All’Istituto Italiano di Cultura si celebrano gli anni del sodalizio tra l’azienda emiliana di ceramiche Marazzi e il grande fotografo. Con una mostra già andata in scena al Palazzo Ducale di Sassuolo

Continua l’opera di riscoperta e di valorizzazione del fotografo Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992) in Francia, esposto anche nella recente edizione di Paris Photo. Proprio in occasione della più importante fiera di fotografia al mondo, all’interno del percorso A Paris pendant Paris Photo l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ha presentato per la prima volta un nucleo inedito di fotografie di Ghirri conservato per decenni negli archivi dell’azienda di ceramiche emiliana Marazzi. “È per noi un grande onore ospitare l’opera di uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento“, ha dichiarato Diego Marani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. “Questa importante operazione di valorizzazione intrapresa da Marazzi ci consente oggi di esporre delle opere inedite e quasi mai presentate al pubblico, in un contesto internazionale importante come Paris Photo 2021”.

Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche
Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche

LA MOSTRA DI GHIRRI A PARIGI

Fino al 21 dicembre, negli spazi dell’Hôtel de Gallifet è allestita, quindi, una selezione di 24 fotografie realizzate nell’ambito della collaborazione tra l’artista e Marazzi, a cura di Ilaria Campioli. Il percorso espositivo è un vero piacere per gli occhi, frutto di un raffinato equilibrio di forme, spazi e colori pastello, che rendono a pieno la sensibilità dell’artista. Nella sala degli specchi si trovano, infatti, le immagini dominate dai toni del cotto, che fanno da sfondo per la clessidra, la dama, l’uovo, il cactus, insieme alle rappresentazioni di architetture rinascimentali e frammenti di estetica classica che dialogano con griglie di piastrelle, il cui effetto geometrico e straniante viene accentuato dal gioco di specchi e riflessi che caratterizza l’ambiente. Nella quadreria, invece, sono esposte fotografie nelle quali la ceramica diventa griglia geometrica che definisce gli spazi attraverso miniature, cambi di prospettive, piccole illusioni ottiche, e poi le immagini in cui sono protagonisti gli strumenti dell’apprendimento infantile accanto a quelli del gioco e dell’immaginazione. La cornice fastosa dell’Istituto, edificio del XVIII secolo, si armonizza con la semplicità, la purezza delle forme e il ricercato minimalismo di Ghirri, traghettando lo spettatore verso una ricerca filosofica e metafisica.

Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche
Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche

LUIGI GHIRRI E LA CERAMICA

Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975-1985 rivela, dunque, quanto il fotografo abbia utilizzato la ceramica per approfondire temi e riflessioni a lui cari in quegli anni, come la funzione stessa della fotografia, il suo essere strumento per interrogare il mondo e analizzare l’architettura, la rappresentazione del paesaggio, l’illusione. “Nella produzione realizzata per Marazzi, Luigi Ghirri inserisce il materiale ceramico all’interno di una riflessione più ampia sulla rappresentazione“, spiega Ilaria Campioli. “Le superfici entrano a far parte di quel sistema di misurazione e riduzione del mondo in scala così importante per l’autore in quegli anni. La combinazione dei diversi piani e le griglie gli permettono di approfondire la riflessione sulla conoscenza e sull’apprendimento, come fossero un foglio su cui imparare ogni volta a scrivere e disegnare”.

Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche
Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975–1985. Exhibition view at Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2021. Photo Aurélien Mole. Courtesy Marazzi Ceramiche

L’AZIENDA MARAZZI E GLI ARTISTI

L’azienda Marazzi, tra gli Anni Settanta e Ottanta si presentava già come leader nel settore della ceramica, avvalendosi della collaborazione di artisti e stilisti e inaugurando un laboratorio di ricerca, il Crogiòlo, in cui artisti, designer, fotografi, architetti erano liberi di sperimentare. In dieci anni, il fotografo realizzò per l’azienda un importante corpus di opere, svincolate dai canoni dell’immagine pubblicitaria e in linea con la sua ricerca artistica. La ceramica fu interpretata quindi come superficie e spazio mentale e come un valido supporto per la composizione, la luce e il colore.
Dopo la prima grande retrospettiva in Francia, nel 2019 al museo Jeu de Paume di Parigi, questa mostra rappresenta un altro importante tassello nella diffusione dell’opera di uno degli autori più significativi del XX secolo, che rivendica a pieno titolo un posto nell’immaginario fotografico internazionale.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 21 dicembre 2021
Luigi Ghirri. Les années Marazzi 1975-1985
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
50, rue de Varenne
https://iicparigi.esteri.it

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AutoreLuigi Ghirri
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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.