Uncle Bernie e le sue muffole diventano l’ultimo tormentone social. Anche a tema arte

Il senatore del Vermont, ex candidato alla corsa per le Presidenziali, è diventato un meme, dopo la sua ultima apparizione all’Inauguration Day. E anche l’arte non si è tirata indietro.

Bernie Sanders in Marina Abramovic, The artist is present
Bernie Sanders in Marina Abramovic, The artist is present

È stata una cerimonia glamour e di grande impatto mediatico, quella di insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e della Vice Presidente Kamala Harris, oscurata solo dall’ombra dei recenti fatti di Capitol Hill. Tra popstar e celebrities, come JLO, Lady Gaga e la strepitosa poetessa afroamericana Amanda Gorman, a newpop star is born. Si tratta di Bernie Sanders, ex candidato alla presidenza USA, che ha dato l’impressione di non condividere del tutto l’entusiasmo collettivo. Anzi, di essere stato proprio trascinato a forza alla cerimonia, un po’ come quando nelle feste comandate si va da quei parenti che in realtà non si vorrebbe vedere neanche in cartolina. Giacca a vento marrone, pantalone scuro e soprattutto guantoni colorati – muffole da montagna, quelle che lasciano solo il pollice libero per intenderci – in lana riciclata, secondo quanto riportato Buzzfeed. Intervistato dalla Cbs, Sanders ha così commentato: “Noi nel Vermont siamo abituati al freddo e non siamo preoccupati molto della moda, a noi interessa stare al caldo, ed è ciò che è successo oggi”. Se c’è un vincitore di tutta questa storia, insomma, è lo spirito socialista di Bernie, che ricorderemo forse molto più a lungo dei vocalizzi di Lady Gaga sull’inno americano. Intanto, il mondo dei social è letteralmente impazzito, e a suon di #BerniesMittens ha piazzato l’infreddolito senatore del Vermont ovunque (per rincarare la dose, è nata anche un’app che trovate a questo link). Il mondo dell’arte non è stato da meno. Ecco una gallery dei meme più fantasiosi che lo vedono seduto tra la performance di Marina Abramović, l’opera cardine del concettualismo di Joseph Kosuth, il Cesso d’oro di Maurizio CattelanI nottambuli di Edward Hopper, Colazione sull’erba di Edouard Manet Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte di Georges Seurat.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.