Dieci mostre da vedere a New York durante le feste

Se avete in programma di trascorrere le festività nella Grande Mela, musei e gallerie dei cinque borough in questo periodo offrono tante belle mostre, oltre che un po’ di sollievo dal freddo. Ecco qualche consiglio.

1. IL NOVECENTO VISTO DA SEI ARTISTI, AL GUGGENHEIM

La rampa a spirale del Guggenheim di New York allestita per la mostra “Artistic License”. Photo Maurita Cardone

Ultima occasione per vedere l’originale mostra con cui il Guggenheim celebra il sessantesimo anniversario dell’iconico edificio progettato da Frank Lloyd Wright che ospita il museo. Artistic License: Six Takes on the Guggenheim Collection raccoglie oltre 300 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, installazioni e lavori su carta, dei più grandi nomi del Novecento mondiale, a cura di sei artisti contemporanei che hanno contribuito alla storia del Guggenheim con importanti mostre personali nel corso degli anni. I sei artisti, Cai Guo-Qiang, Paul Chan, Jenny Holzer, Julie Mehretu, Richard Prince e Carrie Mae Weems, hanno attinto dagli archivi del museo e selezionato opere intorno a un tema da loro stessi scelto. Ogni tema corrisponde a una sezione della mostra. È la prima volta che il Guggenheim affida una curatela a degli artisti e l’allestimento occupa l’intera rampa a spirale dell’edificio di Wright. Da vedere per scoprire opere poco note o mai esposte prima dei protagonisti del Novecento.

New York // fino al 12 gennnaio 2020
Artistic License: Six Takes on the Guggenheim Collection
SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM
1071 Fifth Avenue
www.guggenheim.org

2. I COLORI DI KIRCHNER ALLA NEUE GALERIE

Ernst Ludwig Kirchner. Installation view at Neue Galerie, New York 2019

Ultimi giorni anche per la mostra dedicata a Ernst Ludwig Kirchner alla Neue Galerie, una retrospettiva che mette ordine nella vasta produzione dell’artista tedesco, dal 1907 al ‘37. Utilizzando i luoghi in cui visse l’artista come filo conduttore, la mostra raccoglie circa 300 tra dipinti, disegni e stampe, più una scultura in legno, che pongono in evidenza come il suo lavoro si sia trasformato in relazione all’ambiente circostante, agli eventi storici e alle evoluzioni della società del tempo. Le opere esposte sono organizzate in cinque sezioni, una per ognuno dei luoghi che ospitarono l’artista (Dresda, Berlino e Davos), più una dedicata agli anni della guerra e un’altra in cui sono raccolte le stampe. Il focus principale è sull’innovativo uso del colore, di cui Kirchner si serve in modi differenti a seconda dei soggetti prescelti ma anche dei diversi media con cui si cimenta nel corso della sua carriera. Da vedere per apprezzare fino in fondo il lavoro di un caposaldo del secolo scorso.

New York // fino al 13 gennaio 2020
Ernst Ludwig Kirchner
NEUE GALERIE
1048 Fifth Avenue
https://www.neuegalerie.org/

3. POPE L. E LA PERFORMANCE IN STRADA, AL MOMA

member. Pope.L, 1978–2001. Installation view at The Museum of Modern Art, New York 2019 © 2019 The Museum of Modern Art. Photo Martin Seck

In un rinnovato MoMA, c’è da trascorrere intere giornate a esplorare la collezione appena riallestita. Ma se vi rimane del tempo per qualche temporanea, scegliete member: Pope L., 1978-2001. Il lavoro di questo artista che si definisce “pescatore di assurdità sociale” spazia dal teatro alla pittura, dai flash mob al video, fino alla scultura e all’installazione. La mostra si concentra su una serie di performance in cui Pope L. utilizza il proprio corpo con umorismo e provocazione, per mettere in discussione gli schemi sociali del vivere moderno e della società dei consumi. Scegliendo il palcoscenico delle strade di New York, su cui striscia a carponi nel traffico o siede sull’asfalto tra la folla dell’ora di punta, l’artista punta il dito contro la disuguaglianza e la divisione in classi. Da vedere per arrivare all’osso della performance art.

New York // fino al 1° febbraio 2020
member: Pope L., 1978-2001
MOMA
11 West, 53rd Street
https://www.moma.org/

4. TUTTI I NUDI DI MARINO MARINI, AL CIMA

Marino Marini. Arcadian Nudes. Installation view at Center for Italian Modern Art, New York 2019. Photo Dario Lasagni

Per la sua stagione 2019-2020, il Center for Italian Modern Art (CIMA) presenta la prima mostra americana dedicata alle sculture di nudo di Marino Marini. Attraverso una trentina di sculture realizzate tra il 1932 e il 1949, la mostra riesce a delineare il percorso creativo di Marini che negli anni andò sviluppando e approfondendo uno stile rappresentativo moderno del nudo femminile, mantenendo però uno sguardo rivolto all’arte classica e pre-classica. Il bel loft di Soho che ospita il CIMA offre a questi nudi un contesto ideale per apprezzarne le forme, la materia e la massa. Da vedere per riscoprire un grande italiano.

New York // fino al 13 giugno 2020
Marino Marini: Arcadian Nudes
CENTER FOR ITALIAN MODERN ART
421 Broome Street, 4th Floor
https://www.italianmodernart.org/

5. L’UNIVERSO DI AGNES DENES TRA ECOLOGIA E ALCHIMIA, A THE SHED

Agnes Denes, Model for Teardrop ‒ Monument to Being Earthbound, 2019. Photo Maurita Cardone

Una grande retrospettiva che rende finalmente giustizia a un’artista con cinquant’anni di arte concettuale ed ecologica alle spalle. Agnes Denes: Absolutes and Intermediate raccoglie 150 opere dell’artista di origini ungheresi, da anni di base a New York. Organizzata in senso cronologico, la mostra ripercorre il lavoro dell’artista che seminò e coltivò un campo di grano ai piedi delle Torri Gemelle (Wheatfield ‒ A Confrontation, 1982) e che fu tra i primi a parlare di cambiamento climatico nelle proprie opere. Uno dei due piani dell’esposizione è dedicato alla piramide, soggetto ricorrente nel lavoro di Agnes Denes, cui The Shed ha per l’occasione commissionato la realizzazione di tre opere finora rimaste solo su carta. Da vedere per un’esperienza tra scienza e magia.

New York // fino al 22 marzo 2020
Agnes Denes: Absolutes and Intermediates
THE SHED
545 West 30th Street
https://theshed.org/

6. NEW YORK E IL MONDO VISTI DA JR, AL BROOKLYN MUSEUM

JR. Chronicles. Exhibition view at Brooklyn Museum, New York 2019. Courtesy Brooklyn Museum. Photo Jonathan Dorado

Vale il viaggio a Brooklyn la grande mostra che ripercorre la ricca carriera dello street artist parigino JR e che culmina nel progetto dedicato alla Grande Mela e alla sua gente. In corso al Brooklyn Museum, JR: Chronicles è un’esplorazione del lavoro di un artista che, a partire dalle banlieue, ha sempre scelto i suoi soggetti tra le fasce più vulnerabili della popolazione, viaggiando da un punto all’altro del pianeta per raccontare emarginazione, tensione sociale e criticità, utilizzando la fotografia come mezzo di guerrilla art e mescolando tecniche, media e materiali diversi. Da vedere per approfondire il lavoro di JR e i suoi contenuti sociali.

New York // fino al 3 maggio 2020
JR: Chronicles
BROOKLYN MUSEUM
200 Eastern Parkway, Brooklyn
https://www.brooklynmuseum.org

7. LA PROTO-STREET ART NEWYORCHESE AL BRONX MUSEUM

Henry Chalfant. Art vs. Transit, 1977 1987. Exhibition view at The Bronx Museum of the Arts, New York 2019. Photo Maurita Cardone

Fa il paio con quella di JR al Brooklyn Museum, mostrando un’altra faccia della Street Art, la mostra Henry Chalfant: Art vs. Transit, 1977-1987, in corso al Bronx Museum fino all’8 marzo. Dedicata al fotografo che ha documentato gli albori di questa forma d’arte a New York, quando i writer prendevano d’assalto i treni della metropolitana armati di bombolette spray, la mostra documenta due decenni che cambiarono la cultura pop occidentale. Le fotografie di Henry Chalfant illustrano opere di Dondi, Futura, Lady Pink, Blade, Crash, DAZE. Da vedere per un viaggio nel passato più turbolento di New York.

New York // fino all’8 marzo 2020
Henry Chalfant: Art vs. Transit, 1977-1987
THE BRONX MUSEUM OF THE ARTS
1040 Grand Concourse
http://www.bronxmuseum.org/

8. ARTE E GUERRA: VENT’ANNI DI OPERAZIONI MILITARI IN IRAQ AL MOMA PS1

Jamal Penjweny, dalla serie Saddam is Here, 2010. Courtesy the artist

Bisogna spostarsi nel Queens per una mostra che esplora il rapporto tra arte e guerra. In corso al MoMA PS1, Theater of Operations: The Gulf Wars 1991–2011 è una grande collettiva che raccoglie oltre 300 opere di circa 80 artisti di origini irachene o di base in Iraq o artisti che nel proprio lavoro sono stati influenzati dalle guerre nel Golfo Persico, iniziate nel 1991. Le guerre che hanno devastato quelle zone hanno avuto e continuano ad avere un profondo impatto sulla società irachena e una vasta eco nel mondo e nella cultura contemporanea globale. Negli USA, la guerra con l’Iraq è ormai diventata parte dell’immaginario collettivo americano. La mostra raccoglie lavori che guardano al conflitto da svariate prospettive e si misurano a diversi livelli con le conseguenze della guerra. Da vedere per comprendere le profonde conseguenze di una guerra infinita.

New York // fino al 1° marzo 2020
Theater of Operations: The Gulf Wars 1991–2011
MOMA PS1
22–25 Jackson Avenue
https://www.moma.org

9. DESIGN E NATURA AL COOPER HEWITT SMITHSONIAN DESIGN MUSEUM

Cooper Hewitt Design Triennial 2019. Antonio García Abril & Débora Mesa, Petrified River, 2018-19. Photo Matt Flynn © Smithsonian Institution

Ultimo mese per la triennale design del Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum, dedicata quest’anno al tema della natura. Intitolata semplicemente Nature, la mostra raccoglie sessanta progetti che raccontano le intersezioni tra design e scienza, volte a trovare soluzioni innovative alle pressanti questioni ambientali e sociali che l’umanità è costretta oggi ad affrontare. La godibilissima esposizione, in corso contemporaneamente a New York e al Cube Design Museum di Kerkrade, in Olanda, è divisa in sette sezioni, ognuna delle quali descrive un diverso approccio dei designer alla natura: Understand, Simulate, Salvage, Facilitate, Augment, Remediate, Nurture. . Da vedere per ritrovare speranza nel futuro.

New York // fino al 20 gennaio 2020
Nature
COOPER HEWITT SMITHSONIAN DESIGN MUSEUM
2 East 91st Street
https://www.cooperhewitt.org/

10. UNA MOSTRA A PROVA DI SELFIE ALLA MUCIACCIA GALLERY

Yayoi Kusama, Mushrooms, 2005. Courtesy of Mucciaccia Gallery

Per la serata di apertura della nuova sede newyorchese della Muciaccia Gallery a inizio novembre, la fila faceva il giro dell’isolato. Il merito sarà stato anche dell’alto grado di instagrammabilità delle opere dell’artista giapponese Yayoi Kusama. La mostra inaugurale della galleria italiana raccoglie 28 opere realizzate tra il 1951 e il 2008, tra cui alcuni degli iconici lavori della serie Hi, Konnichiwa (Hello)!, presentata nel 2004 con enorme successo di pubblico, e le famose opere a pois. Da vedere per scoprire le opere meno note di quest’artista e farsi una foto con quelle più note.

New York // fino al 30 gennaio 2020
Yayoi Kusama
MUCIACCIA GALLERY
520 West 24th Street
https://mucciaccia.com/

Maurita Cardone

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AutoriErnst Ludwig Kirchner, Marino Marini, Agnes Denes, JR, Yayoi Kusama
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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.