I vent’anni di Museo Diocesano di Milano: per l’occasione Tiziano, Londonio e gli Orticanoodles

Una grande celebrazione con arte antica e contemporanea per festeggiare l’anniversario dell’istituzione dovuta al cardinale Martini

Una grande festa, quella in programma per i vent’anni del Museo Diocesano. In concomitanza dell’anniversario del 5 novembre 2021, infatti, l’istituzione meneghina mette in campo una serie di aperture e iniziative di primo piano: saranno esposti infatti la cinquecentesca Annunciazione di Tiziano, in prestito dal museo di Capodimonte di Napoli per l’ormai storica iniziativa Un capolavoro per Milano, e il Presepe Londonio, capolavoro del XVIII secolo composto da decine di figure dipinte su cartone sagomato, a cui si aggiungerà uno speciale murale in corso d’opera. “Le iniziative che proponiamo sono in linea con la nostra identità: il murale, anche se sembra un azzardo per un Museo Diocesano, sottolinea il nostro desiderio di essere sempre in dialogo con il pubblico. Oltretutto è un’arte partecipata, che coinvolge i ragazzi del liceo artistico”, spiega ad Artribune la direttrice dell’istituzione, Nadia Righi.

IL MUSEO DIOCESANO

La storia del museo, iniziata tecnicamente il 5 novembre 2001, nasce nei lontani anni Trenta da un progetto di Ildefonso Schuster, che ha trovato realizzazione grazie al cardinale Carlo Maria Martini nei chiostri della parrocchia di Sant’Eustorgio. La Collezione permanente è costituita da quasi mille opere, comprese tra il II ed il XXI secolo: si va dalla Madonna che allatta il bambino di Bernardo Luini e il San Giuseppe con il bambino di Guido Reni alla Deposizione di Cristo di Guido Pajetta e alla Via Crucis bianca di Lucio Fontana, dall’Angelo dell’Annunciazione di Lorenzo di Niccolò e la Capsella di San Nazaro, fino alla Crocifissione di Francesco Hayez, e queste non sono che alcuni capolavori di un patrimonio del vasto e preziosissimo, anche se spesso, purtroppo, non abbastanza conosciuto.

LAnnunciazione di Tiziano I vent’anni di Museo Diocesano di Milano: per l’occasione Tiziano, Londonio e gli Orticanoodles

Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1558, olio su tela, 280 x 193 cm, dalla chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

L’ANNUNCIAZIONE DEL VECELLIO E IL PRESEPE LONDONIO

Dal 6 novembre al 6 febbraio 2022, le sale del museo accoglieranno la grande tela dell’Annunciazione realizzata da Tiziano Vecellio (1490-1576), eseguita intorno alla metà del Cinquecento nella piena maturità del maestro veneto ed esposta nella chiesa napoletana di San Domenico Maggiore. Questo è stato selezionato come protagonista del tredicesimo incontro che accompagna i visitatori del Diocesano per il periodo natalizio: “Il Capolavoro per Milano, nato nel 2001, è ormai un’istituzione”, spiega Righi, che per l’occasione ha collaborato con il direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellger, conosciuto grazie alla serie di incontri online realizzati dal museo durante la pandemia. “L’opera scelta non è un caso: volevamo ripartire con un lavoro che simboleggiasse la speranza di nuovo inizio”. E la speranza c’è, anche grazie al fatto che il museo è molto vivo e attivo: “Presentiamo anche una nuova acquisizione a novembre, è un segnale di come il nostro museo sia in continuo ampliamento e resti oggetto di costante interesse e donazioni, come è nella nostra storia a partire dalla prima donazione dei Fondi Oro di Alberto Crespi”, continua Righi, riferendosi al Presepe Londonio, capolavoro d’arte sacra del Settecento del lombardo Francesco Londonio (1723-1783). L’opera, ottenuta nel 2018 grazie alla donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi e in mostra dal 24 novembre, è uno dei pochi presepi settecenteschi lombardi del genere, ed era destinato a essere allestito durante il periodo natalizio alla Villa del Gernetto a Lesmo, in Brianza, del conte Giacomo Mellerio. In occasione del Ventennale, infine, sarà esposta una selezione di opere di arte contemporanea provenienti dai depositi del museo, con nomi come William Congdon, Guido Pajetta, Remo Bianco, Beppe De Valle, Claudio Olivieri e Valentino Vago.

Il murale Icons I vent’anni di Museo Diocesano di Milano: per l’occasione Tiziano, Londonio e gli Orticanoodles

Il murale Icons

IL MURALE REALIZZATO PER IL MUSEO DIOCESANO

Proprio per incentivare la sempre più proficua commistione tra arte antica e contemporanea, è in corso un grande intervento di street art sulla palizzata di legno che dà su Parco delle Basiliche e corso di Porta Ticinese (che compensa la quarta parete del chiostro distrutta dai bombardamenti) ad opera del collettivo artistico Orticanoodles con l’aiuto di un gruppo di studenti di quarta del liceo artistico Sacro Cuore come parte dell’alternanza scuola-lavoro.  Ad annunciare l’opera è stato lo stesso Museo Diocesano, che ha dichiarato con un post su Instagram l’inizio dei lavori. Nato grazie alla direzione dell’apprezzatissimo duo artistico e al sostegno di Fondazione Comunità Milano, il murale ritrarrà alcune opere della collezione del museo insieme ai volti dei santi Ambrogio e Carlo e a quello del fondatore cardinal Martini, e sarà presentato proprio il 5 novembre all’arcivescovo di Milano Mario Enrico Delpini. Un segno di apertura, la scelta della street art, che è anche ben inserita in una serie di interventi di arte urbana sparsi per la città, non ultimo il progetto di YesMilano Un nome in ogni quartiere. I liceali parteciperanno, dopo la realizzazione dell’opera, a una serie di attività e laboratori del museo indirizzati a bambini e ragazzi – questi non sono che una parte della progressiva apertura dell’istituzione: “In questi due anni, siamo stati costretti a sprigionare tutta la nostra creatività, entrando nelle case del pubblico proponendo attività online e – appena possibile – in presenza. Anche ora continuiamo così: a ogni evento espositivo sono abbinate attività collaterali in presenza e online”, racconta Righi. Che conclude con una prospettiva di crescita ancora maggiore: “Il pubblico, che era sempre stato di prossimità, si è allargato oltre Milano, e ora ci chiedono di continuare queste proposte da tutta Italia e dall’estero”.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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