Due fotografi hanno provato a raccontare la Toscana oltre i soliti cliché

Per il nuovo capitolo del progetto How Italy Feels, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba hanno immortalato il lato più intimo della Toscana, che è molto più di una bella cartolina. E incontra memoria, moda, architettura e cinema

L’appucundria, una malinconia dolce sospesa tra nostalgia e desiderio, tiene insieme lo sguardo di How Italy Feels, progetto curato da Marina Serena Cacciapuoti con Cesare Cacciapuoti di Italy Segreta e affidato a venti fotografi locali. Il racconto si costruisce attraverso sensazioni, atmosfere e dettagli, spostando l’attenzione dal vedere al sentire e restituendo un’Italia schietta e reale, insieme a un invito a rallentare e attraversare i luoghi con più attenzione. Nel capitolo dedicato alla Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba, compagni nel lavoro e nella vita, si allontanano da una regione spesso ridotta a cliché per restituirne una dimensione più vissuta, quasi off duty. Il loro immaginario nasce dall’incontro tra memoria e sguardo compositivo, tra moda, spazio e cinema. Ce lo hanno raccontato partendo dai luoghi, dai ricordi e dal modo in cui una fotografia può trattenere un istante prima che scivoli nel rimpianto.

How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba
How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba

Intervista a Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba

La vostra collaborazione è nata con uno sguardo già comune?
Abbiamo iniziato a lavorare insieme quasi subito. Per circa un anno ci siamo conosciuti attraverso lo sguardo, esplorando noi stessi e ciò che avevamo intorno. August ha progressivamente lasciato il suo lavoro da architetto. Da lì siamo passati a fotografare insieme le collezioni degli ex compagni di università di Gioconda, in una grande limonaia sulle colline di Firenze che avevamo allestito a studio. Quindi il nostro sguardo non è mai “diventato” condiviso: lo è stato fin da subito, con una stessa direzione.

Come lavorate insieme, dentro la stessa immagine?
Molto spesso non sappiamo chi ha scattato cosa, quando le riguardiamo per selezionarle. Probabilmente perché condividiamo un guardare univoco, ed è per questo che lavorare insieme è naturale. Stiamo sempre insieme, siamo una sorta di gemelli siamesi.

In che modo entrano moda e architettura nelle vostre immagini?
Pensiamo ogni volta i soggetti in relazione a un luogo, lo spazio aggiunge profondità al racconto e costruisce un’atmosfera. Forse è anche per questo che non amiamo particolarmente scattare in studio, ci interessa lavorare in location. Il luogo fa parte della storia e le dà profondità.

Il cinema è fonte d’ispirazione?
È una nostra grande passione. Torniamo più volte a Wong Kar-wai per il modo in cui lavora sul tempo e sulle attese, a Stanley Kubrick per il rigore nella costruzione dell’inquadratura, a Luchino Visconti per la densità di storia e materia dentro l’immagine, e a Michelangelo Antonioni per il vuoto e la sospensione. Partiamo da una storia e proviamo a raccontarla come una sequenza di fotogrammi: immagini che non chiudono, ma restano in sospeso, come un attimo prima o subito dopo qualcosa.

How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba
How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba

Milano ha cambiato il modo in cui lavorate?
Ci ha insegnato che essere puntuali è una forma di rispetto. Qui il tempo non basta mai, mentre in Toscana si dilata, e questa differenza entra nel nostro lavoro. A Milano siamo veloci e arriviamo subito all’immagine; in Toscana aspettiamo che la scena maturi. La stessa situazione può diventare una sequenza rapida oppure un’unica immagine costruita con calma. In questo passaggio troviamo il nostro ritmo. Viaggiamo molto e i luoghi lasciano sempre una traccia, diventando fonte d’ispirazione. Le immagini portano qualcosa di nostro e provano ad avvicinarsi a un ricordo.

Cosa succede al vostro sguardo quando tornate in Toscana?
C’è sempre una sensazione di pace nel ritrovare i luoghi e la stessa luce. La Maremma è al primo posto, ma anche il Chianti: spesso andiamo a camminare a Volpaia verso Panzano e pranziamo dal Cecchini. È rassicurante pensare che tutto sia rimasto uguale. In realtà molto è cambiato: luoghi e persone che non ci sono più aggiungono una malinconia che resta. Va accettata.

Perché la Maremma e l’Elba?
In Maremma Gioconda passava da bambina le estati e a volte anche qualche inverno ventoso, nella casa di Ansedonia: è un luogo legato all’infanzia. È anche il primo posto che ha condiviso con August, poco dopo essersi conosciuti. L’Elba è più recente, scoperta durante il liceo e rimasta nel cuore, da allora è una tappa fissa estiva per almeno due settimane. Abbiamo scelto i luoghi da fotografare partendo da questi ricordi, per raccontare una Toscana che sentiamo nostra.

How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba
How Italy Feels. Toscana, Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba

Oggi si ha paura di mostrare la bellezza?
Ogni toscano è molto orgoglioso della propria regione, ma allo stesso tempo anche critico. Il turismo di massa, con tutti i cliché che si porta dietro, può risultare fastidioso, e forse è proprio da qui che nasce il timore di diventarne parte. Chiamiamola paura della banalità.

Come scegliete cosa tenere e cosa togliere?
La nostra visione nasce in modo chiaro e istintivo, riflette chi siamo e quello che ci portiamo dietro. Per evitare l’effetto “cartolina” a volte basta un dettaglio, oppure un’ora in cui il luogo resta in silenzio: sotto una certa luce diventa quasi irriconoscibile. Anche i posti più iconici custodiscono una parte segreta, che proprio per questo richiede tempo e attenzione.

Come entra l’appucundria nel vostro lavoro?
Il desiderio di raccontare una storia che evochi un ricordo e allo stesso tempo lo idealizzi è forte, fissarlo nell’istante in cui sembra perfetto, prima che si incrini e scivoli nella malinconia. Nella vita esistono momenti che, per qualche ragione, lo sono davvero. E quando passano lasciano ogni volta quella sensazione “bittersweet”.

Ginevra Barbetti

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Ginevra Barbetti

Ginevra Barbetti

Nata a Firenze, si occupa di giornalismo e comunicazione, materie che insegna all’università. Collabora con diverse testate in ambito arte, design e cinema, per le quali realizza soprattutto interviste. Che “senza scrittura non sarebbe vita” lo ripete spesso, così come…

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