“Giorni come stanze”: il lockdown in Italia visto dall’obiettivo fotografico

Il lockdown è stato un momento difficile, ricco di sentimenti contrastanti. Come raccontare per immagini questo tempo sospeso? Ci hanno provato i fotografi con due mostre e un libro.

Gli obiettivi delle macchine fotografiche hanno narrato il tempo del lockdown fatto di attese, tempi pieni e vuoti. “Noi corrispondenti della Stampa Estera abbiamo raccontato come gli Italiani hanno affrontato questa crisi senza precedenti con coraggio, disciplina e solidarietà”, spiega Trisha Thomas, Presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, presentando la mostra LOCKDOWN ITALIA visto dalla Stampa Estera nella Capitale, un progetto composto da oltre 70 scatti di 30 fotografi, partendo dalle chiusure di marzo ai primi segni di ripartenza con l’arrivo dell’estate. A descrivere le diverse fasi della pandemia c’è anche la mostra collettiva curata da Giulia Ticozzi e Arcipelago-19, prevista a novembre e dicembre nell’ambito Photolux, negli spazi dell’Archivio Fotografico Lucchese a Villa Bottini. “Siamo particolarmente orgogliosi di questa mostra che abbiamo voluto fortemente e che racconta la pandemia attraverso lo sguardo di molti giovani fotografe e fotografi italiani” dichiara Enrico Stefanelli, direttore di Photolux. Scampoli di vita vissuta da remoto sono invece immortalati e sfogliabili nel libro Giorni come Stanze. Riappropriarsi della città scritto da Emilia Giorgi ed edito da Casa Editrice Libria, Melfi (Italia). Pensieri e riflessioni nati durante il confinamento sono raccolti in uno scritto in prima persona e che vede nel domani un terreno fertile in cui piantare semi di nuove visioni. Ecco nel dettaglio le tre esperienze raccontate dai protagonisti.

Valentina Muzi

1. L’INIZIO DEL FUTURO – UNA MOSTRA COLLETTIVA PER RACCONTARE IL LOCKDOWN DURANTE PHOTOLUX

Fondo COVID-19, Archivio Fotografico Lucchese “A. Fazzi” © Marina Capovilla

Photolux consolida il proprio legame con la città e lo fa presentando il nuovo Fondo Covid-19 dell’Archivio Fotografico Lucchese “A. Fazzi” dove sarà raccolto tutto il materiale visivo che racconta l’emergenza sanitaria, come è stata vissuta e sentita, non solo sul territorio nazionale ma nel lucchese in particolare. Ci sarà anche una mostra, L’inizio del futuro, visitabile dal 21 novembre sino al 10 gennaio 2021 con la curatela di Giulia Ticozzi e Arcipelago-19. La rassegna testimonia una visione ampia e dilatata del periodo, diversa per esperienza, linguaggio e geografia. Con la conclusione dell’esposizione, una fotografia di ciascun autore sarà acquisita dall’Archivio “A. Fazzi” e andrà ad arricchire il nuovo Fondo Covid-19. Le altre mostre ed eventi propongono invece le opere vincitrici del World Press Photo 2020, il reportage firmato da Rocco Rorandelli riguardante l’impatto dell’industria del tabacco sulla società contemporanea, nonché una selezione di libri fotografici a cura di Francesco Colombelli, con un approfondimento specifico sul ruolo della fotografia nella documentazione della guerra e dello sviluppo delle armi da combattimento.

2. LOCKDOWN ITALIA VISTO DALLA STAMPA ESTERA – LA MOSTRA

Eric Vandeville/Abaca Press. Lockdown visto dalla Stampa Estera – Musei Capitolini – Roma

La mostra allestita nelle Sale terrene del Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini di Roma, è visitabile fino al primo novembre 2020, e vede la curatela dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. Il percorso espositivo si apre le immagini drammatiche della diffusione del virus, delle terapie intensive, delle bare all’interno delle chiese, dei volti sofferenti degli infermieri e dei medici in prima linea. Seguono gli scatti che spostano l’obiettivo sulle strade deserte, quasi a riprodurne il silenzio assordante in cui erano avvolte; per poi passare alla sofferenza dei degenti e dei familiari delle vittime. La “luce” si intravede entrando nella seconda parte della mostra, con il racconto di una cittadinanza che reagisce cantando da balconi e terrazze e poi riaprendo i pochi esercizi commerciali autorizzati a lavorare. Fino al ritorno graduale alla normalità, seppur regolato dalle norme entrate ormai a far parte della nostra nuova esistenza. L’esposizione si chiude con una sezione dedicata al lavoro dei reporter in tempo di pandemia. Un collage di foto che mostra come i corrispondenti della stampa si siano dovuti adattare alle nuove condizioni di lavoro imposte dal lockdown tra dirette domestiche, reportage con mascherina in città deserte, conferenze stampa e interviste online. La stessa Associazione della Stampa Estera in Italia ne ha dato dimostrazione trasferendo, come tante altre realtà, molte delle proprie attività sul web, creando una sede virtuale che ha prodotto più di 80 incontri durante il confinamento.

3. LOCKDOWN ITALIA VISTO DA EMILIA GIORGI – IL LIBRO GIORNI COME STANZE

Emilia Giorgi, Giorni come stanze, cover

Emilia Giorgi scrive Giorni come Stanze. Riappropriarsi delle città, un libro vivo, pieno di spunti e riflessioni che indagano il prossimo futuro con nuove consapevolezze. Appunti e pensieri si muovono piano tra le note di canzoni, approfondimenti di autori, artisti, opere, libri e foto creando un dialogo aperto e condiviso, cercando di esorcizzare la paura verso un nemico invisibile ma letale, e di cambiare punto di vista rispetto allo spazio che ci circonda – in primis quello urbano, finalmente visto con una nuova luce – in un luogo d’azione creativa. “Ho invitato alcuni fotografi con cui collaboro e ho rapporti di scambio costante, a dialogare con me attraverso una sequenza di immagini, in connessione e riverbero con i pensieri raccolti nei testi” così spiega ad Artribune l’autrice Emilia Giorgi. “Volevo ampliare il senso del libro attraverso lo sguardo di altre persone. Così sono nate le otto sequenze fotografiche, composte da scatti per lo più liberi da costrizioni, spesso spontanei, a volte realizzati con la fotocamera del cellulare durante il lockdown o tratti da vecchi progetti mai usciti allo scoperto. Ogni serie di fotografie è l’avventura della mente di ciascun autore”. Gli autori che hanno arricchito lo scritto con i loro scatti sono stati: Giovanna Silva, Allegra Martin, Alessandro Imbriaco, Filippo Romano, Gaia Cambiaggi, Antonio Ottomanelli, Delfino Sisto Legnani, Anna Positano; insieme alla prefazione firmata da Christian Caliandro“Il tempo fermo, la pausa netta e condivisa, ci ha offerto l’occasione di ripensare il nostro modo di relazionarci alle altre persone e ai luoghi che viviamo e attraversiamo. Questo piccolo libro è un esercizio di libertà, frutto di quei giorni di grande incertezza. Non vuole stabilire punti fissi o soluzioni, piuttosto associa pensieri e appunti, anche dissonanti. Piccoli semi che prenderanno forma con il giusto tempo in percorsi futuri” conclude l’autrice. La grafica del libro vede protagonista Studio Folder.

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.