il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl prende il nome dal suo fondatore, il quale ha donato la sua raccolta storico-musicale per approfondire la storia del teatro e della musica di Trieste dal Settecento ai giorni nostri. L’editore musicale Carlo Schmidl fu una figura ben conosciuta negli ambienti musicali, proprio perché figlio di un direttore di banda ungherese trasferitosi poi nel Bel Paese, e più precisamente a Trieste. Ed è proprio qui che Schmidl iniziò la sua attività di copista e commesso presso uno dei più importanti negozi di strumenti musicali dell’Ottocento, nonché promotore di alcune iniziative editoriali, ovvero presso il Fondaco Vicentini. Quest’ultimo venne poi rilevato dal giovane ungherese che, in cinquant’anni, raccolse libretti, fotografie, programmi di sala, manifesti, locandine visibili ancora oggi passeggiando per il museo, ospitato dall’ottocentesco Palazzo Gopcevich.

Via Gioacchino Rossini 4
www.museoschmidl.it

4. MUSEO DELLA GUERRA PER LA PACE “DIEGO DE HENRIQUEZ”

Museo della Guerra per la Pace, Trieste

Con circa 15mila oggetti inventariati, il Museo della Guerra per la Pace, intitolato a Diego de Henriquez, è uno dei musei da visitare a Trieste. Stampe, fotografie, diari, manifesti, volantini, libri armi e cartine costituiscono l’ossatura della collezione de Henriquez, diventata di proprietà del Comune nel 1983, trovando sede nella Caserma “Duca delle Puglie” dopo diverse vicissitudini. Tra reperti unici e avvolti da una particolare quanto straordinaria bellezza, il museo restituisce al pubblico un ritratto delle guerre mondiali, con un focus sul primo conflitto internazionale, dando modo di approfondirne gli aspetti al fine di non incorrere più in simili errori.

Via Cumano 22
www.museodiegodehenriquez.it

5. MUSEO STORICO E PARCO DEL CASTELLO DI MIRAMARE

Il Castello di Miramare @fabrice_gallina

Tra i musei da visitare a Trieste non può mancare il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare, una residenza voluta dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per abitare assieme alla moglie, la principessa Carlotta del Belgio, in uno dei punti panoramici più suggestivi della città, ovvero sul promontorio di Grignano. Il palazzo venne costruito tra il 1856 e il 1860 e, a tutt’oggi, è l’unica testimonianza di una nobiliare dimora con tanto di arredi interni originali e con decorazioni firmate dagli artigiani Franz e Julius Hofmann.
Il Castello, progettato dall’ingegnere austriaco Carl Junker, fu ideato in relazione al rigoglioso Parco, così da incorniciarlo tra statue, alberi monumentali, laghetti e fontane, in una sintesi perfetta di arte e natura grazie al giardiniere Josef Laube. Tra le statue che animano il grande e variegato parco ci sono le sculture prodotte dalla ditta berlinese Moritz Geiss, le serre con le vetrate, la “casetta svizzera” ai margini del “Lago dei cigni” e il piccolo piazzale con i cannoni donati da Leopoldo I re del Belgio. Infine, passeggiando si incontra anche la cappella di San Canciano che, al suo interno, custodisce il crocefisso in legno della fregata “Novara”, dedicato nel 1900 a Massimiliano d’Asburgo dal fratello Ludovico Vittore.

V.le Miramare
https://www.miramare.beniculturali.it/?cn-reloaded=1

6. CIVICO MUSEO DEL MARE

Civico Museo del Mare, Trieste

Il mare è sicuramente uno degli elementi su cui ruota gran parte della comunità triestina, infatti uno dei musei da visitare a Trieste è il Museo Civico del Mare sito nel Magazzino 26 del Porto Vecchio. Grazie alla ricca collezione – che conta oltre 6mila beni ‒ si restituisce un ritratto vero e autentico della figura di Lloyd, dove le origini austriache e triestine si intersecano sfociando nella marineria. Acquisti, fusioni e acquisizioni di navi e di rotte portarono il Lloyd a confrontarsi e a dialogare con le più grandi compagnie di navigazione italiane e, conseguentemente, a una serrata concorrenza con quelle straniere. Grazie a lui si ebbe la realizzazione di piroscafi destinati a segnare la storia della flotta Helouan e il Wien. In parallelo il Lloyd e la Cosulich – di cui il fondo conserva documentazione – segnarono il gusto di un’epoca, rappresentando modelli di stile ed esempi di evoluzione tecnica. Ed è proprio sulla famosa Victoria, elegante e veloce, che venne installato il primo sistema di aria condizionata, mentre sui transatlantici Vulcania e Saturnia le cabine vennero dotate, per la prima volta, di terrazzi privati. Ad oggi, il Magazzino 26 ospita più di mille beni della raccolta fra modelli, pubblicazioni, dipinti, porcellane, argenti, grafiche, fotografie, oggetti, strumenti nautici, orologi, armi, carte geografiche, documenti.

Porto Vecchio di Trieste, Polo Museale Magazzino 26
https://museodelmaretrieste.it

7. CIVICO MUSEO D’ARTE ORIENTALE

Museo d’Arte Orientale, Trieste

Negli spazi del settecentesco Palazzetto Leo, nel cuore di Trieste, trova sede il Museo Civico d’Arte Orientale, inaugurato poco più di vent’anni fa. Questo è uno dei musei da visitare in città proprio perché è il primo polo dedicato interamente all’arte e alla cultura orientale nell’intera regione Friuli-Venezia Giulia. Passeggiando per i quattro piani del museo è possibile imbattersi in armi, strumenti musicali, testimonianze di vario genere e reperti di carattere etno-antropologico, provenienti da tutta l’area asiatica e, con particolare riguardo, dalla Cina e dal Giappone.

Via S. Sebastiano 1
https://museoarteorientaletrieste.it

8. MUSEO D’ANTICHITÀ “J.J. WINCKELMANN”

Museo d’Antichità JJ. Winckelmann, Trieste

Un altro museo degno di nota è quello d’antichità intitolato a J. J. Winckelmann. Al suo interno è possibile ammirare le prestigiose collezioni, come ad esempio quella egizia, affiancata da una serie di reperti archeologici del periodo romano dal territorio tergestino e aquileiese. Un cospicuo numero di opere che si trovano distribuite in un percorso museale che anima i due piani dell’edificio, ovvero: nel primo si passa dalla preistoria alla protostoria del Carso triestino, per poi inoltrarsi nei manufatti d’impronta greca, per lo più provenienti dalla collezione Fontana Sartorio, insieme a una serie di testimonianze letterarie dell’antichità. Infine, una sala è dedicata alla “punta di diamante” dell’intero museo, ovvero il rhyton d’argento a testa di cerbiatto, datata 400 a. C. Grazie alla donazione di un significativo nucleo di ceramiche Maya provenienti da El Salvador, avvenuta nel 2002, è stato possibile allestire la sala intitolata a Cesare Fabietti, focalizzando l’attenzione tanto sul percorso archeologico quanto sulle civiltà precolombiane del Centro America.

Via della Cattedrale 15
https://museoantichitawinckelmann.it

9. RISIERA DI SAN SABBA

Risiera di San Sabba

Tra i luoghi storici da visitare a Trieste c’è il Civico Museo della Risiera di San Sabba, ovvero lo stabilimento dedicato alla lavorazione del riso costruito sul calar dell’Ottocento e che, nel 1943, venne occupato dai nazisti e trasformato in un campo di prigionia. Con i tedeschi l’edificio divenne un vero e proprio crocevia di prigionieri e di deportati che viaggiavano alla volta della Germania e della Polonia, nonché adibito a deposito per i beni razziati e per la detenzione ed eliminazione di ostaggi, tanto da mettere in funzione anche il forno crematorio nel 1944. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale il Presidente della Repubblica decide di rendere l’ex risiera un Monumento Nazionale e, nel 1975, a seguito di un lungo lavoro di ristrutturazione su progetto di Romano Boico, venne nominato Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Via Giovanni Palatucci 5
https://risierasansabba.it

10. MUSEO DELLA BORA

Girandolart, la festa delle girandole

Una delle caratteristiche per cui è conosciuta Trieste è sicuramente la prorompente Bora! La città ha deciso di celebrarla con un vero e proprio polo culturale, ovvero il Museo della Bora e del Vento, che merita di essere visitato (non senza una previa mail per accordare la visita). Questo venne inaugurato nel 2004 e intende essere il punto di partenza di quello che sarà il Progetto Bora Museum®, cercando di approfondire tutti quegli aspetti che sono strettamente legati al vento, e più precisamente alla Bora triestina. Come ogni museo che si rispetti, però, anche questo custodisce una serie di collezioni assai particolari, come ad esempio la particolare raccolta di “venti in scatola”, facendo entrare nel vivo del polo anche lo stesso visitatore che è chiamato – letteralmente – a raccogliere e a spedire il proprio vento di casa o quello della vacanza, per diventare degli “ambasciatori eolici”. Oltre a questa bizzarria, l’ente possiede anche una serie di opere firmate da artisti quali Pascutto, Pastrovicchio, Pezzolato, Spigai, le cui opere sono esposte insieme a pubblicazioni, giornali, strumenti e curiosità.

Via Belpoggio 9
http://www.museobora.org

11. MUSEO JOYCE

Museo Joyce, Trieste

A unire la città di Dublino e quella di Trieste c’è il celeberrimo scrittore James Joyce, a cui è dedicato uno dei musei da visitare in città. Infatti, è proprio nel Bel Paese che l’intellettuale maturò e crebbe, dando un valore aggiunto ai tanti capolavori che portano la sua firma, come Chamber Music, Dubliners, Portrait of the Artist as a Young Man, Exiles, nonché i primi e importanti episodi del suo capolavoro, Ulysses. Passeggiando per il museo è possibile ricostruire parti della sua vita e dei rapporti stretti con la comunità dell’epoca, come la grande amicizia che lo legava a Svevo, testimoniata da una ricca corrispondenza. Inoltre, Svevo venne diverse volte indicato come uno dei modelli su cui lo scrittore inglese si basò per plasmare il personaggio protagonista di Ulysses, ovvero Leopold Bloom. Nel 2022 ricorre il centenario dalla pubblicazione del suddetto libro e il 140esimo anniversario della nascita dello scrittore e, per l’occasione, sono stati organizzati una serie di tour e itinerari guidati per visitare i celeberrimi siti della città legati al grande Joyce.

Via della Madonna del Mare 13
https://museojoycetrieste.it

12. MUSEO PETRARCHESCO PICCOLOMINEO

Museo Petrarchesco Piccolomineo, Trieste

Un altro museo da visitare a Trieste è il Museo Petrarchesco Piccolomineo, dove è raccolta la collezione dell’avvocato e membro dell’Accademia d’Arcadia tergestina Domenico Rossetti de’ Scander. Quest’ultimo, tra il 1809 e il 1813, progettò una collezione petrarchesca piccolominea, dedicando due sezioni della sua ricca biblioteca privata a libri e opere relativi a Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini, vescovo di Trieste. Con la morte del collezionista, la Biblioteca Civica ne ereditò la collezione, conservandola fin dal 1847 in un’apposita sala, dove anno dopo anno il ricco patrimonio viene incrementato, diventando meta per studiosi di materie umanistiche, come filologia, storia del manoscritto e del libro a stampa e storia dell’arte.

Via della Madonna del Mare 13
https://museopetrarchesco.it

13. MUSEO TELEGRAFICO E POSTALE DELLA MITTLEUROPA

Veduta della mostra, Sci Fi episode #1 PRELUDE, Palazzo delle Poste Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, Trieste, 2018, Courtesy The Knack Studio

Nello storico Palazzo delle Poste di Trieste trova dimora uno dei musei da visitare, ovvero il Museo postale e telegrafico della Mitteleuropea, costruito alla fine del XIX secolo. Con questo importante polo è possibile testimoniare l’evoluzione del servizio postale dalla metà dell’Ottocento, giungendo sino ai giorni nostri, con una particolare attenzione rivolta al periodo dell’egemonia austriaca in Friuli-Venezia Giulia. Le diverse sezioni in cui si suddivide il polo approfondiscono e illustrano al pubblico la storia postale, attraverso reperti, modulistiche e documenti d’epoca. Al centro della struttura è poi possibile ammirare la ricostruzione di un ufficio postale di fine Ottocento, assieme a una sala interamente dedicata alle collezioni di storia postale e di filatelia che, ciclicamente, si alternano.

Piazza Vittorio Veneto 1
https://www.turismofvg.it/musei/museo-postale-e-telegrafico-della-mitteleuropa

14. IL SALONE DEGLI INCANTI

Salone degli Incanti-ex-pescheria

Il Centro Espositivo d’Arte Moderna e Contemporanea è attualmente sito nell’Ex Pescheria Centrale in Riva Nazario Sauro, edificata nel 1913 a opera dell’architetto Giorgio Polli. Il progetto dell’architetto fu eccezionale proprio perché riuscì a legare la funzionalità che la struttura richiedeva e l’estetica accettabile di tutto lo stabilimento. Ovvero? Ebbene, oltre a rispettare tutti i requisiti tecnici dettati dalla destinazione d’uso, non poteva poi contrastare con la prospettiva neoclassica delle rive, quasi interamente scevra da strutture portuali e quindi aperta completamente sul mare. La soluzione migliore era quella di far convergere le due priorità nel modello basilicale, trasformandosi e vestendo i panni di mero mercato. Insomma, questa operazione di “santificazione” di una comunissima pescheria – non a caso, conosciuta come Santa Maria del Guado ‒ è un importante esempio di congiunzione tra nuove tecniche costruttive applicate in schemi visuali tradizionali. A oggi, questo particolare polo culturale ospita sia mostre storiche che di arte contemporanea, così da aprirsi a un pubblico vasto e variegato.

Riva Nazario Sauro
https://salonedeglincanti.comune.trieste.it

15. MAGAZZINO DELLE IDEE

Io, lei, l’altra. Ritratti e autoritratti fotografici di donne artiste. Exhibition view atMagazzino delle Idee, Trieste 2022. Photo creditsmassmedia.it, Giacomo Lodolo

A due passi dalla stazione ferroviaria e da Piazza Unità d’Italia si trova uno dei musei più particolari da visitare a Trieste, ovvero il Magazzino delle Idee. Il progetto venne elaborato nel 1907, traendo spunto da altri interventi pubblici compiuti all’interno del Porto, come i vicini Magazzini del Sale e i varchi doganali, racchiuso in una struttura semplice che corrisponde a un modello di edilizia industriale standard.

Corso Camillo Benso Conte di Cavour 2
https://magazzinodelleidee.it

16. PALAZZO COSTANZI

Palazzo Costanzi, Trieste

Alla fine del Seicento giunge a Trieste il capostipite della famiglia Costanzi, diventando una delle figure più influenti della città tanto da possedere il fondo dietro Piazza Unità d’Italia dove sono emersi i resti del porto romano. Il palazzo porta la firma di Pietro Nobile e rappresenta uno degli eleganti esempi di neoclassicismo. A oggi, l’edificio ospita gli uffici comunali e la Sala Veruda, una sede espositiva intitolata all’omonimo pittore, ritrattista formatosi a Monaco e grande amico di Italo Svevo. Molte delle sue opere sono visibili proprio all’interno del Museo Revoltella.

Passo Costanzi 2

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.