Lista dei piccoli musei d’Italia dedicati alla scrittura. Tra diari, macchine da scrivere e memorie
In Italia c’è un macrocosmo di piccoli musei semisconosciuti, a fronte di pochi musei che macinano milioni di visitatori. Scegliamo la strada alternativa, e avviamo una guida a puntate per andare oltre i soliti noti. Partendo dalla scrittura
C’è una foto che è diventata il simbolo del turismo del ventunesimo secolo: una selva di smartphone sollevati nel tentativo di catturare un centimetro quadrato di un’opera d’arte, schiacciati dalla calca e dal rumore. È l’overbooking culturale, quel fenomeno che trasforma la visita a un museo in un esercizio di resistenza fisica piuttosto che in un momento di contemplazione.
Un viaggio tra piccoli musei d’Italia contro l’overbooking culturale
I dati pubblicati di recente da The Art Newspaper, che ogni anno stila la lista dei musei più visitati al mondo, lo confermano: nove milioni di ingressi al Louvre, sette ai Vaticani, sei al British Museum, perfino i meno scontati 4 milioni di visitatori del National Museum of Korea di Seul. E allora iniziamo ad andare oltre i “soliti noti”, puntando verso quei luoghi che non appaiono nelle top ten mondiali, ma offrono un’esperienza infinitamente più densa. Un viaggio a puntate che inizia dalla scrittura e dall’importanza di tramandare la memoria.

I musei del diario e della scrittura in Italia
Si può partire da una rotta che è l’antidoto perfetto al rumore: i musei del diario e della scrittura. Luoghi dove l’opera d’arte non si fotografa, si legge. A Pieve Santo Stefano, che la guerra aveva quasi cancellato dalle mappe, distruggendone case e documenti, è avvenuto quello che molti definiscono un “miracolo di partecipazione”. Si tratta del Piccolo Museo del Diario, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Pretorio, che offre la possibilità di immergersi in una storia collettiva. Il cuore pulsante di questo luogo è l’Archivio Diaristico Nazionale, che custodisce un tesoro di oltre 10.000 testimonianze: diari di guerra scritti in trincea, lettere d’amore, racconti di chi è partito per l’America, epistolari, memorie autobiografiche di persone comuni. Ogni anno l’archivio cresce, accogliendo circa 200 nuovi manoscritti inviati da ogni parte d’Italia, salvando dall’oblio esistenze che altrimenti andrebbero perdute. Alcuni dei documenti esposti “parlano” di memorie che arrivano dal passato anche attraverso registrazioni di voci e rumori, che magari si diffondono aprendo il cassetto di un mobile. Due stanze sono dedicate a opere che si distinguono fra le altre per potenza narrativa e invenzione di scrittura. L’autobiografia di Vincenzo Rabito, cantoniere ragusano autodidatta che scrive a macchina della sua vita “maletratata e molto travagliata e molto desprezata” e quella di Clelia Marchi, contadina mantovana, che dopo la morte del marito elabora il lutto scrivendo prima sulla carta e poi, una volta finita, sul lenzuolo più bello del suo corredo matrimoniale, tessendo un’opera memorabile divenuta simbolo della raccolta di Pieve. Tra le novità, il progetto della nuova sede in quello che viene chiamato Complesso delle Monache e che generazioni di bambini di Pieve Santo Stefano hanno frequentato come loro asilo.

Tra carta, penne, macchine da scrivere e memorie
Dalle memorie private di Pieve si passa a quelle collettive di Torrevecchia Teatina, in Abruzzo, dove il Museo della Lettera d’Amore custodisce nel settecentesco palazzo del Marchese Valignani circa 25 mila lettere, quelle partecipanti al concorso omonimo, tuttora attivo, istituito nel 2000, oltre a donazioni di epistolari, alcuni di notevole interesse storico e culturale. Tra questi ci sono quello dello scrittore Ugo Riccarelli e le lettere scritte dai fedeli a Papa Giovanni Paolo II e deposte nel giorno dei funerali. Il Parco Poesia Pascoli, con la casa natale del poeta e il Museo Multimediale, a San Mauro Pascoli, in Romagna, permette di immergersi tra la biografia, le opere e le carte d’archivio dell’autore che ha dato una dignità letteraria alle “piccole cose”. Un patrimonio di migliaia di documenti tra autografi, fotografie d’epoca, libri e riviste che ne ricostruiscono l’universo. È unico nel suo genere il Museo della Scrittura Meccanica di Bra, con una vasta collezione di antiche macchine da scrivere restaurate e funzionanti da tutto il mondo, e uno spazio ad hoc dedicato alla Olivetti, la prima fabbrica italiana. Appena fuori Torino, l’Officina della scrittura è il primo museo al mondo dedicato al “segno” e all’evoluzione della comunicazione scritta. È adiacente alla Manifattura Aurora che nel 1919 è stata la “mamma” della prima penna stilografica italiana. Il percorso tra le sue sale svela alcune delle penne che sono state un’icona della scrittura, tra cui la Hastil Aurora disegnata da Marco Zanuso nel 1970 ed esposta al MoMA di New York. Oltre alla visita si possono seguire corsi di calligrafia con Ernesto Casciato, un’occasione per avvicinarsi a tecniche diverse, dall’Onciale al Corsivo, e recuperare il fascino di gesti lenti e consapevoli. E sempre a Torino è nato nel 2022 il progetto Calli.gra.ture, che ha generato il Piccolo Museo della Scrittura Manuale all’interno di una delle più vecchie tipografie della città. Il viaggio si conclude a Fabriano nel Museo della carta e della filigrana. All’interno sono custodite una fedele riproduzione della gualchiera medievale per la fabbricazione della carta a mano, una collezione di filigrane antiche e uno spazio dove i maestri cartai mostrano il loro lavoro.
Luisa Taliento
Piccolo Museo del Diario – Pieve Santo Stefano (AR) – Scopri di più
Museo della Lettera d’Amore – Torrevecchia Teatina (CH) – Scopri di più
Museo della Scrittura meccanica – Bra (CN) – Scopri di più
Parco Poesia Pascoli – San Mauro Pascoli (FC) – Scopri di più
Officina della scrittura – Torino – Scopri di più
Calli.gra.ture – Torino – Scopri di più
Museo della carta e della filigrana – Fabriano (AN) – Scopri di più
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