Rubato il water d’oro di Maurizio Cattelan. Furto al Blenheim Palace nel Regno Unito

I ladri avrebbero fatto irruzione all’interno della fondazione inglese questa mattina all’alba, rubando la nota opera dell’artista italiano. Il water era esposto nell’ambito della grande retrospettiva dedicata a Cattelan e inaugurata lo scorso 12 settembre

Maurizio Cattelan, AMERICA, 2016. Photo courtesy Jacopo Zotti
Maurizio Cattelan, AMERICA, 2016. Photo courtesy Jacopo Zotti

A due giorni dall’inaugurazione della mostra di Maurizio Cattelan alla Blenheim Art Foundation a Woodstock nel Regno Unito, all’alba del 14 settembre una banda di ladri avrebbe fatto irruzione all’interno del Blenheim Palace (noto per essere la casa natale di Winston Churchill) e rubato la celeberrima toilette d’oro realizzata dall’artista italiano nel 2016. America, è questo il titolo della scultura in oro 18 carati che nel 2017 è stata esposta – e perfettamente funzionante! – al MoMA di New York, non è stata ancora ritrovata dalla polizia ma, stando a quanto riportano la BBC e The Guardian, intanto sarebbe stato fermato un uomo di 66 anni. “L’opera d’arte non è stata ancora recuperata, ma stiamo conducendo un’indagine approfondita per trovarla e consegnare i responsabili alla giustizia”, ha dichiarato la polizia di Thames Valley facendo ricredere chi legittimamente pensava ad una trovata di Cattelan stesso.

Maurizio Cattelan, America, installazione al Blenheim Palace (prima del furto)
Maurizio Cattelan, America, installazione al Blenheim Palace (prima del furto)

LA TOILETTE DI CATTELAN RUBATA AL BLENHEIM PALACE

Il fatto è accaduto pochi giorni dopo l’inaugurazione della prima grande retrospettiva di Maurizio Cattelan nel Regno Unito. Tra le opere in mostra, c’era appunto anche la scultura America, installata all’interno del Blenheim Palace, di fronte alla stanza in cui è nato Winston Churchill. Come già accaduto al MoMA di New York, anche qui la toilette è stata installata e perfettamente funzionante, attirando già nei primi giorni di mostra numerosi… fruitori. Evidentemente però le misure di sicurezza non erano all’altezza del Guggenheim. Il furto della scultura sarebbe accaduto intorno alle 4:50 del mattino, lasciando anche gravi danni al palazzo: la “disinstallazione” forzata della toilette ha infatti causato allagamenti all’interno dell’edificio. Nonostante il valore dell’opera, prima della mostra i proprietari e i reggenti del palazzo si erano mostrati tranquilli sulla sicurezza: il fratellastro del duca di Marlborough, Edward Spencer-Churchill, fondatore della Blenheim Art Foundation, ha dichiarato al Times che la toilette non sarebbe stata di certo “la cosa più facile da sgraffignare. In primo luogo, è installato e, in secondo luogo, un potenziale ladro non avrà idea di chi lo abbia usato l’ultima volta o cosa abbia mangiato. Quindi no, non ho intenzione di proteggerlo più di tanto”. I ladri, però, non si sono lasciati intimorire né dagli utilizzatori del water e neppure dall’impianto idrico del palazzo.

IL WATER D’ORO DI CATTELAN, IL MOMA E TRUMP

Considerato dai critici una satira sull’eccessiva ricchezza ostentata dagli Stati Uniti, America è un’opera che, stando alle criptiche dichiarazioni di Cattelan, potrebbe essere stato ispirato dalla figura di Donald Trump (a dalle architetture dorate dei suoi palazzi), che ai tempi della realizzazione della scultura non era ancora stato eletto presidente degli Stati Uniti. E proposito del magnate americano, risale a un anno fa il curioso episodio che ha visto protagonista Trump e il water di Cattelan: la Casa Bianca avrebbe chiesto in prestito al Guggenheim Museum di New York un dipinto di Vincent van Gogh, Landscape With Snow, opera realizzata dal pittore olandese nel 1888 che rappresenta un uomo con un cappello nero che cammina lungo un sentiero ad Arles, in Francia, con il suo cane. La curatrice del Guggenheim Nancy Spector, però, avrebbe gentilmente declinato la richiesta della Casa Bianca per via delle delicate condizioni conservative del dipinto di van Gogh. In cambio la curatrice avrebbe offerto America di Cattelan, ma dalla Casa Bianca non sarebbe arrivato alcun feedback. “È una faccenda molto delicata”, si era limitato a rispondere Cattelan commentando e ridacchiando sulla vicenda. Adesso attorno alla chiacchierata opera dell’artista italiano ruota un’aura da giallo di Agatha Christie. Chi ha rubato il cesso d’oro?

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.