Londra: c’è l’ok per la costruzione della Tulip Tower

Nonostante il momento di forte incertezza politica, Londra pare non fermarsi: nei giorni scorsi è stato approvato il progetto per la Tulip Tower che, con i suoi 305 metri di altezza, diventerebbe la seconda – per un solo metro – struttura più alta dell’Europa Occidentale, dopo lo Shard di Renzo Piano. La decisione finale spetterà però al Sindaco Sadiq Khan.

DBOX for Foster + Partners
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Dopo lunghe indagini, proposte, autorizzazioni e meeting arriva il parere positivo da parte della City of London Planning per concedere il permesso a costruire alla Tulip Tower, situata in prossimità di un altro grattacielo iconico della City: il 30 St Mary Axe, noto anche come The Gherkin. La decisione positiva del comitato, infatti, segue il parere del responsabile della pianificazione urbana che ha rilevato significativi benefici sociali, economici e culturali per la città. L’analisi che lo dimostrerebbe, condotta dalla società di consulenza economica Deloitte, ha ipotizzato che grazie alla Tulip Tower l’economia di Londra avrebbe beneficiato di quasi un miliardo di sterline in valore monetizzato entro il 2045, creando 460 posti di lavoro a tempo pieno durante la costruzione e altri 600 a tempo indeterminato durante l’attività. Soggetto al processo finale di approvazione, la costruzione della Tulip Tower potrebbe iniziare nel 2020, con completamento previsto per il 2025.

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

Proposta dal J. Safra Group – colosso immobiliare con più di 33.000 dipendenti e relazioni commerciali globali – in collaborazione con lo studio Foster + Partners – firma nota in tutto il mondo, con i quali il gruppo ha realizzato The Gherkin – la Tulip Tower altro non è che un gigantesco tulipano (o un asparago) high-tech, un grattacielo pensato per avere un’unica funzione: intrattenere. Strutturalmente infatti è costituito da un lungo gambo in cui sono alloggiati gli ascensori e gli impianti e un bocciolo vetrato, ideato come una piattaforma panoramica. La Tulip Tower cerca di offrire un punto di osservazione senza eguali per vedere Londra dall’alto: le gallerie offriranno ai visitatori un’esperienza coinvolgente grazie a passerelle trasparenti, scivoli di vetro interni e capsule rotanti in facciata! A completare l’esperienza ci sarà uno sky bar e ristoranti con vista a 360 gradi. Il minimo ingombro al suolo dell’edificio riflette il suo uso ridotto delle risorse, con vetri ad alte prestazioni e sistemi di costruzione ottimizzati che riducono il consumo di energia. Il riscaldamento e il raffreddamento sono garantiti da una tecnologia a combustione zero, mentre le celle fotovoltaiche integrate generano energia sul posto.

DBOX for Foster + Partners
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L’IMPATTO SU LONDRA

Durante il processo di pianificazione, il team del progetto Tulip si è impegnato a dialogare con un numero significativo di parti locali, tra cui enti per il patrimonio, scuole, imprese e residenti nella città e nei comuni limitrofi. Queste discussioni, insieme con le opinioni dei responsabili della pianificazione, hanno permesso di adattare la proposta finale per soddisfare i loro bisogni, specialmente per quanto riguarda la sfera pubblica e la struttura educativa per garantire l’utilizzo gratuito da parte di 40.000 bambini delle scuole statali di Londra. Inoltre, dalla presentazione della domanda di pianificazione, ci sono già state, ad oggi, 11 mostre pubbliche tra dicembre 2018 e marzo 2019, per presentare il progetto alla cittadinanza. Secondo un sondaggio condotto da ComRes, due terzi degli adulti di Londra pensano che la Tulip Tower sarebbe un’aggiunta interessante per lo skyline urbano, mentre il 69% crede che lo sviluppo proposto sarebbe un positivo impatto sull’attrattiva della città a destinazione culturale.

– Giulia Mura

https://thetulip.com/

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.