Regali di Natale in extremis? 9 libri di fotografia

Ora siete davvero nei pasticci. Forse la vostra unica salvezza è regalare un bel tomo, sperando di trovarlo in libreria o che i corrieri siano rapidissimi. Noi di consigli ve ne abbiamo dati a bizzeffe, e qui avete gli ultimi nove, stavolta a tema fotografico.

Dall’Opera aperta di Alex Majoli ai Complete Works di Francesco Jodice. Inizia così l’ultima carrellata tematica di queste strenne natalizie in forma di libri. C’è poi la periferia di Steve Panariti e le balere di Silvia Diamanti, la trilogia sulle Donne fotografe e la biografia di Tina Modotti, le città raccontate da Emilia Giorgi e il jazz di Keith Jarrett, e infine l’apocalisse rallentata dai teli glaciali fotografati da Claudio Orlandi.

Marco Enrico Giacomelli

1. ALEX MAJOLI

Alex Majoli. Opera aperta (Cesura, Pianello Val Tidone 2021)

Non esiste la verità. I fotografi che producono immagini pensando di creare la verità sono dei pazzi, loro stessi se la raccontano. Le fotografie sono una serie di menzogne, ma interessanti”. Questo dichiarava nel 2018 Alex Majoli durante un’intervista rilasciata a Caterina Porcellini in occasione della retrospettiva Andante allestita al MAR di Ravenna. Si parlava in particolare della serie Scenes, dove “l’elemento di finzione – che Majoli ha sempre percepito come inevitabile in qualsiasi scatto, per il solo fatto di inquadrare un evento all’interno di una propria visione – si traduce in esplicita teatralità”.
Majoli stava lavorando ad altre fotografie della serie Scenes quando il Covid ha fatto irruzione nelle nostre vite. E ci stava lavorando insieme a I Teatri di Reggio Emilia per un progetto che ha poi visto la luce durante l’ultima edizione di Fotografia Europea. Il palcoscenico è dunque diventato quello della pandemia, dramma calato nella drammaticità di luci e tagli che già caratterizzavano la prima parte della serie. Una complessità di piani che Majoli, insieme al collettivo fotografico-editoriale Cesura, ha tradotto anche in un prodotto che definiamo libro solo per comodità. Un’Opera aperta che è letteralmente tale, costituita da un involucro in cartone che contiene un labirinto di fogli liberi, piegati, pinzati, di carte in formati e grammature diverse – di fotografie che scivolano, si mettono in disordine quasi autonomamente, fanno occhieggiare una firma, un foglio di sala, la fotocopia commentata dalla pagina di un altro libro…

Alex Majoli. Opera aperta
Cesura, Pianello Val Tidone 2021
Pagg. 107, € 100
ISBN 9788894561111
https://www.cesura.it/

2. FRANCESCO JODICE

Marco Scotini (a cura di) – Francesco Jodice. The Complete Works (Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2021)

Ciò che subito salta agli occhi nelle immagini di Francesco Jodice (lungo i venticinque anni della sua attività) è il continuo rimando a tutto quell’equipaggiamento noir, a tutto quell’arsenale di ferri del mestiere del detective (fotografare, filmare, registrare, cartografare, archiviare) e delle sue procedure di investigazione (carotaggi, accertamenti, pedinamenti, spionaggio)”. Curiosa prospettiva di lettura, quella proposta da Marco Scotini. A cui fa eco lo stesso Francesco Jodice, di cui Silvana Editoriale ha appena pubblicato questo monumentale The Complete Works: “Noir è un termine bellissimo perché definisce un’atmosfera, non un genere”. L’eco ritorna nelle parole di Scotini: “Se ormai non possiamo far altro che verificare la realtà attraverso l’immagine – nei termini di un’adesione più o meno fedele alla fiction – risulta chiaro in conclusione perché Jodice abbia ripreso (fotografato? filmato?) la realtà come se fosse un’immagine (il noir, innanzitutto)”.
Per restare nel solco investigativo: questo libro è costituito da una serie di indizi. La prova la troverete andando a cercare gli altri innumerevoli volumi che monograficamente illustrano ogni singolo progetto di Jodice, che sia fotografico e/o cinematografico. Un libro, dunque, che è un attivatore di curiosità ulteriore; un’opera – a dispetto del titolo – magnificamente incompleta, se la completezza significa chiusura su se stessi.

Marco Scotini (a cura di) – Francesco Jodice. The Complete Works
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2021
Pagg. 472, € 55
ISBN 9788836650767
https://www.silvanaeditoriale.it/

3. STEVE PANARITI

Steve Panariti. Diamonds (89Books, Palermo 2021)

Checché si possa pensare leggendone il nome, Steve Panariti è cresciuto a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. Di professione fa il fotografo di moda, ma poi c’è quella che in certi ambiti si chiama “ricerca personale”. E per lui è questa: è la ricerca di volti in quei luoghi di confine, ostili per necessità più che per scelta, luoghi che sono quasi sempre percepiti come barriere, appunto, percepiti come tali dall’esterno e pure spesso dall’interno.
Fa bene però a sottolinearlo, nella sua Introduzione manoscritta, Guido Costa: qui non c’è alcuna intenzione di fare sociologia. Lo conferma Panariti in una bella intervista rilasciata al sito Strabarriere: a volte instaura un dialogo, un contatto; altre volte è “una flashata” e basta. Breve menzione anche per la casa editrice: è palermitana, è nata nel 2018, è diretta da Mauro D’Agati e il suo catalogo merita grande attenzione.

Steve Panariti. Diamonds
89books, Palermo 2021
Pagg. 108, € 40
ISBN 9791280423009
https://www.89books.com/

4. SILVIA DIAMANTI

Silvia Diamanti. Dancing Paradiso (Quinlan, San Severino Marche 2021)

Non sono molti – è un eufemismo – gli editori che accetterebbero di pubblicare un libro in questa forma. Per fortuna c’è anche chi osa, nella fattispecie la Quinlan diretta da Roberto Maggiori. Ma cos’ha di strano questo volume? Nel formato, nulla; nella forma, molto. L’unico testo di accompagnamento, infatti, è una dedica e una citazione dal Settimo sigillo di Ingmar Bergman. Niente spiega questa sequenza di fotografie che provengono da un altro spazio-tempo, con corpi tutt’altro che perfetti, abiti che fatichiamo a identificare, numeri applicati sui corpi che fanno pensare a gare di ballo in provincia.
E allora si va a cercare qualche informazione su Internet, e no, non è quel Dancing Paradiso, non è il libretto di Stefano Benni del 2019. Si prova allora incrociando la ricerca con il nome della fotografa, Silvia Diamanti, e si scopre che è un reportage dalle balere romagnole, che le fotografie – chi l’avrebbe mai detto? – sono tutto sommato recenti, datano dal 2017 al 2019. Resta l’aura di un libro misterioso, di un oggetto che pare catapultato da un’altra dimensione.

Silvia Diamanti. Dancing Paradiso
Quinlan, San Severino Marche 2021
Pagg. 72, € 30
ISBN 9788899390495
http://www.aroundphotography.it/

5. DONNE FOTOGRAFE

Clara Bouveresse & Sarah Moon (a cura di) – Donne fotografe (Contrasto, Milano 2021)

Tre maneggevoli volumi, pubblicati nella collana FotoNote, tenuti insieme da una fascetta. Sono quelli dedicati alle Donne fotografe, scanditi in tre periodi e altrettanti aggettivi: Pioniere (1851-1936), Rivoluzionarie (1937-1970) e Visionarie (1970-2010). Una lacuna almeno parzialmente colmata, data la clamorosa disparità di genere della collana stessa, che nell’edizione originale francese contempla un rapporto di 10 a 1 nelle monografie di fotografi maschi e femmine.
Certo, un cofanetto non rimette le cose in pari, ma almeno è un passo in avanti. D’altro canto, il lavoro di Bouveresse e Sarah Moon è impeccabile: nella scelta delle singole opere da pubblicare e nella scelta dei nomi da selezionare, a partire dalle straordinarie cianotipie di Anna Atkins agli allegorici nudi femminili di Anne Brigman, dalla sorprendente Claude Cahun allo humour nero di Marta Astfalck-Vietz. E questo elenco, parzialissimo, riguarda solo il primo volume.

Clara Bouveresse & Sarah Moon (a cura di) – Donne fotografe
Contrasto, Milano 2021
3 voll., pagg. 432, € 42
ISBN 9788869658624
https://contrastobooks.com/

6. TINA MODOTTI

Gérard Roero di Cortanze – Io, Tina Modotti (Elliot, Roma 2021)

La nascita a Udine, il rapido trasferimento della famiglia in Carinzia, il ritorno in Friuli. Poi, appena sedicenne, nel 1913, il viaggio verso gli Stati Uniti. La vita di Tina Modotti è, sin dalla più tenera età, un’avventura. Che diviene ancora più emozionante negli anni seguenti: Modotti si sposta da San Francisco a Los Angeles, regno del cinema. “Nell’estate canicolare, allorché un terremoto ha appena scosso Los Angeles [un earthquake a L.A. non può che far pensare a Chiedi alla polvere (1939) di John Fante, N.d.R.], Tina ottiene il suo primo ruolo: in The Tiger’s Coat”. L’incontro con Edward Weston e la luce di Città del Messico, dove trascorrono e trascorre sempre più tempo, la avvicina alla fotografia. Il 1929 è l’anno della sua prima mostra e insieme del suo primo – e unico – testo teorico: Manifiesto acerca de la fotografía. L’anno dopo è a Berlino e poi saranno anni di peregrinazioni continue, da Mosca a Madrid, da Varsavia a Budapest, da Vilnius a Parigi, con il fil rouge della militanza politica.
Una vita così, è ovvio, si presta magnificamente a una biografia romanzata. Se poi la penna è quella di Gérard Roero di Cortanze, il risultato è garantito.

Gérard Roero di Cortanze – Io, Tina Modotti
Elliot, Roma 2021
Pagg. 320, € 18,50
ISBN 9788892760806
http://www.elliotedizioni.com/

7. EMILIA GIORGI

Emilia Giorgi – Giorni come stanze (Libria, Melfi 2020)

Muove dalla tragica esperienza della pandemia questo piccolo libro di Emilia Giorgi, arricchito da una postfazione di Christian Caliandro. Muove dal lockdown imposto dalla diffusione del virus Sars-Cov-2 ma getta lo sguardo oltre l’orizzonte chiuso e imposto dalla tragedia sanitaria. “Immaginare, disegnare, costruire ‘spazi agonistici’. Ecco a cosa dovremo dedicarci come cittadini, attivisti, operatori culturali, artisti, designer e architetti. Provando a seguire lo sguardo dei bambini, per dare vita a una città più vicina ai nostri bisogni fisici e mentali, fatta di vuoti, pause, tempi lenti, spostamenti flessibili e reti di prossimità. Capace di valorizzare le aree verdi così come le zone di circolazione affinché possano essere man mano sottratte al traffico veicolare e restituite a pedoni, ciclisti e mezzi pubblici”.
A veicolare, appunto, queste riflessioni – non certo a illustrarle – ci sono gli scatti di alcuni dei migliori fotografi italiani: Giovanna Silva, Allegra Martin, Alessandro Imbriaco, Filippo Romano, Gaia Cambiaggi, Antonio Ottomanelli, Delfino Sisto Legnani e Anna Positano. Un piccolo scrigno di parole e immagini.

Emilia Giorgi – Giorni come stanze
Libria, Melfi 2020
Pagg. 96, € 14
ISBN 9788867642229
http://www.librianet.it/

8. ROBERTO MASOTTI

Roberto Masotti. Keith Jarrett. A Portrait (Seipersei, Siena 2021)

Quello confezionato da Roberto Masotti è un ritratto retrospettivo del celeberrimo jazzista Keith Jarrett, che si sviluppa in un arco temporale che va dal 1969 (la prima fotografia è scattata durante il Jazz Festival di Bologna) al 2009 (un intenso ritratto realizzato a Mantova). In mezzo c’è un altro Jazz Festival, questa volta a Milano, con il Miles Davis Group (1971), c’è Keith Jarrett in visita a Bergamo Alta (1973), c’è il magnifico dittico scattato a Pescara nel 1974 (in prima e quarta di copertina sul libro, e anche sull’album Hymns/Spheres pubblicato dall’etichetta ECM), e tanti altri scatti. Da notare come più d’una fotografia ritragga Jarrett non al piano ma mentre suona altri strumenti, dal clarinetto alle percussioni, in barba a chi lo identifica soltanto come pianista.
Oltre a un breve scritto dello stesso Masotti, il libro si fregia di due contributi: di Geoff Dyer, autore nel 1991 del notevole Natura morta con custodia di sax. Storie di jazz; e di Franco Fabbri, musicologo e frontman degli Stormy Six.

Roberto Masotti. Keith Jarrett. A Portrait
Seipersei, Siena 2021
Pagg. 112, € 40
ISBN 9788894490671
https://seipersei.com/

9. CLAUDIO ORLANDI

Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes (Antiga, Crocetta del Montello 2021)

Il catalogo della mostra che si è tenuta quest’estate alla Casa della Memoria di Milano è uno spicchio fedele della ricerca condotta dal romano Claudio Orlandi, che coniuga sapienza fotografica e impegno ecologico. Il suo obiettivo è infatti puntato sin dal 2008 sui teli permanenti o stagionali che vengono posati sui ghiacciai al fine di preservarli. Di questa lunga ricerca – che Orlandi porta avanti percorrendo l’arco alpino in prima persona – sono pubblicati alcuni scatti prelevati da sei sotto-serie, dove si alternano forme scultoree dal sapore berniniano ad altre fotografie più esplicite, in cui i teli, il ghiaccio, la neve, l’acqua sono riconoscibili nella loro mutevole essenza.
Ad accompagnare le immagini, un testo della curatrice Alessia Locatelli e due interventi a firma del glaciologo Claudio Smiraglia e del presidente del comitato scientifico del CAI – Club Alpino Italiano, Giuliano Cervi. Per chi fosse interessato ad approfondire “dal vivo” la questione, ci sono le gallerie Gallerati a Roma e Riccardo Costantini a Torino.

Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes
Antiga, Crocetta del Montello 2021
Pagg. 148, € 30
ISBN 9788884352606
https://www.antigaedizioni.it/

Dati correlati
AutoriAlex Majoli, Francesco Jodice, Steve Panariti , Sarah Moon , Tina Modotti, Giovanna Silva, Allegra Martin, Alessandro Imbriaco, Filippo Romano, Gaia Cambiaggi, Antonio Ottomanelli, Delfino Sisto Legnani, Anna Positano, Roberto Masotti, Claudio Orlandi
CuratoriMarco Scotini, Emilia Giorgi
editoriCONTRASTO, SILVANA EDITORIALE
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.