A Torino 6 artiste in un ex convitto di preti che diventerà residenza di lusso. Le immagini

Primo appuntamento a Torino di un ciclo di eventi culturali organizzati in edifici in via di restauro, su idea della società immobiliare Holding 18 e Iole Pellion di Persano, figlia dello storico gallerista torinese Giorgio Persano.

In uno dei luoghi più affascinanti di Torino, dove si dipana la stretta e storica via Barbaroux (al numero 20, Silvio Pellico scrisse Le mie prigioni), un’operazione immobiliare si sposa con l’arte. Qui, al numero 30, sorge, infatti uno stabile di pregio come il convitto dei Santi Martiri, recentemente acquistato dalla Holding 18 – società di sviluppo immobiliare nata a Torino nel 2009 – che ha affidato allo studio G*AA Giaquinto Architetti Associati i lavori di progettazione e ristrutturazione. La decisione della sua riconversione in edificio residenziale di lusso ha innescato un progetto culturale tra Holding 18 e Iole Pellion di Persano, figlia dello storico gallerista torinese Giorgio Persano, che prevede una serie di eventi in relazione con nuovi interventi architettonici che, nell’attesa di diventare tali, ospitano un percorso artistico di esplorazione e confronto con l’architettura.

PRESENZE E ASSENZE

Le mostre proposte nascono, così, dalla storia dei palazzi con l’obiettivo di creare conversazioni inedite e accostamenti stimolanti per la progettazione futura che vedrà prossimamente interessata la zona dove sorge il Centro Direzionale Lavazza, in via Bologna. Intanto, il primo appuntamento è una mostra collettiva – in corso fino all’11 marzo – curata da Iole Pellion di Persano in collaborazione con Giulia Turcati che si chiama Presenza / Assenza, Femminilità a confronto e, attraverso il linguaggio e i percorsi differenti di sei artiste di diverse generazioni – Anna Canale, Aurora Paolillo, Grazia Amendola, Lina Fucà, Stefania Fersini e Susy Gomez -, si propone di indagare la figura della donna, in un luogo che da sempre  ne è stato caratterizzato dall’assenza. Nel percorso espositivo, strutturato su due dei cinque piani dell’edificio, ogni stanza è dedicata a un tema – l’estetica, la moda, le differenze culturali, la violenza nascosta e la maternità – che ogni artista affronta secondo diversi punti di vista, mostrando la femminilità contemporanea nei suoi limiti e nelle sue qualità. La vendita delle opere in mostra finanzierà, in collaborazione con la onlus 1 Caffè di Luca Argentero, il progetto di solidarietà al femminile dell’associazione Sideo, realtà torinese di sostegno delle donne che affrontano cure oncologiche.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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