Case Cantoniere. Il ritorno di un’icona

Tra i simboli più conosciuti del paesaggio italiano, le Case Cantoniere stanno per tornare a nuova vita. Grazie a un bando pubblico e all’impegno di ANAS nelle operazioni di ristrutturazione.

Dopo 186 anni dall’istituzione della figura del cantoniere, l’ANAS è pronta a riscrivere l’identikit del proprio patrimonio edilizio, avviando un progetto di “imprenditorialità dell’accoglienza” che coinvolge l’intero Paese. Attraverso un bando pubblico – aperto fino alla metà dello scorso novembre – prende il via il piano di Recupero e Valorizzazione Case Cantoniere, il cui iter è destinato a trovare piena attuazione nel 2017.
Autentiche icone architettoniche nazionali, capillarmente distribuite in ogni regione, le 1.244 abitazioni di proprietà dell’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade vennero costruite per una specifica esigenza. Parallelamente alla realizzazione dell’infrastruttura stradale nazionale sorse infatti la necessità di garantirne la manutenzione e la supervisione. In risposta a tale compito si ricorse a una forma di presidio costante, direttamente sul campo, affidando l’incarico ai cantonieri. Contraddistinte dall’inconfondibile rosso pompeiano, le Case Cantoniere iniziarono così a diffondersi lungo l’intera rete stradale italiana. Ogni dimora era strutturata in due porzioni, ciascuna destinata ad altrettanti addetti e alle relative famiglie. Ai singoli cantonieri era assegnata una quota del percorso viario lungo il quale era sorto l’edificio; il centro stesso della dimora rappresentava il confine tra i due cantoni di competenza.
Tale modello di gestione ha continuato a funzionare fino al 1982, quando l’introduzione del Regolamento dei Cantonieri ha determinato il superamento del concetto stesso di cantone e una rimodulazione dell’incarico professionale. Progressivamente si è passati all’impiego di squadre, nuclei e centri di manutenzione, provvisti di personale e mezzi e alla parziale dismissione delle Case. Ancora oggi circa la metà dell’intero patrimonio è impiegata da Anas per uso istituzionale o a supporto delle attività di esercizio; una percentuale è destinata a sede di amministrazioni pubbliche, enti e onlus.

RIQUALIFICAZIONI ARCHITETTONICHE

Per effetto di un accordo di collaborazione, siglato tra Anas, MiBACT, MIT e Agenzia del Demanio nel dicembre 2015, sono state definite le linee guida che porteranno alla riqualificazione architettonica di ventotto Case Cantoniere. La selezione degli immobili testimonia il peculiare indirizzo dell’iniziativa. Per il progetto pilota sono state infatti individuate dimore posizionate in prossimità di circuiti culturali e turistici, a ridosso di percorsi di mobilità dolce, come cammini e ciclovie: l’Alta Lombardia, la Via del Nord e della Valle d’Ampezzo, la Via Francigena e il tracciato dell’Appia antica sono tra gli itinerari di riferimento. Sarà Anas a farsi carico degli oneri di ristrutturazione, affidando a soggetti terzi – imprenditori, aziende, cooperative, start-up assegnatarie della concessione – la gestione degli stabili per un intero decennio. Le figure interessate sono chiamate a presentare un programma convincente, innovativo ed economicamente sostenibile per le Case e alle relative pertinenze.

Casa Cantoniera Sabini (Altamura), render, © ANAS

Casa Cantoniera Sabini (Altamura), render, © ANAS

IMPEGNI E ASPETTATIVE

Lasciando volutamente aperta la gamma delle possibilità di impiego, il piano punta ad affiancare “ai tradizionali servizi all’utente stradale, altri servizi esclusivi per rendere il viaggio sempre più piacevole: alberghieri, extra-alberghieri e ricettivi”. In ciascuna abitazione saranno previste dotazioni comuni, come posti letto, un bar/ristoro, connessione wi-fi, ricarica per i veicoli elettrici e un info point con materiali divulgativi sul territorio di riferimento. Mantenendo il coordinamento della ristrutturazione, Anas intende definire interventi “in coerenza con il pregio storico-artistico e paesaggistico degli immobili”, impiegando materiali e colori compatibili con il contesto di riferimento. Verranno salvaguardati i dettagli distintivi dei singoli immobili, come logge, vani scala, finestre, vetrate, modanature o cartellonistica d’epoca. Nell’azione di divulgazione del bando, Claudio Arcovito, coordinatore del gruppo di lavoro Anas, e il team di riferimento, hanno già registrato una “fortissima aspettativa sul territorio, anche da parte degli enti locali che per la prima volta vedono una società pubblica investire in questo fronte senza aver nulla in cambio, se non l’opportunità di riqualificare il proprio patrimonio immobiliare. L’innovazione richiesta ai futuri gestori, chiamati a elaborare idee capaci di generare nuova attrazione, è insita anche nel nostro programma. L’Azienda stessa si assume parte del rischio e concede canoni concessori molto competitivi. Queste architetture, inoltre, così fortemente identitarie del paesaggio italiano, sono tra i pochi esempi di infrastrutture nazionali a detenere una storia e un valore radicati nell’immaginario collettivo. Ed è entusiasmante sapere che continueranno a vivere”.

Valentina Silvestrini

www.casecantoniere.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #34

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Render". Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito…

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