Non solo scandalo ed erotismo: al Green Pea di Torino l’opera omaggio all’Origine del mondo

Il langarolo Matteo Fieno, l’artista delle donne, ha donato al nuovo progetto imprenditoriale di Oscar Farinetti dedicato ai prodotti ecosostenibili un’opera d’arte ispirata al capolavoro coubertiano, ma in versione green

Big Bang, Matteo Fieno

Se in questi giorni tiene banco la notizia che Pornhub ha lanciato un’audioguida museale narrata da un’attrice hard, puntando l’attenzione su tutte quelle opere a sfondo erotico – come l’Origine du Monde di Gustave Courbet – per enfatizzarne l’aspetto carnale, a Torino c’è chi, invece, è andato in direzione contraria. Stiamo parlando di Matteo Fieno (Fossano, 1981), noto come l’artista delle donne che in questi giorni ha donato a Green Pea – il nuovo progetto imprenditoriale di Oscar Farinetti dedicato ai prodotti ecosostenibili – un’opera d’arte ispirata proprio al capolavoro coubertiano del 1866, oggi conservato al Museo D’Orsay di Parigi, ma con tutt’altri intenti che scandalizzare. “La mia è una provocazione un po’ velata rivolta al mondo intellettuale”, ci spiega Fieno, “capace di porre domande scomode sul nostro quotidiano, sul nostro stile di vita, sulle scelte che facciamo ogni giorno”.

Green Pea, esterno
Green Pea, esterno

L’ORIGINE DEL MONDO DA GUSTAVE COURBET A MATTEO FIENO

Se a fine Ottocento la riproduzione del sesso femminile era ritenuto scandaloso, oggi creare un’opera simile sarebbe inutile: la vera sfida è quella di creare un’opera d’arte che ben esprima il senso di politically correct tanto invocato dal mondo contemporaneo, lasciando ai posteri un’idea precisa e ben delineata di cosa voleva dire essere artisti innovativi nel XXI secolo. “Allora il nudo era una cosa mai vista, qualcosa che squarciava l’immaginario collettivo”, continua Fieno. “Oggi siamo nell’epoca del porno su Internet, quindi mettere una vagina su un quadro è una cosa scontata: la vera provocazione – il futuro del mondo – è nascosta, invece, nel grembo nudo di una donna incinta”. L’opera si chiama Big Bang e rappresenta un omaggio alla madre Terra – origine del mondo – e alla figura femminile, da sempre soggetto prediletto dal pittore langarolo, spostando la riflessione dalla rottura dell’equilibrio originario tra uomo e ambiente naturale verso un nuovo punto di vista: “Perché non si parla del rapporto tra la donna e la Terra? Io voglio fare questo”.

Otium, luxury spa e loungebar
Otium, luxury spa e loungebar

L’OPERA BIG BANG NELLO SPAZIO OTIUM DI GREEN PEA

Realizzato nel 2020 ma donato solo ora a Green Pea, il dipinto di impostazione classicheggiante è collocato al 4 piano del complesso commerciale, nell’area dell’Otium Pea Club: una zona relax sul tetto dell’edificio per massimo 2mila soci, dotata di piscina panoramica con vista sul Monviso, una SPA e un cocktail bar. Il quadro va ad aggiungersi all’iconico Dispenser per racconti brevi della casa editrice francese Short Edition che così ci raccontava il suo funzionamento durante l’inaugurazione a dicembre: “quattro distributori all’aperto di racconti brevi consegneranno la letteratura scritta dai nostri scrittori in tutto il mondo, quelli della Scuola Holden, i membri della Green Pea e la saggezza dei filosofi classici, Pericle, Socrate, Platone e Aristotele, premendo un pulsante”.

Matteo Fieno e Francesco Farinetti, AD di Green Pea
Matteo Fieno e Francesco Farinetti, AD di Green Pea

CHI È MATTEO FIENO

Con precedenti esperienze nel marketing e nella pubblicità, Matteo Fieno da tre anni opera come artista visivo a tempo pieno nel cuore delle Langhe. Lì tutt’ora vive insieme alla sua famiglia, a pochi passi dal Castello di Grinzane Cavour, in una dimora storica dell’800 adibita in parte a b&b e ad atelier che vorrebbe trasformare in un luogo di interesse artistico, aperto al pubblico, facendone un simbolo del territorio come la Cappella del Barolo dei Ceretto, dipinta da Sol Lewitt e David Tremlett. Tra le commissioni, la più importante è Le amanti del Re: una collezione di sei dipinti su carta pensata e realizzata per il ristorante stellato Guido Ristorante, situato nella tenuta di Re Vittorio Emanuele II a Serralunga d’Alba.

– Claudia Giraud

www.greenpea.com

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).