The Tide: pronto il primo km del parco progettato a Londra da Diller Scofidio + Renfro

Il primo parco sopraelevato della capitale inglese è stato inaugurato dal Turning Tides Festival, all’inizio di luglio. Situato lungo il Tamigi, nel distretto Greenwich Peninsula, è stato concepito come una “destinazione per l’arte, il design e il benessere”

The Tide, Greenwich Peninsula, GERONIMO 6 @Jeff Moore
The Tide, Greenwich Peninsula, GERONIMO 6 @Jeff Moore

Chi desiderasse passeggiare tra i giardini sopraelevati di The Tide, il parco londinese progettato dallo studio statunitense Diller Scofidio + Renfro, con Neiheiser Argyros e i paesaggisti di GROSS.MAX, dovrebbe innanzitutto raggiungere la zona sud-orientale di Londra. È lì che il quartiere sostenuto dagli investimenti di Knight Dragon – developer con sede a Hong Kong – sta prendendo forma. Greenwich Peninsula dovrebbe dotare la capitale inglese di “15.000 nuove case, 13.000 nuovi posti di lavoro, un design district e una passerella culturale di 5 km… tutto avvolto dal fiume Tamigi”, come indica, non senza slanci entusiastici, il sito ufficiale. A dieci anni dall’ultimazione della prima fase del progetto della High Line newyorkese, ispiratrice di interventi analoghi a tutte le latitudini, come Seoul 7017 Skygarden nella capitale sudcoreana, e due anni dopo l’apertura dello Zaryadye Park di Mosca, lo studio Diller Scofidio + Renfro torna a misurarsi con il tema dello spazio pubblico, sviluppando un intervento articolato su due distinti livelli. Le 28 scultoree strutture in acciaio presenti lungo il primo dei cinque chilometri del parco – realizzate in Italia da Cimolai, azienda già coinvolta nella costruzione di The Shed e The Vessel, a New York– state concepite “come alberi, in grado di sostenere l’ecosistema sovrastante” e, talvolta, “si raggruppano e si uniscono come isole, definendo un paesaggio stratificato”, affermano i progettisti.

UN PARCO CULTURALE, CON LE OPERE (ANCHE) DI DAMIEN HIRST

Accessibile da diversi punti, tramite scale, rampe e un ascensore, il percorso in quota consente di sperimentare viste – da 9 metri di altezza – sul fiume Tamigi e sulle prime opere della collezione di arte contemporanea del parco, destinata probabilmente a crescere nei prossimi anni. In alternativa, si può restare al livello sottostante, intercettando una porzione di ombra definita dalla passerella, riposandosi attorno a uno dei giardini o conversando in un pocket café. Il progetto del verde, sia a terra, sia sopraelevato, ha previsto la piantumazione di alberi in grado di definire “microclimi confortevoli”. Attualmente impegnato a New York nel piano che porterà al rinnovamento del MoMA, atteso per ottobre 2019, lo studio statunitense ha previsto per il successivo sviluppo di The Tide anche un cinema all’aperto galleggiante e una galleria “che si proietta sull’acqua”, che dovrebbero sommarsi a zone per lo sport, il relax, l’aggregazione. Di certo, per ora, c’è che l’operazione ha previsto il coinvolgimento di nomi anche di rilievo della scena artistica internazionale e il posizionamento di opere di Damien Hirst, Allen Jones, Morag Myerscough, Heather & Ivan Morison, GERONIMO e Gaz Coombes.

The Tide Aerial Overview from Diller Scofidio + Renfro on Vimeo.

LUGLIO ROVENTE PER L’ARCHITETTURA LONDINESE

Mentre The Tide sembra proiettato verso le prossime fasi (non senza dubbi e polemiche) e Illuminated River muove i primi passi, con l’accessione dei primi quattro ponti sul Tamigi secondo il progetto dall’artista americano Leo Villareal, il tragitto di un altro progetto destinato alla città di Londra registra una decisa battuta di arresto. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Londra si è espresso negativamente in merito al discusso The Tulip, bloccandone la realizzazione. La torre sviluppata Foster + Partners, per conto di Safra Group, sarebbe dovuta sorgere non lontano dal London Bridge. Tuttavia per Sadiq Khan il design della struttura non presentava una qualità adeguata al carattere del sito prescelto. Non è ancora noto se l’opera, che avrebbe superato i 300 metri di altezza senza intaccare il primato europeo detenuto da The Shard – sono infatti 310 i metri di altezza dell’edificio progettato da Renzo Piano Building Workshop con Adamson Associates –, sarà oggetto di una prossima ridefinizione o verrà definitivamente archiviata. Intanto Foster + Partners si “consola” con il recentissimo successo ottenuto – insieme ai colleghi di LM uriarte arkitektura S.L.P. – nel concorso internazionale per l’espansione e l’adeguamento del Bilbao Fine Arts Museum, in Spagna.

– Valentina Silvestrini

https://dsrny.com/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.