Festeggia 100 anni di David Attenborough. Ecco chi è il padre del documentario naturalistico
A 100 anni dalla nascita, David Attenborough continua a essere una delle figure più amate della di-vulgazione scientifica mondiale. Dai pionieristici documentari BBC all’impegno ambientalista degli ultimi anni, il naturalista britannico ha rivoluzionato il modo di raccontare la natura in TV
Tanto tempo fa, in una vita che stento a ricordare, avevo al mio fianco una ragazza appassionata di documentari naturalistici. Essendo lei americana, ogni documentario doveva necessariamente essere in inglese, per permettere a entrambi di incontrarci su un terreno comune di comprensione. Fu lei che mi fece dare un nome (e poi un volto) a Sir David Attenborough, il più celebre divulgatore scientifico del nostro tempo. La sua voce calda e rassicurante, il modo in cui sapeva accompagnarci attraverso foreste pluviali, deserti e angoli remoti del Pianeta, finirono per tenerci compagnia per quattro inverni. La nostra storia, col tempo, si concluse, ma non la mia passione e la mia ammirazione per il naturalista britannico. Da allora ho continuato a inseguire la sua voce tra i tanti documentari sparsi sulle piattaforme di streaming, e ancora oggi mi basta sentirla nei primi secondi dopo il “play” per capire che vale la pena restare.
David Attenborough compie 100 anni
Girovago elegante e innamorato della natura, David Attenborough ha festeggiato ieri, 8 maggio, il suo centesimo compleanno: un secolo di vita (e un quarto di secolo di carriera) in cui non ha mai smesso di essere una delle figure più amate della divulgazione scientifica mondiale. Nato in una piccola cittadina del Middlesex inglese nel 1926, questo straordinario gentleman iniziò la sua carriera con la serie di documentari targati BBC dal titolo Zoo Quest. Era il 1954, la televisione era ancora un mezzo acerbo e i documentari naturalistici avevano spesso un tono rigido, quasi accademico. Attenborough contribuì a cambiare completamente il linguaggio del genere: portò le telecamere nei luoghi più remoti del Pianeta e trasformò l’osservazione della fauna in un’esperienza immersiva, emotiva e spettacolare. Zoo Quest (che andò avanti per sette stagioni, per un totale di oltre quaranta episodi) aprì una finestra su animali e habitat che, fino ad allora, il pubblico conosceva soprattutto attraverso libri e racconti di esploratori.
I documentari naturalistici di David Attenborough
A quel primo e fortunato esperimento televisivo ne seguirono altri, che contribuirono a consacrare definitivamente Attenborough: tra questi Life on Earth, The Blue Planet e Planet Earth, produzioni che alzarono ulteriormente l’asticella dell’intera industria televisiva cambiando il modo di raccontare la scienza sul piccolo schermo: immagini mozzafiato, ritmo cinematografico e una narrazione capace di unire precisione scientifica e senso della meraviglia caratterizzano le opere filmiche dell’autore. Negli ultimi anni, inoltre, Attenborough ha progressivamente accentuato il proprio impegno in difesa dell’ambiente, affermandosi come una delle voci più autorevoli dell’ecologismo contemporaneo.
Attenborough e la rivoluzione del documentario naturalistico
Nonostante la voce di David Attenborough sia rimasta nel tempo “sinonimo” di natura per molti telespettatori, con il passare degli anni il tono dei suoi lavori è infatti cambiato. Il senso di stupore e di scoperta che dominavano gli esordi hanno col tempo lasciato spazio a un carattere più urgente e a sfumature più drammatiche. Crisi climatica, estinzione delle specie, oceani soffocati dalla plastica, deforestazione: il naturalista britannico ha scelto di usare la propria popolarità per parlare apertamente delle conseguenze dell’impatto umano sul Pianeta. David Attenborough: A Life on Our Planet, uscito nel 2020, è forse il punto più esplicito di questo percorso: una sorta di autobiografia ambientale in cui Attenborough ripercorre la propria vita attraverso i cambiamenti della Terra a cui ha assistito in decenni di viaggi e riprese. Non più soltanto il racconto della bellezza della natura, dunque, ma anche quello della sua fragilità.
Le analogie tra David Attenborough e Piero Angela
Per il pubblico italiano, il paragone più immediato è inevitabilmente quello con Piero Angela. Entrambi hanno reso la divulgazione un linguaggio popolare senza mai banalizzarlo, mantenendo eleganza, autorevolezza e misura. Nonostante i differenti campi di azione (Angela ha raccontato il sapere scientifico in senso ampio, mentre Attenborough ha dedicato gran parte della propria vita agli ecosistemi e agli animali), c’è un elemento che accomuna queste due figure storiche dell’intrattenimento mondiale: la capacità di rassicurare senza annoiare. In un panorama televisivo sempre più urlato, hanno rappresentato entrambi l’idea di una televisione capace di educare senza bisogno di alzare i toni.
Alex Urso
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