Cosa non perdere della nuova edizione di The Phair, la fiera della fotografia di Torino
Giunta alla VII edizione, la fiera torinese dedicata alla fotografia contemporanea ritorna negli spazi delle OGR tra molte opere, e qualche perplessità. Ecco cosa vedere assolutamente
Anche se a molti può sembrare sia passato solo poco tempo dalla nascita di The Phair, sono invece già trascorsi ben sette anni dal debutto di questa fiera specializzata sulla fotografia; e nel frattempo – tra pandemie, guerre, intelligenze artificiali, e chi più ne ha più ne metta – è capitato di tutto. Ciononostante, il progetto fieristico fondato da Roberto Casiraghi e Paola Rampini continua a resistere rivelando una passione tenace che non accenna ad affievolirsi. “Quello che a noi importa far capire a voi e al pubblico è che qui dentro si materializza un vero e proprio miracolo”, ha dichiarato Casiraghi alludendo al supporto e alle energie che hanno portato galleristi, partner, e attori di vario tipo a scommettere in un progetto simile. Malgrado tutto.
Le proposte di The Phair 2026 a Torino
E così, la mattinata di giovedì 21 maggio – nell’ormai familiare Sala Fucine delle Officine Grandi Riparazioni di Torino – la fiera ha aperto i battenti. A sorprendere chiunque di punto in bianco è un primo stand dedicato non a delle opere fotografiche ma a delle automobili: una partnership commerciale che, seppur mossa da progetti di acquisizioni, è sicuramente spiazzante da un punto di vista estetico/visivo. Superato questo momento si è pronti a entrare realmente nel cuore della settima edizione di The Phair per addentrarsi in progetti espositivi che valgono la pena di essere scoperti. Nella rosa delle 42 gallerie presenti, nazionali e non, abbiamo infatti individuato alcune proposte che consigliamo di approfondire.
A spiccare nel corridoio iniziale sono tre gallerie contigue che, seppur trattando talenti e generazioni differenti tra loro, restituiscono un piacevole senso comune di meraviglia che si manifesta nell’attenzione maniacale verso i dettagli. Fanno parte di questa prima selezione la milanese Red Lab Gallery – che porta i lavori evocativi di Ezio D’Agostino e Carlotta Valente –, l’Alberto Damian Gallery (con delle opere spettacolari del compianto Paolo Gioli), e Roccavintage. Quest’ultima, inserita in una cernita curata dalla fotografa e autrice Carola Allemandi, offre l’opportunità di immergersi nell’affascinante ricerca di Costanza Gastaldi: un viaggio dal sapore nostalgico popolato da lontani paesaggi immaginifici che riaffiorano grazie a delicate tecniche di stampa nonché a una sperimentazione sapiente atta a svelare tutta la matericità delle immagini prodotte. Da vedere, lì nei pressi, anche l’importante focus di Tucci Russo su Giulio Paolini.
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L’importanza dell’immagine a The Phair
Ma quante cose può rivelare un’immagine? A chiedercelo è anche l’accattivante progetto al limite della performance di Kri Babusci – da Raw Messina – che si avvale del ritratto fotografico per restituire le testimonianze di vita di alcuni personaggi conosciuti per strada e invitati a salire nella sua auto con l’ottica di far ritrovare loro uno spazio sicuro per aprirsi in confessioni intime. L’immagine però può anche nascondere o addirittura attestare nascondimenti: è questo il caso della storica documentazione di Ugo Mulas delle proteste della Biennale del ’68 esibita dalla Galleria Umberto Benappi, una selezione fotografica che, guardando soprattutto all’attuale situazione socio-politica, ci appare profondamente vicina.
Fra i grandi nomi dell’arte contemporanea sparsi qua e là (da Arnulf Rainer ad Anton Corbijn, passando per Ontani, e per un bel lavoro di Simon Starling da Franco Noero) fanno la loro bella figura anche autori meno affermati ma comunque di gran valore. Fra questi menzioniamo sicuramente Paul Cupido da MC2 Gallery, raffinato artista originario dei Paesi Bassi che, mischiando insieme pittura e fotografia, riesce a farci toccare con gli occhi tutta la poesia di una dimensione come quella nipponica.

Il bookshop della Fondazione Merz e i talk a The Phair 2026
Dopo una scorpacciata di opere, qualche parola va spesa anche sul bookshop della Fondazione Merz che merita di essere attraversato. A cavallo tra il libro d’artista e il catalogo, le loro pubblicazioni provano infatti a restituire su carta parte dell’esperienza messa in atto in prima persona dall’artista in occasione di mostre o eventi specifici. È questo, per esempio, ciò che avviene nel volume Tanatosi di Marzia Migliora, pensato per essere fruito anche dalle persone non vedenti. Tra tutte le belle cose offerte da The Phair non possiamo tralasciare anche i talk che, da venerdì 22 fino a domenica 24, toccheranno argomenti e tematiche sfaccettate. Fra questi segnaliamo gli incontri Photography in women’s artistic practices (con la curatrice Victoria Law e la collezionista Donata Pizzi),Il potere delle immagini – un’eredità per le future generazioni (con il gallerista Federico Bollarino di Roccavintage, e il Commendatore Claudio de Polo-Saibanti, Presidente Senior, Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A. Firenze), e infine Photography in institutional programming che vedrà a confrontoRachel Thomas della Hayward Gallery di Londra e Pietro Rigolo della Responsabile della Collezione della Pinacoteca Agnelli di Torino.
Valerio Veneruso
The Phair
OGR – Officine Grandi Riparazioni – Corso Castelfidardo, 22
Dal 22 al 24 maggio 2026
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