Prestito speciale dagli Uffizi a Trieste. Tiziano arriva al Castello di Miramare

La Madonna delle Rose di Tiziano vola da Firenze a Trieste, nell’ambito di uno scambio culturale che coinvolge gli Uffizi e il Castello di Miramare

Tiziano, Madonna delle rose, crediti Uffizi
Tiziano, Madonna delle rose, crediti Uffizi

Dagli Uffizi a Miramare. La Madonna delle Rose e le collezioni degli Asburgo tra Vienna e Firenze, fino al 19 giugno 2022, rappresenta un inedito sodalizio tra il Castello di Miramare e il museo fiorentino. Si tratta di una piccola mostra tutta incentrata su un’unica gemma pittorica: il quadro di Tiziano La Madonna delle Rose, parte dell’antica collezione degli Asburgo. Il Parco di Miramare, che si estende per 22 ettari, è nato per volontà di Massimiliano d’Asburgo alla metà dell’Ottocento. Il castello è stato progettato dall’ingegnere austriaco Carl Junker per l’arciduca, che era anche contrammiraglio, e la sua consorte la principessa Carlotta del Belgio. Perché è un unicum? Da tutte le sue finestre è possibile affacciarsi al mare, il tramonto è mozzafiato. Ovviamente la forma del castello – in pietra d’Istria arroccato sul promontorio – vuole ricordare una nave. Gli stessi interni in legno e le tappezzerie sono un omaggio alla prima passione di Massimiliano d’Asburgo, la seconda era la botanica. Il nome deriva infatti dallo spagnolo “mirar el mar”.
Il quadro di Tiziano giunto da Firenze è particolare per il simbolismo allegorico dei fiori rappresentati e per l’afflato degli affetti che muove le figure. Dopo una visita al giardino e del palazzo triestino, Eike Schmidt, direttore degli Uffizi si è accordato con la Direttrice di Miramare, Andreina Contessa, per l’eccezionale prestito, fulcro dell’esposizione. Il quadro è stato allestito in una sala al pianterreno e incluso nel percorso di visita.

Il castello di Miramare, crediti Miramare
Il castello di Miramare, crediti Miramare

IL SIMBOLISMO NE LA MADONNA DELLE ROSE

Il quadro ospitato in una delle sale di Miramare è una Sacra Conversazione con la Vergine e il bambino, San Giovannino e Sant’Antonio. Prende il titolo dai fiori che San Giovannino dona a Gesù bambino, che prefigurano la vicenda evangelica e, allo stesso tempo, rappresentano la purezza della Vergine, essendo rosa pallido e bianche. L’atmosfera è intima e colloquiale come in altre composizioni religiose di Tiziano e Jacopo Palma il Vecchio.
L’uso di introdurre elementi dalla botanica nei dipinti si diffuse nel XV e nel XVI secolo, in concomitanza con un interesse privilegiato verso le scienze naturali. Le stesse Sacre Scritture offrivano molti spunti a cui attingere: “Sono cresciuta come una palma in Engàddi e come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura e come un platano mi sono elevata” (Siracide 24, 14). A volte, ad accompagnare la figura di Maria viene usato il giglio per alludere alla purezza, il mirto per riferirsi alla verginità e la calendula alla Gloria celeste. Vediamo questo uso diffondersi già dal Medioevo, ad esempio, nella Madonna del roseto (1420 o 1435) conservata al Museo di Castelvecchio a Verona e attribuita a Stefano da Verona o Michelino da Besozzo: la Vergine è protetta in un hortus conclusus composto da siepi di rose latte e cremisi.

L'allestimento al castello di Miramare del quadro di Tiziano, Madonna delle rose, Uffizi-Miramare
L’allestimento al castello di Miramare del quadro di Tiziano, Madonna delle rose, Uffizi-Miramare

UN ITINERARIO COMPLESSO, IL VIAGGIO DELLE OPERE

Quest’opera apparteneva a Leopoldo Guglielmo d’Asburgo che poteva vantare una collezione ampissima di 880 opere di artisti nordeuropei, 517 italiani, 343 disegni, 542 oggetti di derivazione artistica. Probabilmente, fu acquistata sul mercato olandese e proveniva dalle collezioni londinesi Hamilton o Buckingham. Leopoldo Guglielmo spostò la sua vasta collezione d’arte da Bruxelles a Vienna, ma la storia legata al viaggio del quadro di Tiziano non finisce qui. Nel palazzo del Belvedere si organizzò la raccolta per scuole artistiche e si notò la carenza di rappresentanti delle scuole romane e fiorentine, rispetto all’abbondanza di dipinti di origine veneziana. Nel 1792 venne così organizzato uno scambio con gli Uffizi: Bronzino, Barocci e Pietro da Cortona presero la via di Vienna mentre la Madonna delle Rose di Tiziano giunse a Firenze, insieme a La Flora, sempre del Vecellio, a L’Allegoria sacra di Bellini e all’Adorazione dei Magi di Dürer. Sempre sposando i principi diplomatici, stavolta nell’ambito della rete di musei italiani, La Madonna delle Rose lascia temporaneamente gli Uffizi per ambientarsi al Castello di Miramare.

– Giorgia Basili

www.miramare.beniculturali.it
https://www.uffizi.it

Dagli Uffizi a Miramare. La Madonna delle Rose e le collezioni degli Asburgo tra Vienna e Firenze
17 marzo – 19 giugno 2022
Castello di Miramare

 

Evento correlato
Nome eventoDagli Uffizi a Miramare
Vernissage16/03/2022 su invito
Duratadal 16/03/2022 al 19/06/2022
Generearte antica
Spazio espositivoCASTELLO DI MIRAMARE
IndirizzoViale Miramare - Trieste - Friuli-Venezia Giulia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.